CIRCOLARE MONOGRAFICA
Le domande di finanziamento devono essere presentate entro il 29 maggio 2026
A CURA DI STUDIOMARINI.NET | 12 MAGGIO 2026
ll CdA di FAPI – con Delibera 24 marzo 2026, n. 9 – ha approvato l’Avviso 3/2026 “Generalista territoriale”, con disponibilità di euro 4.000.000 a carattere territoriale.
L’Avviso – che intende finanziare i piani di formazione continua destinati alle imprese italiane – è finalizzato a sostenere lo sviluppo delle competenze dei lavoratori su temi legati: all’intelligenza artificiale, alla sostenibilità (ESG), alla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le domande di finanziamento (afferenti ai piani formativi aziendali e interaziendali) dovranno essere presentate entro il 29 maggio 2026.
Premessa
Il Fondo Formazione PMI (FAPI) è il fondo paritetico interprofessionale costituito da CONFAPI, CGIL, CISL, UIL per promuovere le attività di formazione continua dei lavoratori (quadri, impiegati, operai) nelle imprese, con particolare riferimento alle Piccole e medie imprese.
Com’è noto, i Fondi Interprofessionali sono associazioni promosse dalle principali Organizzazioni Datoriali e Sindacali (Confindustria, CGIL, CISL e UIL, nel caso di Fondimpresa) e finanziano attività formative adeguate ai fabbisogni dei lavoratori occupati e al contesto di mercato delle aziende.
La Legge n. 388/2000 stabilisce che siano alimentati dal versamento dello 0,30% delle retribuzioni soggette all’obbligo contributivo INPS, quale “assicurazione contro la disoccupazione involontaria”.
I Fondi Interprofessionali:
– favoriscono l’accesso alla formazione, attraverso la riduzione o l’azzeramento dei costi aziendali;
– sostengono la qualificazione delle competenze dei lavoratori, con maggiori garanzie di occupabilità;
– promuovono la crescita e la competitività delle imprese e del sistema Paese.
Nell’analisi seguente, i dettagli dell’Avviso 3/2026, che si colloca in un contesto caratterizzato da profondi cambiamenti, legati alla transizione digitale, alla diffusione delle tecnologie emergenti e alla crescente attenzione verso i temi ESG.
In tal senso, la formazione non rappresenta più un’attività accessoria, ma un vero e proprio investimento strategico, indispensabile per garantire la resilienza e la crescita delle imprese.
Ambito di intervento e caratteristica generale dell’Avviso
L’Avviso 3/2026 è finalizzato al finanziamento di interventi di sviluppo delle competenze, con l’obiettivo di sostenere la competitività, l’innovazione e la stabilità occupazionale delle imprese aderenti.
L’Avviso finanzia Piani formativi che coinvolgono aziende aderenti al FAPI, per azioni di formazione mirate allo sviluppo delle competenze di base, di alta formazione e/o specialistiche dei lavoratori fortemente collegati a piani di consolidamento, ri-organizzazione, investimento, innovazione aziendale, nonché all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (IA) e alla sostenibilità aziendale (ESG-Environment, Social, Governance).
Le aziende o le unità produttive beneficiarie del Piano devono risiedere in un’unica Regione.
Ogni Piano è presentato al FAPI unitamente ai Progetti formativi ad esso riferiti.
Il Progetto di formazione è lo strumento che attua gli obiettivi e le linee generali individuate nel Piano Formativo.
Ciascun Progetto di formazione deve essere coerente con le finalità e gli obiettivi che intende attuare e prevedere una durata adeguata alle caratteristiche degli interventi da realizzare.
Sono ammissibili le seguenti tipologie di Piano:
– Piani Aziendali, costituiti da uno o più Progetti che coinvolgono una sola azienda ed i suoi lavoratori/trici;
– Piani Interaziendali, costituiti da uno o più Progetti che coinvolgono almeno 2 aziende ed i loro lavoratori/trici. Le aziende, o le unità produttive coinvolte, devono appartenere ad un’unica Regione.
Il progetto formativo deve rispettare i seguenti parametri:
- il numero minimo di partecipanti per progetto è di 1; il numero massimo di partecipanti per progetto è di 20 lavoratori/trici (20 persone per aula), al netto degli ‘uditori’;
- una durata minima di 4 ore e massima di 60 ore;
- deve contenere l’elenco delle aziende beneficiarie ed il numero dei lavoratori che ciascuna azienda mette in formazione;
- ogni lavoratore in formazione può partecipare a max 2 progetti (per reti di Marchi: max 5 progetti per un max. complessivo sul Piano di 80 ore a lavoratore).
Le attività preparatorie e di accompagnamento (propedeutiche) devono:
– comprendere attività e prodotti riferibili a singoli progetti e ai lavoratori ad essi associati;
– prevedere una o più delle seguenti attività direttamente correlate agli obiettivi formativi:
a) studio e ricerca;
b) analisi organizzativa, analisi dei fabbisogni, assessment;
c) seminari/convegni di sensibilizzazione – approfondimento e diffusione;
d) work-shop, focus group;
e) attività di audit con diverse finalizzazioni;
f) studio ed elaborazione di materiali coerenti con le caratteristiche e gli obiettivi degli interventi, a supporto dell’intervento;
g) dare luogo a prodotti o elaborati disponibili al termine del Piano.
Le attività formative prevedono l’adozione di specifiche modalità, fermo restando la definizione del numero massimo di partecipanti al singolo progetto formativo, può essere prevista la realizzazione di sessioni congiunte (seminari, workshop, convegni) che opportunamente motivati ed esplicitati in sede di presentazione potranno vedere aumentata la presenza massima di allievi a 40 per ogni sessione (partecipanti). Resta inteso che questa modalità non sostituisce ma integra la tradizionale aula prevista per ciascun progetto.
È obbligatorio l’utilizzo della ‘SMART CARD COMPETENZE’ del FAPI, quale attestazione delle competenze acquisite nei percorsi di formazione finanziati dal Fondo PMI.
Soggetti Proponenti/Destinatari/Beneficiari dei Piani formativi
Possono presentare domanda di ammissione al contributo finanziario del FAPI:
- Imprese o Consorzi di Imprese che alla data di presentazione del Piano siano aderenti cioè iscritte al FAPI e che si impegnino a mantenerne l’iscrizione per almeno 24 mesi a far data dalla dichiarazione stessa, pena la revoca del contributo;
- Enti di formazione e/o agenzie formative accreditate presso la Regione di pertinenza del Piano, su incarico formale delle Aziende beneficiarie. L’accreditamento dovrà essere documentato a mezzo di dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del D.P.R. n. 445/2000;
- Associazioni temporanee di impresa (ATI) o di scopo (ATS) fra i predetti soggetti, alle quali possono aderire le Università pubbliche e private, gli Istituti di Istruzione Superiore. In tal caso il titolare responsabile del Piano e del contributo finanziario FAPI è il capofila dell’ATI/ATS che dovrà essere accreditato presso la Regione di pertinenza del Piano;
- Enti nazionali indicati nel CCNL di settore (c.d. ENTI CCNL) per la formazione professionale e continua dei lavoratori delle aziende che applicano lo stesso contratto, in qualità di capofila titolare.
Il soggetto proponente titolare del contributo finanziario, qualora lo stesso Piano sia finanziato dal FAPI, diventa il Soggetto attuatore dell’intervento.
Le aziende beneficiarie degli interventi devono risultare iscritte al FAPI al momento di presentazione della domanda di contributo.
Sono destinatari degli interventi formativi lavoratori/trici dipendenti da imprese aderenti e versanti al FAPI per i quali esista l’obbligo del versamento all’INPS del contributo integrativo, ex art. 25, Legge n. 845/1978.
Nel dettaglio, sono destinatari delle attività formative:
- lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e determinato;
- apprendisti;
- lavoratori temporaneamente sospesi;
- soci lavoratori di cooperative;
- lavoratori con contratti a progetto a rischio di perdita del posto di lavoro.
In via straordinaria, possono partecipare alla formazione anche i titolari di microimprese, senza riconoscimento dei costi.
Risorse finanziarie e modalità di presentazione della domanda
La dotazione complessiva dell’Avviso è pari ad euro 4.000.000, ripartita su base regionale secondo criteri che tengono conto sia dei versamenti sia del numero di aderenti.
Tra le Regioni con maggiore disponibilità si segnala la Lombardia (euro 960.000), seguita da Piemonte e Veneto. È inoltre previsto un meccanismo di redistribuzione delle risorse non utilizzate, che consente di ottimizzare l’impiego dei fondi e ridurre eventuali squilibri territoriali.
La dimensione regionale rappresenta un elemento chiave, in quanto rafforza il legame tra formazione e sviluppo locale. Dal punto di vista pratico, questo implica che la tempestività nella presentazione e la qualità progettuale assumono un ruolo determinante per l’accesso alle risorse disponibili a livello regionale.
→ I finanziamenti sono soggetti alla disciplina sugli aiuti di Stato, con possibilità di scelta tra regime “de minimis” e regime di esenzione (Regolamento UE n. 651/2014 ).
→ I contributi possono arrivare fino ad euro 54.000 per piano, in funzione della dimensione aziendale e della struttura del progetto.
→ Le domande devono essere presentate tramite la piattaforma online del Fondo entro il 29 maggio 2026.
La procedura prevede:
- presentazione telematica del piano;
- invio tramite PEC della documentazione.
Particolare attenzione deve essere posta alla trasmissione della documentazione in un’unica cartella .zip, secondo le specifiche del bando. Il mancato rispetto delle modalità previste comporta la non ammissibilità del piano.
Riferimenti normativi:
- Fondo FAPI, Avviso 3/2026 “Generalista territoriale”
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