1° Contenuto riservato: Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile: prorogata al 15 maggio la scadenza di presentazione

CIRCOLARE MONOGRAFICA

La compilazione del Rapporto è obbligatoria per le aziende che occupano più di 50 dipendenti

A CURA DI STUDIOMARINI.NET | 5 MAGGIO 2026

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – con Comunicato 30 aprile 2026 – ha reso noto che “al fine di consentire ai soggetti interessati da difficoltà tecniche di perfezionare le procedure, il termine per la presentazione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile, previsto dall’art. 46 del D.Lgs. 11 aprile 2006, n. 198, relativamente al biennio 2024-2025 è differito al 15 maggio 2026”.

Com’è noto, la compilazione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativa al biennio 2024-2025 è obbligatoria per le aziende, pubbliche e private, che occupano più di 50 dipendenti, mentre resta su base volontaria per quelle con un numero inferiore di dipendenti.

Premessa

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – con Comunicato 24 febbraio 2026 – aveva informato dell’avvenuta apertura del nuovo applicativo telematico dal 1° marzo 2026, per la trasmissione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativo al biennio 2024-2025, adempimento centrale nel sistema di monitoraggio della parità di genere nei luoghi di lavoro.

Il modello deve essere compilato esclusivamente attraverso il portale “Servizi Lavoro” del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dove è disponibile l’apposita sezione dedicata.

Il termine per la trasmissione era stato fissato al 30 aprile 2026, in conformità alle modalità generali definite dal D.M. 3 giugno 2024, adottato dal Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro per la Famiglia, la Natalità e le pari Opportunità. Ora, con Comunicato 30 aprile 2026, il suddetto termine è stato prorogato al 15 maggio 2026.

Nell’analisi che segue, un veloce focus sul richiamato D.M. 3 giugno 2024, poi le novità della versione telematica del modello.

Il contenuto del D.M. 3 giugno 2024

In data 3 giugno 2024, è stato pubblicato il decreto interministeriale MLPS/Min. Famiglia, contenente il nuovo modello telematico per la presentazione del Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile da parte delle aziende pubbliche e private che occupano più di 50 dipendenti.

Com’è noto, le aziende pubbliche e private che occupano più di cinquanta dipendenti nel complesso delle proprie sedi, dipendenze ed unità produttive redigono un rapporto unico, nel quale sono fornite le informazioni relative a tutti gli occupati.

La presentazione del rapporto è effettuata a cura del legale rappresentante o di altro soggetto abilitato.

Le aziende con sede legale all’estero sono tenute a presentare il rapporto esclusivamente nel caso in cui abbiano in Italia una o più sedi, dipendenze o unità produttive che occupano, nel loro complesso, più di 50 dipendenti. In tale ipotesi viene presentato un unico rapporto, che fornisce le informazioni relative a tutti gli occupati presso le sedi, dipendenze o unità produttive situate in Italia. La presentazione del rapporto è effettuata da una delle sedi, dipendenze o unità produttive situate sul territorio italiano.

Le aziende pubbliche e private che occupano fino a 50 dipendenti possono redigere il rapporto su base volontaria, utilizzando le medesime modalità telematiche.

L’accesso ai dati contenuti nei rapporti, attraverso un identificativo univoco, è consentito altresì alle consigliere e ai consiglieri di parità delle città metropolitane e degli enti di area vasta, con riferimento alle aziende aventi sede legale nei territori di rispettiva competenza.

Per l’elaborazione dei dati contenuti nei rapporti trasmessi da aziende con sede legale all’estero, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali consente l’accesso all’applicativo informatico da parte delle consigliere e dei consiglieri di parità della regione e della città metropolitana o dell’ente di area vasta ove è situata la sede, dipendenza o unità produttiva che ha presentato il rapporto.

Laddove dall’esame del rapporto biennale le consigliere ed i consiglieri di parità regionali ne ravvisino l’esigenza, possono richiedere al datore di lavoro e agli enti eventualmente competenti, anche per il tramite degli Ispettorati territoriali del lavoro, ulteriori informazioni al fine di accertare eventuali discriminazioni.

Restano, in ogni caso, ferme le facoltà riconosciute alle consigliere e ai consiglieri regionali e nazionali di parità, ex art. 37, comma 1, D.Lgs. n. 198/2006, per la rimozione delle discriminazioni accertate.

Limitatamente al biennio 2022-2023, il termine di trasmissione del rapporto biennale era stato stabilito al 15 luglio 2024.
Per le annualità successive, il termine di trasmissione è stato fissato al 30 aprile dell’anno successivo alla scadenza di ciascun biennio (quindi, per il biennio 2024/2025, la data è quella del 30 aprile 2026).

Le nuove modalità operative e la funzionalità del portale dal 1° marzo 2026

L’obbligo di redazione del Rapporto – che riguarda tutte le aziende pubbliche e private che occupano più di 50 dipendenti – si inserisce nel quadro dell’art. 46, D.Lgs. n. 198/2006 (Codice delle pari opportunità tra uomo e donna), che disciplina la raccolta e la trasmissione periodica dei dati relativi alla composizione del personale, alle assunzioni, alle progressioni di carriera, ai livelli retributivi e alle cessazioni.

Il nuovo applicativo ministeriale presenta una funzionalità particolarmente utile per le aziende: sarà infatti possibile riutilizzare i dati già inseriti nella rilevazione relativa al precedente biennio (2022-2023), procedendo eventualmente al loro aggiornamento.

Tale impostazione favorisce una maggiore continuità nella raccolta delle informazioni e riduce l’onere amministrativo, pur mantenendo l’obbligo di verifica e aggiornamento puntuale dei dati.
A supporto degli utenti è stata inoltre predisposta un’apposita sezione dell’URP Online del Ministero, destinata a fornire assistenza tecnica e chiarimenti operativi.

Il rispetto del termine del 15 maggio 2026 (in luogo del 30 aprile 2026) assume particolare rilievo alla luce del sistema sanzionatorio previsto dall’ordinamento.

La mancata trasmissione del Rapporto da parte delle aziende obbligate, anche a seguito di invito alla regolarizzazione da parte dell’Ispettorato territoriale del lavoro competente, comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 11, D.P.R. 19 marzo 1955, n. 520.

Qualora l’inottemperanza si protragga per oltre 12 mesi, trova applicazione la misura più incisiva prevista dall’art. 46, comma 4, D.Lgs. n. 198/2006, cioè la sospensione per 1 anno dei benefici contributivi eventualmente goduti dall’azienda.
Al contempo, a mente dell’art. 46, comma 4-bis, D.Lgs. n. 198/2006, in caso di Rapporto mendace o incompleto, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 ad euro 5.000, previa verifica della veridicità dei dati trasmessi.

Fino alla scadenza del termine di presentazione del nuovo Rapporto, le aziende che intendano partecipare a procedure pubbliche per le quali sia richiesta la produzione del rapporto biennale potranno presentare copia di quello già trasmesso per il biennio 2022-2023, impegnandosi a integrare la documentazione con il nuovo Rapporto 2024-2025 entro il 15 maggio 2026.

Tale previsione che consente la continuità nelle procedure amministrative, evitando effetti preclusivi nelle more della nuova scadenza.

Il MLPS aveva, inoltre, fissato al 15 marzo 2026 il termine ultimo per completare il caricamento dei dati relativi al biennio 2022-2023 per le aziende che non abbiano ancora ultimato la procedura. Decorso tale termine, non sarà più possibile procedere alla regolarizzazione ordinaria.

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