1° Contenuto riservato: Sostegno alle startup innovative: l’intervento del MIMIT

CIRCOLARE MONOGRAFICA

Il provvedimento modifica le condizioni di accesso e le modalità di funzionamento dell’agevolazione

A CURA DI STUDIOMARINI.NET | 1 OTTOBRE 2026

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – con D.M. 13 luglio 2026 , pubblicato nel sito istituzionale in data 2 settembre 2026 – ha reso noto d’aver modificato la disciplina di Smart&Start Italia, lo strumento agevolativo istituito dal D.M. 24 settembre 2014 per sostenere la nascita e lo sviluppo delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico.

Il provvedimento modifica le condizioni di accesso e le modalità di funzionamento dell’agevolazione intervenendo sui requisiti delle imprese beneficiarie, le procedure di valutazione dei piani d’impresa e la conversione del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto.

Al riguardo, la misura continua a operare sull’intero territorio nazionale e a sostenere programmi imprenditoriali caratterizzati da contenuto tecnologico e innovativo, sviluppo di soluzioni nell’economia digitale e valorizzazione economica dei risultati della ricerca.

Premessa

Il Decreto MiMIT 13 luglio 2026 ha aggiornato la disciplina dell’incentivo destinato alle startup innovative, Smart&Start Italia.

Lo sportello risulta aperto e la gestione dell’intervento è affidata a Invitalia.

La nuova disciplina di Smart&Start Italia non modifica l’impianto generale della misura, ma introduce alcuni aggiornamenti rilevanti per l’accesso e la gestione delle agevolazioni.

Nell’analisi che segue, i tratti essenziali del decreto MIMIT in specie.

Infine, si dettaglieranno le misure Autoimpiego Centro Nord e Resto al Sud 2.0, normate dal Decreto Coesione .

Smart&Start Italia 2026

Il Decreto MiMIT 13 luglio 2026 ha aggiornato lo strumento per le startup innovative: un primo intervento riguarda l’adeguamento dei requisitidelle imprese beneficiarie alla nuova disciplina delle startup innovative, conseguente alle modifiche introdotte dalla Legge n. 193/2024.

L’aggiornamento consente quindi di coordinare Smart&Start Italia con il nuovo quadro normativo applicabile alle imprese iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese.

Il Decreto interviene inoltre sulle procedure di valutazione dei piani d’impresa, con l’obiettivo di semplificare l’istruttoria delle domande e rendere più efficiente il processo di concessione delle agevolazioni.

Un ulteriore intervento interessa la disciplina degli investimenti nel capitale di rischio rilevanti ai fini della conversione di una parte del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto.

L’accesso alla misura viene coordinato con i requisiti previsti dall’art. 25, D.L. n. 179/2012 per l’iscrizione e la permanenza nella sezione speciale del Registro delle imprese, alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge n. 193/2024.

Possono beneficiare dell’agevolazione le startup innovative di micro, piccola o media dimensione, con sede legale e operativa in Italia.

Restano ammesse anche le persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa, con l’obbligo di costituire la società entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni.

L’accesso è ora consentito anche alle imprese straniere in possesso dei requisiti previsti, a condizione che si impegnino ad aprire almeno una sede operativa sul territorio italiano.

Sono ammissibili i piani d’impresa relativi alla produzione di beni o all’erogazione di servizi caratterizzati da significativo contenuto tecnologico e innovativo, dallo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nell’economia digitale, nell’intelligenza artificiale, nella blockchain e nell’Internet of Thingsoppure dalla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata.

I programmi devono prevedere spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni e possono comprendere impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche, brevetti, marchi, licenze e know-how, servizi specialistici, costi per personale e collaboratori impiegati nel progetto.

È inoltre ammissibile, entro il limite del 20% delle spese, un importo destinato alle esigenze di capitale circolante.

I programmi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e conclusi entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

Smart&Start Italia prevede un finanziamento agevolato senza interessi pari all’80% delle spese ammissibili, con durata massima di 10 anni.

La percentuale può ora salire al 90% quando la startup è interamente costituita da donne e/o giovani di età non superiore a 35 anni oppure quando ricorrono le specifiche condizioni previste per la presenza di un esperto con titolo di dottore di ricerca.

Per le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il finanziamento è restituito parzialmente, per un ammontare pari al 70% dell’importo concesso per le spese del piano d’impresa.

La nuova disciplina prevede, inoltre, i servizi di tutoraggio tecnico-gestionale per le imprese costituite da non più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda, per un valore pari ad euro 10.000. Il tutoraggio affianca il sostegno finanziario con servizi destinati ad accompagnare le startup più giovani nello sviluppo dell’iniziativa imprenditoriale.

Per le startup che raccolgono capitale, di particolare interesse è la possibilità di convertire una quota del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto.

Le imprese beneficiarie che ricevono investimenti nel proprio capitale di rischio da investitori terzi o da soci persone fisiche possono richiedere la conversione fino a un importo pari al 50% delle somme apportate dagli investitori o dai soci e, comunque, entro il limite massimo del 50% del totale delle agevolazioni concesse.

Il meccanismo della conversione non è introdotto dal D.M. 13 luglio 2026, ma era già previsto dalla disciplina Smart&Start.
Il nuovo Decreto interviene, invece, precisando le caratteristiche degli investimenti rilevanti e le condizioni dell’operazione.

Nello specifico:

  • viene definita più puntualmente la figura dell’investitore terzo, escludendo, tra l’altro, chi sia già socio dell’impresa al momento rilevante o presenti rapporti partecipativi incompatibili con il requisito di terzietà;
  • tra i soggetti rilevanti vengono espressamente considerati anche i partner tecnologici e gli investitori extra-UE titolari di Investor Visa for Italy;
  • la richiesta di conversione deve essere presentata dopo l’erogazione a saldo delle agevolazioni ed entro 60 giorni dalla scadenza del termine di 5 anni dalla concessione;
  • restano ferme le condizioni fondamentali dell’operazione, tra cui l’investimento minimo di euro 80.000, la permanenza dell’apporto nel capitale per almeno 3 anni e i limiti quantitativi previsti per la conversione.

Il Decreto interviene anche sulla valutazione dei piani d’impresa, prevedendo criteri semplificati per i programmi di importo non superiore ad euro 250.000 e per le startup che abbiano già beneficiato di Smart&Start completando regolarmente un precedente piano senza incorrere in cause di revoca.

Le modalità operative e i criteri di dettaglio dovranno essere definiti in una specifica Circolare attuativa.

 Smart&Start Italia opera attraverso una procedura a sportello e le domande possono essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma del soggetto gestore, Invitalia.

Non sono previste graduatorie né una scadenza periodica per la presentazione: le richieste vengono esaminate secondo l’ordine cronologico di arrivo, sulla base della verifica dei requisiti e della valutazione del piano d’impresa.

Per accedere alle agevolazioni è necessario predisporre un progetto che evidenzi, oltre alle caratteristiche dell’impresa, il contenuto innovativo dell’iniziativa, la sostenibilità economico-finanziaria e la coerenza delle spese rispetto agli obiettivi del programma.
Le imprese già beneficiarie della misura devono prestare particolare attenzione anche alle nuove disposizioni relative agli apporti di capitale qualora intendano richiedere la conversione di una quota del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto.

Autoimpiego Centro Nord e Resto al Sud 2.0: le misure del MLPS

Da gennaio 2026, sul sito istituzionale dell’Ente Nazionale per il Microcredito è aperta la fase di accreditamento dei soggetti attuatori per la formazione prevista all’interno del “Progetto per l’Autoimpiego” (PpA), finanziata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Next Generation EU – Programma Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori (GOL).

L’iniziativa – regolamentata dal Decreto Coesione (D.L. n. 60/2024, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 95/2025) – è realizzata con una partnership istituzionale che coinvolge Ente Nazionale Microcredito, Invitalia e Sviluppo Lavoro Italia e mira a fornire servizi di formazione e accompagnamento specialistico per l’avvio di attività autonome, imprenditoriali e libero-professionali finanziate dalle misure:

  • Resto al Sud 2.0,
  • Autoimpiego Centro-Nord,

gestite da Invitalia e rivolte ai giovani under 35.

L’Ente Nazionale per il Microcredito, in qualità di soggetto sub-attuatore ha pubblicato l’Avviso Pubblico per la selezione dei Soggetti Esecutori.

L’attivazione è strettamente subordinata a 2 passaggi fondamentali:

  • la selezione e l’approvazione dell’elenco dei soggetti esecutori (organismi di formazione e soggetti accreditati per i servizi per il lavoro) tramite il prossimo Avviso Pubblico;
  • la successiva sottoscrizione delle convenzioni tra l’ENM e i soggetti esecutori qualificati.

L’erogazione della formazione e dell’accompagnamento alla creazione d’impresa sarà assicurata dall’ENM sull’intero territorio nazionale, attraverso la creazione di una rete pubblico-privata formata dai Soggetti Esecutori (SE), rappresentati da enti di formazione e servizi per il lavoro accreditati almeno in una Regione o a livello nazionale.

La formazione si svolgerà in modalità sincrona, attraverso un’apposita piattaforma FAD integrata nel sistema informativo di progetto e sarà articolata in moduli di 100 ore complessive.

Le 100 ore di formazione sono suddivise in 2 fasi, differenziate a seconda degli argomenti trattati e della loro durata.

In particolare:

  • una fase A, della durata di 60 ore, con un numero di discenti variabile da un minimo di 5 a un massimo di 12, che prevede attività teoriche e pratiche dedicate alla definizione dell’idea, del mercato, delle fonti e degli impieghi, del cash flow, della tassazione, nonché alla primaria impostazione del business plan. Una specifica unità didattica sarà, inoltre, dedicata allo sviluppo di competenze digitali;
  • una fase B, della durata di 40 ore, con un numero massimo di 3 discenti che, in continuità con la precedente fase, si svilupperà attraverso una consulenza individuale o in gruppi. Questa fase integra un vero e proprio intervento di accompagnamento e assistenza tecnica specialistica personalizzata per la definitiva redazione e messa a punto del business plan utile all’accesso ai finanziamenti per l’autoimpiego previsti dal Decreto Coesione, gestiti da Invitalia.

Al termine del percorso formativo, ciascun destinatario riceverà l’attestazione di competenze comprensiva delle valutazioni di ENM in merito alla consapevolezza imprenditoriale del destinatario.
Quest’ultimo, nel momento in cui deciderà di presentare la domanda di finanziamento (con riferimento ai contributi o voucher Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0. di cui agli articoli 17 e 18 del D.L. n. 60/2024) potrà beneficiare di una premialità, nella fase di valutazione del progetto.

Tali misure di incentivazione, tutte in regime de minimis, sono erogate in via alternativa da parte di Invitalia, con queste modalità:

  • per le iniziative di Autoimpiego Centro-Nord Italia:
    1. un voucher di avvio per l’acquisto di beni, strumenti e servizi di importo massimo di euro 30.000, elevabile ad euro 40.000 euro nel caso di spese a carattere innovativo o ecosostenibili;
    2. un contributo a fondo perduto per programmi d’investimento non superiori ad euro 120.000, fino al 65% della spesa ammissibile;
    3. un contributo a fondo perduto per programmi d’investimento oltre euro 120.000 e fino ad euro 200.000, fino al 60% della spesa ammissibile;
  • per le iniziative Resto al Sud 2.0:
    1. un voucher di avvio per l’acquisto di beni, strumenti e servizi di importo massimo di euro 40.000, elevabile ad euro 50.000 nel caso di spese a carattere innovativo o ecosostenibili;
    2. un contributo a fondo perduto per programmi d’investimento non superiori ad euro 120.000, fino al 75% della spesa ammissibile;
    3. un contributo a fondo perduto per programmi d’investimento oltre euro 120.000 e fino ad euro 200.000, fino al 70% della spesa ammissibile.

Le iniziative ammesse al contributo beneficiano di servizi di tutoring nella fase di avvio dell’attività, del valore di euro 5.000, finalizzati a favorire la corretta fruizione delle agevolazioni e lo sviluppo delle competenze organizzativo-gestionali dei beneficiari.

Tali servizi saranno erogati da Invitalia per l’80% e, per il restante 20%, dall’ENM, che attiverà un tutoring gestionale, per un valore massimo di euro 1.000 mirato a fornire un accompagnamento personalizzato e un affiancamento consulenziale su vari aspetti critici, tra cui la pianificazione strategica, la gestione operativa, l’ottimizzazione delle risorse, la definizione dei modelli di business e la gestione del team.

Tale attività si configura come un supporto strutturato, in grado di guidare i nuovi imprenditori nella definizione di soluzioni concrete per superare le sfide quotidiane, promuovendo così una solida crescita e sostenibilità dell’iniziativa imprenditoriale.

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