COMMENTO
DI GERARDO URTI | 6 AGOSTO 2026
Dal 21 settembre 2026 le PMI con vocazione internazionale potranno accedere alla nuova misura SIMEST dedicata agli investimenti in intelligenza artificiale, finanziata con una dotazione di 200 milioni di euro attraverso una specifica sezione del Fondo rotativo 394/1981. L’intervento sostiene lo sviluppo, l’adozione e l’integrazione di soluzioni AI nei processi aziendali mediante finanziamenti agevolati, una possibile quota di contributo a fondo perduto e l’erogazione di un anticipo sulle somme concesse. La misura si rivolge non solo alle imprese esportatrici, ma anche alle PMI inserite nelle filiere produttive orientate ai mercati esteri, con l’obiettivo di favorire la trasformazione digitale, l’innovazione e la competitività del sistema produttivo italiano. Analizziamo le finalità dell’intervento, i destinatari, gli investimenti ammissibili, le agevolazioni previste e le modalità di presentazione delle domande.
In sintesi
Prima di analizzare nel dettaglio le caratteristiche della misura, la tabella seguente riepiloga i principali elementi del nuovo finanziamento SIMEST dedicato agli investimenti in intelligenza artificiale, evidenziandone destinatari, agevolazioni, risorse disponibili e modalità di accesso.
| Elemento | Descrizione |
| Misura | Nuova sezione del Fondo rotativo 394/1981 dedicata agli investimenti in intelligenza artificiale |
| Gestore | SIMEST |
| Dotazione finanziaria | 200 milioni di euro |
| Apertura domande | 21 settembre 2026 |
| Destinatari | PMI con vocazione internazionale |
| Agevolazioni | Finanziamento agevolato, contributo a fondo perduto (fino al 10%) e anticipo fino al 50% |
| Finalità | Sostenere lo sviluppo, l’adozione e l’integrazione di soluzioni di intelligenza artificiale |
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella competitività delle PMI
L’intelligenza artificiale non rappresenta più soltanto una leva di innovazione tecnologica, ma un fattore sempre più determinante per la competitività delle imprese. Dall’automazione dei processi all’analisi dei dati, fino al supporto alle decisioni strategiche, le applicazioni dell’AI stanno modificando i modelli organizzativi e produttivi, incidendo direttamente sulla capacità delle aziende di competere sui mercati internazionali.
Per le piccole e medie imprese, tuttavia, la trasformazione digitale richiede investimenti che vanno ben oltre l’acquisto di nuove tecnologie. L’adozione dell’intelligenza artificiale implica infatti l’integrazione di competenze, infrastrutture digitali e nuovi processi organizzativi, con un impatto significativo sia sotto il profilo economico sia gestionale.
È in questo scenario che si inserisce la nuova misura promossa da SIMEST, che introduce una linea di finanziamento dedicata agli investimenti in intelligenza artificiale nell’ambito del Fondo rotativo 394/1981.
La nuova misura SIMEST
La nuova misura dedicata agli investimenti in intelligenza artificiale è stata istituita nell’ambito dello strumento “Transizione digitale ed ecologica” del Fondo rotativo 394/1981, gestito da SIMEST, con una dotazione finanziaria di 200 milioni di euro.
L’intervento introduce, per la prima volta, una linea di finanziamento specificamente destinata a sostenere progetti basati sull’adozione e sull’integrazione di soluzioni di intelligenza artificiale nei processi aziendali.
Si tratta di un’evoluzione significativa del Fondo 394/1981, storicamente orientato al sostegno dell’internazionalizzazione, che amplia il proprio raggio d’azione riconoscendo il ruolo dell’innovazione tecnologica come leva di competitività sui mercati esteri.
La misura segna un cambio di prospettiva nelle politiche di sostegno alle imprese.
L’obiettivo non è più soltanto favorire la presenza commerciale all’estero, ma incentivare investimenti capaci di migliorare
- l’efficienza,
- la produttività
- e la capacità innovativa delle aziende,
nella consapevolezza che la competitività internazionale passa sempre più attraverso la trasformazione digitale dei processi produttivi e organizzativi.
Chi può accedere al finanziamento
La misura è destinata alle PMI con vocazione internazionale, confermando l’obiettivo di SIMEST di sostenere gli investimenti in grado di rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano sui mercati esteri.
Possono presentare domanda le imprese
- che realizzano almeno il 3% del proprio fatturato all’estero,
- nonché quelle che operano come fornitrici di imprese esportatrici o
- che sono inserite in filiere produttive orientate ai mercati internazionali.
Il finanziamento, quindi, non è riservato esclusivamente alle aziende esportatrici, ma si estende anche alle realtà che contribuiscono indirettamente alla presenza del Made in Italy all’estero.
L’ampliamento della platea dei beneficiari rappresenta uno degli elementi più significativi della misura.
La competitività internazionale, infatti, dipende sempre più dalla capacità dell’intera filiera di innovare e adottare tecnologie avanzate, motivo per cui anche le imprese che operano prevalentemente sul mercato nazionale possono accedere all’agevolazione, purché dimostrino il proprio inserimento in una filiera con una consolidata proiezione internazionale.
Investimenti finanziabili
Uno degli elementi più qualificanti della misura è l’attenzione rivolta non alla semplice digitalizzazione dei processi aziendali, ma all’effettiva integrazione dell’intelligenza artificiale nelle attività dell’impresa.
Per questo motivo risultano agevolabili esclusivamente gli investimenti direttamente riconducibili allo sviluppo, all’adozione e all’utilizzo di soluzioni di AI.
Rientrano tra le spese ammissibili, a titolo esemplificativo:
- software e piattaforme di intelligenza artificiale;
- infrastrutture cloud e sistemi di calcolo;
- strumenti per l’automazione dei processi aziendali;
- soluzioni di cybersecurity connesse ai nuovi sistemi digitali;
- servizi di consulenza specialistica;
- certificazioni;
- attività di formazione del personale;
- inserimento di nuove professionalità con competenze specifiche nel settore dell’intelligenza artificiale.
La misura riconosce, quindi, che l’adozione dell’AI non coincide con il semplice acquisto di una tecnologia, ma richiede un percorso di trasformazione più ampio che coinvolge competenze, organizzazione e modelli operativi.
Per questo motivo risultano agevolabili anche gli interventi necessari a garantire un’effettiva integrazione delle nuove soluzioni nei processi aziendali.
Tra i progetti che potranno essere sostenuti rientrano, ad esempio:
- sistemi di analisi avanzata dei dati,
- strumenti per la previsione della domanda,
- soluzioni di manutenzione predittiva,
- applicazioni per il controllo qualità,
- automazione delle attività amministrative,
- ottimizzazione della logistica e
- rafforzamento della sicurezza informatica,
purché direttamente riconducibili all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Le agevolazioni previste
Per sostenere concretamente la realizzazione di questi investimenti, la misura affianca al finanziamento agevolato ulteriori strumenti di sostegno economico, con l’obiettivo di ridurre sia il costo complessivo dell’intervento sia il fabbisogno finanziario nella fase di avvio dei progetti.
Il principale strumento previsto consiste in un finanziamento agevolato, con una durata massima di otto anni, comprensiva di un periodo di preammortamento fino a due anni. Il tasso applicato è quello agevolato previsto dalla disciplina del Fondo rotativo 394/1981 e, nell’ambito del regime de minimis, può arrivare fino allo 0,37%, secondo le condizioni vigenti al momento della presentazione della domanda.
Al finanziamento può aggiungersi un contributo a fondo perduto fino al 10% dell’intervento agevolativo, riconosciuto nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea in materia di aiuti de minimis. Prima della presentazione della domanda, le imprese dovranno pertanto verificarel’eventuale disponibilità del plafond residuo, tenendo conto degli altri aiuti già ricevuti nel periodo di riferimento.
La misura consente inoltre di ottenere un anticipo fino al 50% dell’importo finanziato, permettendo alle imprese di disporre delle risorse necessarie già nelle prime fasi di realizzazione del progetto.
Si tratta di un elemento particolarmente rilevante per gli investimenti in intelligenza artificiale, che richiedono spesso costi iniziali significativi per l’acquisizione di software, infrastrutture tecnologiche, servizi di consulenza e attività di formazione.
La combinazione tra finanziamento agevolato, contributo a fondo perduto e anticipazione delle risorse rappresenta uno degli aspetti di maggiore interesse della misura.
L’intervento, infatti, non si limita a ridurre il costo dell’investimento, ma contribuisce anche a migliorare la sostenibilità finanziaria dei progetti, favorendo l’accesso alle tecnologie di intelligenza artificiale anche da parte delle imprese di minori dimensioni.
Presentazione delle domande
Le domande di agevolazione potranno essere presentate a partire dal 21 settembre 2026 attraverso il portale SIMEST dedicato ai finanziamenti agevolati.
L’impresa dovrà predisporre un progetto nel quale descrivere:
- le soluzioni di intelligenza artificiale che intende sviluppare o acquisire,
- i processi aziendali interessati,
- le spese previste,
- gli obiettivi dell’investimento,
- i tempi di realizzazione e
- i risultati attesi.
Sarà inoltre necessario dimostrare il possesso dei requisiti richiesti dalla misura, con particolare riferimento alla vocazione internazionaledell’impresa o all’appartenenza a una filiera produttiva orientata ai mercati esteri.
Considerata la natura degli investimenti finanziabili, assume particolare rilievo la qualità della progettazione.
Le imprese dovranno infatti dimostrare che le spese previste sono strettamente funzionali all’introduzione o al potenziamento di soluzioni di intelligenza artificiale e che l’investimento è in grado di generare benefici concreti in termini di innovazione, efficienza e competitività.
Conclusioni
La nuova linea SIMEST dedicata agli investimenti in intelligenza artificiale rappresenta un ulteriore passo nell’evoluzione degli strumenti pubblici a sostegno della competitività delle imprese italiane.
L’intervento, infatti, non si limita a favorire l’adozione di nuove tecnologie, ma riconosce come l’innovazione digitale costituisca oggi una componente essenziale delle strategie di crescita e di internazionalizzazione.
L’estensione della misura anche alle imprese inserite nelle filiere produttive orientate ai mercati esteri conferma, inoltre, una visione più ampia della competitività del Made in Italy, fondata sulla capacità dell’intero sistema produttivo di innovare e di generare valore lungo la catena di fornitura.
Più in generale, la nuova misura conferma un’evoluzione delle politiche pubbliche per l’internazionalizzazione: il sostegno non è più rivolto esclusivamente all’espansione commerciale delle imprese, ma sempre più alla loro capacità di innovare.
In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale diventa non soltanto una tecnologia da adottare, ma uno strumento strategico per rafforzare la produttività, la resilienza e la presenza del sistema produttivo italiano nei mercati internazionali.
Riferimenti normativi:
- D.L. 28 maggio 1981, n. 251, conv., con modif., dalla Legge 29 luglio 1981, n. 394.
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