COMMENTO
DI FRANCESCA BICICCHI – STUDIO NEVIO BIANCHI & PARTNERS | 17 FEBBRAIO 2026
Nel 2026 aumentano i minimi retributivi per colf, badanti e baby-sitter tra adeguamento all’inflazione e rinnovo contrattuale. Ecco quanto si guadagna e cosa cambia per famiglie e lavoratori.
Premessa
Il 2026 si apre con un aggiornamento importante per il lavoro domestico: cambiano i minimi retributivi e, con essi, il costo complessivo per le famiglie e le prospettive economiche per centinaia di migliaia di lavoratori, tra colf, badanti e baby-sitter.
Gli aumenti introdotti da gennaio sono il risultato di un meccanismo preciso che combina due elementi; da un lato l’adeguamento automatico all’inflazione, dall’altro gli incrementi previsti dal rinnovo del contratto collettivo nazionale dello scorso ottobre. Il risultato è un sistema retributivo più alto rispetto al 2025, articolato e differenziato a seconda delle mansioni, dell’esperienza e della modalità di lavoro.
Alla base degli aumenti c’è innanzitutto l’adeguamento all’inflazione. Come previsto dall’articolo 38 del contratto del lavoro domestico , i minimi salariali vengono aggiornati ogni anno in misura pari all’90% della variazione del costo della vita per le famiglie di impiegati e operai rilevate dall’ISTAT. Questo consente di preservare, almeno in parte, il potere d’acquisto dei lavoratori. Si ricorda che, secondo i dati pubblicati il 16 dicembre 2025, il tasso ISTAT FOI risulta pari all’1%.
A questo si aggiunge il percorso di aumenti stabilito dal rinnovo contrattuale, che prevede incrementi progressivi anche nei prossimi anni. Il rinnovo del contratto, all’articolo 55, prevede che per i lavoratori conviventi inquadrati nel livello BS, l’aumento sarà di 40 euro dal 1° gennaio 2026 e per tutti gli altri livelli e tabelle di riferimento l’aumento dei minimi retributivi sarà riproporzionato con le stesse modalità e termini. Il 2026 rappresenta, dunque, solo la prima tappa di un percorso di crescita che proseguirà fino al 2028.
Tra i numeri più rappresentativi c’è quello dei 7,45 euro l’ora, corrispondente al livello BS, uno dei più diffusi nel settore. È il riferimento tipico per molte badanti e baby-sitter e rappresenta una sorta di valore medio del comparto. Accanto a questo dato, la nuova griglia retributiva mostra una forbice piuttosto ampia, che riflette le differenze di competenze e responsabilità tra i vari livelli.
Le differenze tra i livelli
Il sistema del lavoro domestico è organizzato per livelli che determinano il trattamento economico.
Si parte dal livello A, relativo a mansioni semplici, per arrivare ai livelli più alti, come CS e DS, che riguardano l’assistenza a persone non autosufficienti o ruoli con maggiore responsabilità. Più cresce la complessità del lavoro, più aumenta la retribuzione.
Convivenza: quanto si guadagna al mese
Per i lavoratori conviventi, come molte badanti a tempo pieno, la retribuzione è mensile e tiene conto di un orario che può arrivare fino a 54 ore settimanali.
Nel 2026, i minimi mensili sono i seguenti:
| Livello | Minimo |
| A | 908,10 euro |
| AS | 958,55 euro |
| B | 983,16 euro |
| BS | 1.053,39 euro |
| C | 1.123,63 euro |
| CS | 1.193,84 euro |
| D | 1.404,51 euro |
| DS | 1.474,73 euro |
Si tratta di valori che rappresentano la base minima contrattuale e che possono aumentare in presenza di superminimi o condizioni particolari.
Nel caso dell’assistenza notturna, i compensi risultano più elevati, proprio per la specificità della prestazione. In questi casi, le retribuzioni mensili minime si attestano intorno a:
| Livello | Minimo |
| BS | 1.211,38 |
| CS | 1.372,91 |
| DS | 1.695,99 |
Lavoro a ore: le retribuzioni orarie
Laddove il lavoro non sia in convivenza, la retribuzione viene calcolata su base oraria. Anche in questo caso, i valori variano in base al livello di inquadramento.
Nel 2026, i minimi orari sono:
| Livello | Minimo |
| A | 6,51 euro |
| AS | 6,76 euro |
| B | 7,01 euro |
| BS | 7,45 euro |
| C | 7,86 euro |
| CS | 8,30 euro |
| D | 9,57 euro |
| DS | 9,97 euro |
Questi importi rappresentano la soglia minima sotto la quale non è possibile scendere, ma nella pratica possono essere superati in base all’esperienza o alle esigenze specifiche della famiglia.
Il lavoro non convivente è oggi molto diffuso, soprattutto nelle aree urbane. Offre maggiore flessibilità sia per il lavoratore sia per la famiglia, ma comporta anche una maggiore variabilità del reddito.
Una baby-sitter o una colf può lavorare poche ore a settimana o avere più datori di lavoro, con una retribuzione complessiva che dipende dal numero di ore svolte.
L’impatto sulle famiglie
Gli aumenti del 2026 si traducono in un incremento concreto dei costi per le famiglie. Anche variazioni contenute della paga oraria, moltiplicate per molte ore di lavoro, possono portare a un aumento annuo significativo.
In alcuni casi, la spesa complessiva può crescere in modo importante nell’orizzonte temporale dell’anno, rendendo il lavoro domestico un impegno economico sempre più rilevante.
Contributi: aumentano insieme agli stipendi
All’aumento delle retribuzioni si accompagna quello dei contributi previdenziali. Le fasce contributive vengono aggiornate in base agli importi salariali, incidendo ulteriormente sul costo complessivo del lavoro domestico.
Un settore sempre più regolato
Dal punto di vista operativo, le nuove tabelle implicano l’adeguamento automatico dei contratti in essere. Le buste paga devono riflettere i nuovi minimi e cambiano anche i calcoli relativi a TFR, ferie e tredicesima.
Negli ultimi anni, il lavoro domestico ha conosciuto un processo di progressiva formalizzazione. Le regole sono più definite, le tutele più chiare e i rapporti di lavoro sempre più regolati. L’aggiornamento delle retribuzioni si inserisce in questo percorso, contribuendo a rafforzare il riconoscimento economico e sociale di queste professioni.
Il 2026 non rappresenta un punto di arrivo. Gli aumenti previsti dal contratto continueranno anche negli anni successivi, con incrementi già programmati fino al 2028. Questo lascia prevedere una crescita ulteriore sia delle retribuzioni sia dei costi per le famiglie.
Conclusione
Le nuove retribuzioni del lavoro domestico nel 2026 confermano una tendenza chiara: il settore è in evoluzione, gli stipendi aumentano e il lavoro di cura acquisisce sempre maggiore rilevanza.
Allo stesso tempo, cresce anche l’impegno economico richiesto alle famiglie. Un equilibrio complesso, destinato a restare al centro del dibattito nei prossimi anni.
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