3° Contenuto: Colf e badanti, da gennaio aumenti fino a 1.000 euro

L’OPINIONE

DI DANIELE CIRIOLI | 31 DICEMBRE 2025

Permettersi una colf o badante, dal prossimo anno, costerà molto di più rispetto a quest’anno. Per due ragioni: per effetto del consueto adeguamento delle retribuzioni all’inflazione; per le ricadute del rinnovo contrattuale, avvenuto il 28 ottobre, valido per il triennio 2026/2028.

Brutta sorpresa per le famiglie che, penna e calamaio, sono alle prese con il proprio “bilancio di previsione”. Quello per il prossimo anno 2026, infatti, alla voce “domestici” registra un costo molto più elevato rispetto al passato, per via del rinnovo del Ccnl del lavoro domestico che, tra le varie novità, ha previsto un aumento complessivo di 100 euro lordi mensili delle paghe dei lavoratori domestici, distribuito in più tranche nel triennio. L’aumento incide direttamente sui bilanci delle famiglie, come pure incide la novità della rivalutazione annuale delle retribuzioni, in base all’indice d’inflazione ISTAT, che il rinnovo contrattuale ha rafforzato elevando il criterio di adeguamento dall’80 al 90% dell’indice ISTAT registrato a novembre.

Un rapporto di lavoro speciale

Quello domestico è un rapporto di lavoro “speciale”, tra i rapporti di lavoro subordinati (o di lavoro dipendente). C’è una legge ad hoc a disciplinarlo; e, prima ancora di questa legge, ci sono alcuni articoli del codice civile che fissano i principi generali (dal 2240 al 2246). La legge è la n. 339 del 1958: in 21 articoli contiene tutte le norme su assunzione e licenziamento, passando per ferie, festività e preavviso. La legge si applica “ai rapporti di lavoro concernenti gli addetti ai servizi domestici che prestano la loro opera, continuativa e prevalente, di almeno 4 ore giornaliere presso lo stesso datore di lavoro, con retribuzione in denaro o in natura“. In linea di principio, quindi, interessa i rapporti di lavoro degli addetti ai servizi domestici. Quando la persona può qualificarsi “addetta ai servizi domestici”? Quando, a prescindere dal sesso e dalla nazionalità, presta a qualsiasi titolo la propria opera per il funzionamento della vita familiare.

Qualche distinzione

Nel corso degli anni, questo generale ambito applicativo del lavoro domestico ha subìto delle variazioni per via di nuove leggi o per interventi della giurisprudenza; in alcune ipotesi è stata addirittura esclusa la riconducibilità di alcune prestazioni al lavoro domestico. Per esempio, la casalinga non è mai riconducibile a rapporto di lavoro domestico. Idem l’addetto alla pulizia di uffici e stabili (non domestici). Anche le persone c.d. “alla pari”, come ad esempio sono gli studenti che offrono limitate prestazioni di lavoro domestico in cambio della mera ospitalità, sono esclusi dal rapporto di lavoro domestico. L’autista invece rientra nel “rapporto di lavoro domestico” solo se il datore di lavoro non è titolare di un’impresa. In caso contrario (cioè se il datore di lavoro è titolare d’impresa, di qualunque tipo e dimensione), l’autista è sempre escluso dal rapporto di lavoro domestico anche qualora addetto al servizio personale del titolare o dei componenti del suo nucleo familiare (Legge n. 1003/1956).

Costi più alti

Come accennato, il 28 ottobre 2025 è stato rinnovato il Ccnl determinando qualche sorpresa alle famiglie: un costo molto più elevato, rispetto al passato. Tra le novità, il rinnovo prevede aumenti complessivi di 100 euro lordi mensili delle paghe dei lavoratori domestici, distribuito in più tranche nel triennio: 40 euro dal 1° gennaio 2026; altri 30 euro dal 1° gennaio 2027; altri 15 euro dal 1° gennaio 2028; infine, 15 euro dal 1° settembre 2028. Il rinnovo, inoltre, ha modificato il criterio di adeguamento delle retribuzioni, elevando dall’80 al 90% la misura dell’indice ISTAT applicato per la rivalutazione. Il rinnovo del contratto introduce, inoltre, altre novità che incidono sull’organizzazione del rapporto di lavoro: tra l’altro, alcune modifiche alla disciplina dei permessi, un rafforzamento delle tutele in materia di maternità e paternità e l’inserimento del 4 ottobre tra le festività riconosciute.

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