2° Contenuto Riservato: D.L. n. 159/2025 e near miss: prevenire prima che accada

COMMENTO

DI FEDERICO CONTINI – STUDIO GARBELLI | 30 GENNAIO 2026

Nel dibattito attuale sulla salute e sicurezza nel mondo del lavoro, il tema della prevenzione assume un ruolo sempre più centrale, non solo sotto il profilo tecnico, ma anche giuridico e organizzativo. Negli ultimi anni il legislatore ha progressivamente spostato l’attenzione dalla gestione dell’evento infortunistico alla capacità delle organizzazioni di anticipare il rischio, intercettando le condizioni che possono generare danni prima che questi si concretizzino.

È in questa prospettiva che si colloca il richiamo ai near miss (mancati infortuni) contenuto nel D.L. n. 159/2025 , convertito in Legge 29 dicembre 2025, n. 198.

Premessa

Come riportato all’art. 15 del D.L. n. 159/2025,“Al fine di promuovere il miglioramento continuo delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e di ridurre l’incidenza degli infortuni, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, d’intesa con l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), sentite le parti sociali, adotta, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, linee guida per l’identificazione, il tracciamento e l’analisi dei mancati infortuni da parte delle imprese con più di quindici dipendenti. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sono individuate le modalità attraverso le quali le imprese di cui al presente comma comunicano i dati aggregati relativi agli eventi segnalati come mancati infortuni e le azioni correttive o preventive intraprese per il miglioramento della sicurezza, nonché i criteri utili alla predisposizione annuale di un rapporto di monitoraggio nazionale sui mancati infortuni, anche ai fini della definizione di interventi formativi e di sostegno tecnico alle imprese.”

Il riferimento normativo non introduce un nuovo adempimento formale, ma rafforza un principio già presente nella normativa prevenzionistica e nelle prassi più evolute: imparare sistematicamente dagli eventi che non hanno prodotto conseguenze, ma che avrebbero potuto farlo.

Per professionisti, consulenti, datori di lavoro e operatori della sicurezza, il tema dei near miss rappresenta quindi un punto di incontro tra obblighi di legge, responsabilità organizzative e cultura aziendale.

Il significato del richiamo normativo ai near miss

Il richiamo ai near miss contenuto nel D.L. n. 159/2025 si inserisce in un percorso di progressivo allineamento alle migliori prassi di gestione della sicurezza, richiamate dalla UNI ISO 45001, e ai Modelli Organizzativi e Gestionali di cui al D.Lgs. n. 231/2001. Entrambi questi strumenti promuovono un approccio proattivo alla prevenzione, basato non solo sull’analisi degli infortuni effettivi, ma anche sull’individuazione e sull’analisi di situazioni potenzialmente pericolose che non hanno prodotto danni.

In particolare, nella ISO 45001 la gestione dei near miss rappresenta un elemento centrale del monitoraggio continuo della sicurezza, dell’analisi dei rischi e del miglioramento dei processi, mentre nei modelli 231 la capacità dell’organizzazione di intercettaretempestivamente criticità operative costituisce una prova concreta dell’efficace attuazione del modello. Segnalare e analizzare i near misspermette all’ente di dimostrare che ha messo in atto procedure e controlli idonei a prevenire eventi lesivi, contribuendo a ridurre il rischio di responsabilità amministrativa derivante da reati colposi o violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. In questo senso, il D.L.  n. 159/2025 non rappresenta un obbligo isolato, ma rafforza l’idea che la gestione sistematica dei near miss è uno strumento strategico per integrare prevenzione, governance e compliance, rendendo l’organizzazione più sicura, efficiente e legalmente protetta.

Cosa si intende per near miss

Dal punto di vista tecnico-preventivo, un near miss è un evento indesiderato che si verifica durante l’attività lavorativa e che non produce danni alle persone, ma che presenta un potenziale di danno significativo. La caratteristica fondamentale del near miss non è quindi l’assenza di conseguenze, bensì la presenza di un pericolo concreto che, per una combinazione favorevole di circostanze, non si è tradotto in un infortunio.

La caduta di un oggetto dall’alto che non colpisce nessuno, una perdita di stabilità di un mezzo senza ribaltamento, un principio di incendio immediatamente estinto o una quasi collisione tra veicoli sono esempi tipici di eventi che rientrano in questa categoria. In tutti questi casi il sistema di lavoro ha mostrato una criticità latente, che merita di essere analizzata e corretta.

Dal mancato danno al rischio presente

Uno degli errori più frequenti nella gestione della sicurezza è considerare il near miss come un evento privo di importanza, proprio perché non ha prodotto conseguenze.

In realtà, dal punto di vista della prevenzioneil near miss ha spesso un valore informativo superiore all’infortunio, perché consente di analizzare il rischio senza la pressione emotiva, organizzativa e giuridica che segue un evento lesivo.

modelli teorici della sicurezza dimostrano come, alla base degli infortuni gravi o mortali, vi sia quasi sempre una lunga sequenza di eventi minori e di mancati infortuni non intercettati. Intervenire su questi segnali deboli consente di spezzare la catena causale prima che produca effetti irreversibili.

Near miss come indicatori dello stato del sistema di prevenzione

near miss possono essere letti come veri e propri indicatori anticipatori dello stato di salute del sistema di prevenzione aziendale. Un numero elevato di segnalazioni, se correttamente gestito, non è indice di insicurezza, ma di un’organizzazione capace di osservare criticamente i propri processi e di valorizzare il contributo dei lavoratori.

Al contrario, l’assenza di segnalazioni rappresenta spesso un campanello d’allarme, che può indicare una scarsa consapevolezza dei rischi, una carenza di fiducia o un clima organizzativo non favorevole alla comunicazione.

Near miss e cultura della sicurezza

La gestione dei near miss non può essere ridotta a una procedura formale. Essa richiede una cultura della sicurezza fondata sulla fiducia e sull’assenza di colpevolizzazione. I lavoratori devono percepire la segnalazione come un contributo positivo alla sicurezza collettiva e non come una denuncia o un’ammissione di errore.

Le linee guida INAIL sottolineano come l’adozione di un approccio “no blame” sia una condizione indispensabile per ottenere segnalazioni spontanee e di qualità. In questo senso, la gestione dei near miss diventa anche uno strumento di misurazione della maturità organizzativa.

Il ruolo dei soggetti della prevenzione

Nel processo di gestione dei near miss, tutti i soggetti del sistema di prevenzione sono chiamati a svolgere un ruolo attivo.

→ I lavoratori, in quanto primi osservatori del lavoro reale, intercettano le criticità operative.

→ Il preposto, figura di cerniera tra organizzazione e operatività, verifica le condizioni di sicurezza e attiva le prime misure correttive.

→ Il datore di lavoro e i dirigenti garantiscono le risorse, l’integrazione delle informazioni nel DVR e l’effettiva attuazione delle misure individuate.

 RSPP e RLS collaborano nell’analisi degli eventi e nella diffusione delle lezioni apprese, contribuendo a trasformare il near miss in un’occasione di miglioramento strutturale.

La gestione dei near miss secondo le linee guida INAIL

Secondo l’impostazione proposta da INAIL, la gestione dei near miss deve essere strutturata ma al tempo stesso semplice e accessibile.

La segnalazione deve poter avvenire in modo rapido, raccogliendo le informazioni essenziali sull’evento, sul contesto operativo e sulle condizioni in cui si è verificato. Una volta raccolta, la segnalazione deve essere registrata e analizzata, evitando di fermarsi all’errore umano e approfondendo le cause tecniche, organizzative e procedurali.

L’obiettivo non è individuare un responsabile, ma comprendere perché il sistema ha consentito il verificarsi dell’evento.

Sulla base dell’analisi devono essere individuate azioni correttive e preventive concreteproporzionate al rischio e realmente applicabili. La fase di verifica dell’efficacia e il ritorno informativo ai lavoratori completano il ciclo, rafforzando la fiducia nel sistema e incentivando nuove segnalazioni.

Near miss, DVR e responsabilità del datore di lavoro

Uno degli aspetti di maggiore interesse per un pubblico professionale riguarda il collegamento tra near miss, valutazione dei rischi e responsabilità del datore di lavoro. Le informazioni derivanti dai mancati infortuni devono essere utilizzate per aggiornare il DVR, rivedere le stime di rischio e verificare l’adeguatezza delle misure di prevenzione adottate.

In questa prospettiva, il near miss assume una rilevanza che non è solo tecnica, ma anche giuridica, in quanto contribuisce a dimostrare l’adozione di un approccio proattivo e diligente alla gestione della sicurezza.

Near miss e formazione

near miss rappresentano anche una fonte preziosa per la formazione e l’addestramento. Gli eventi realmente accaduti, anche se senza conseguenze, rendono la formazione più concreta e credibile, favorendo il coinvolgimento attivo dei lavoratori e l’apprendimento esperienziale. Inserire casi di near miss nei percorsi formativi permette di discutere scenari realistici, di analizzare le cause e di proporre soluzioni pratiche, migliorando la capacità dei lavoratori di riconoscere e gestire situazioni di rischio nella vita reale.

Inoltre, il confronto su eventi realmente accaduti favorisce la creazione di una cultura della sicurezza condivisa, stimola il senso di responsabilità individuale e collettiva e rafforza l’importanza della segnalazione preventiva come strumento di protezione personale e di gruppo.

Conclusioni

Il richiamo ai near miss contenuto nel D.L. n. 159/2025 , convertito in Legge n. 198/2025 , va letto come un segnale chiaro: la prevenzione moderna non può limitarsi a reagire agli infortuni, ma deve saper imparare dagli eventi mancati.

La corretta gestione dei near miss consente di individuare criticità organizzative e operative prima che si traducano in eventi lesivi, migliorando l’efficacia del sistema di prevenzione e rafforzando la tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Per imprese e professionisti, si tratta non di un nuovo adempimento, ma di un cambio di prospettiva: dalla sicurezza come obbligo alla sicurezza come processo di miglioramento continuo.

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