3° Contenuto: Conciliazione vita-lavoro: contributi fino a 12.000 euro alle imprese per la nuova certificazione

COMMENTO

DI GERARDO URTI | 10 SETTEMBRE 2026

Dal 21 settembre 2026 le imprese potranno richiedere le agevolazioni previste dal progetto “Il lavoro a misura di famiglia” per ottenere la nuova certificazione sulla conciliazione tra vita familiare e lavoro secondo la UNI/PdR 192:2026. La misura dispone di 7,5 milioni di euro e mette a disposizione servizi gratuiti di assistenza tecnica e contributi per sostenere i costi della prima certificazione.

L’importo riconoscibile per i servizi di certificazione varia in funzione del numero di addetti equivalenti e può raggiungere 12.000 euro per impresa. Possono accedere le imprese con almeno 1 dipendente che rispettano i requisiti previsti dall’Avviso e superano il test di pre-screening. Il 60% delle risorse è riservato alle micro, piccole e medie imprese. Le domande saranno esaminate secondo una procedura a sportello, in ordine cronologico di arrivo. Quali imprese possono accedere e come funzionano le agevolazioni?

In sintesi

La misura combina assistenza tecnica e sostegno economico alla certificazione, con una dotazione complessiva di 7,5 milioni di euro.

Per accedere alle agevolazioni è necessario verificare preventivamente il possesso dei requisiti e superare il test di pre-screening previsto dall’Avviso.

AmbitoCosa prevede l’Avviso
Dotazione7,5 milioni di euro
BeneficiariImprese con almeno un dipendente e in possesso dei requisiti previsti
Riserva60% delle risorse destinato alle micro, piccole e medie imprese
CertificazioneUNI/PdR 192:2026 sulla conciliazione vita familiare-lavoro
AssistenzaFino a 5 giornate di consulenza specialistica gratuita online
Contributo certificazioneDa 1.800 a 12.000 euro, in funzione degli addetti equivalenti
Condizione di accessoSuperamento del test di pre-screening
ProceduraValutativa a sportello secondo l’ordine cronologico di arrivo
Apertura domandeOre 10:00 del 21 settembre 2026
Termine del percorso30 giugno 2027

Finalità della misura

Il progetto “Il lavoro a misura di famiglia”, promosso dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia e dal Dipartimento per le Pari Opportunità insieme a Unioncamere, sostiene le imprese nel percorso verso la certificazione UNI/PdR 192:2026, attraverso servizi specialistici di accompagnamento e contributi per i costi della prima certificazione.

Chi può accedere alle agevolazioni

Possono accedere alla misura le imprese con almeno 1 dipendente regolarmente assunto, partita IVA attiva e sede legale o operativa in Italia.

Per i titolari di partita IVA non iscritti al Registro delle imprese è richiesto il domicilio fiscale in Italia.

Al momento della domanda l’impresa deve inoltre trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, essere in regola sotto il profilo amministrativo, contributivo e previdenziale e possedere un DURC regolare. Devono essere rispettati, ove applicabili, gli obblighi in materia di collocamento mirato e quelli relativi alla trasmissione del rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile.

Condizione preliminare per presentare la domanda è il superamento del test di pre-screening online, attraverso il quale viene valutato il livello di maturità dell’organizzazione rispetto alle politiche di conciliazione vita-lavoro.

Quali agevolazioni sono previste

L’intervento si articola in due forme di sostegno.

→ La prima riguarda i servizi di assistenza tecnica e accompagnamento, attraverso i quali l’impresa può usufruire fino a 5 giornate di consulenza gratuita online da parte di un esperto qualificato inserito nell’apposito elenco predisposto da Unioncamere.

Il consulente supporta l’impresa nell’individuazione degli eventuali gap organizzativi e nella predisposizione delle attività e della documentazione necessarie per arrivare alla certificazione.

→ La seconda agevolazione riguarda invece i costi della prima certificazione UNI/PdR 192:2026. Il contributo massimo è determinato sulla base del numero di addetti equivalenti dell’impresa e delle giornate di audit necessarie per la certificazione.

Quanto spetta per la certificazione

Il contributo destinato a sostenere i costi della prima certificazione UNI/PdR 192:2026 varia in funzione della dimensione dell’organizzazione, determinata sulla base del numero di addetti equivalenti. L’importo riconoscibile cresce quindi in relazione alla complessità dell’attività di certificazione e può raggiungere 12.000 euro.

L’agevolazione è riconosciuta per i servizi di certificazione resi dagli organismi abilitati secondo le condizioni previste dall’Avviso. Per l’impresa diventa quindi importante verificare preventivamente la propria fascia dimensionale e il relativo contributo massimo richiedibile.

N. addetti equivalentiGiornate di auditContributo massimo
Da 1 a 51,5€ 1.800
Da 5,1 a 102€ 2.400
Da 10,1 a 152,5€ 3.000
Da 15,1 a 253€ 3.600
Da 25,1 a 454€ 4.800
Da 45,1 a 655€ 6.000
Da 65,1 a 856€ 7.200
Da 85,1 a 1257€ 8.400
Da 125,1 a 1758€ 9.600
Da 175,1 a 2499€ 10.800
Oltre 25010€ 12.000

Fonte: Avviso Unioncamere

Per determinare il numero degli addetti equivalenti occorre fare riferimento all’Appendice A, prospetto A.1, della UNI/PdR 192:2026. È inoltre possibile richiedere il contributo anche per i soli servizi di certificazione, senza usufruire dei servizi di accompagnamento.

Cosa prevede la UNI/PdR 192:2026

La UNI/PdR 192:2026, in vigore dal 14 aprile 2026, definisce i requisiti per le organizzazioni che intendono adottare misure strutturate per favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro.

La prassi non si limita alla presenza di singole iniziative di welfare, ma richiede l’adozione di un vero e proprio sistema di gestione interno, supportato da indicatori prestazionali (KPI), attraverso il quale l’organizzazione può programmare, attuare e monitorare le proprie politiche a sostegno della famiglia.

Gli ambiti interessati comprendono, tra gli altri, genitorialità, maternità e paternità, carichi di cura, organizzazione e flessibilità del lavoro, welfare aziendale, sostegno economico e continuità dei percorsi professionali.
Il sistema è sottoposto a una valutazione di conformità da parte di un soggetto terzo ai fini dell’ottenimento della certificazione.

Il pre-screening prima della domanda

Prima della domanda l’impresa deve superare un test di pre-screening, finalizzato a valutarne il livello di maturità rispetto ai requisiti della UNI/PdR 192:2026 e a individuare gli eventuali aspetti organizzativi sui quali intervenire.

A seguito dell’ammissione, il servizio di accompagnamento consente di lavorare sugli eventuali gap emersi con il supporto di un consulente qualificato, fino a un massimo di 5 giornate di assistenza specialistica online.

Come presentare la domanda

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026, attraverso la piattaforma ReStart, secondo le modalità indicate nell’Avviso.

La concessione delle agevolazioni avviene attraverso una procedura valutativa a sportello: le richieste sono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione e nei limiti delle risorse disponibili. Per le imprese interessate assume quindi particolare importanza verificare in anticipo requisiti e documentazione necessari per la candidatura.

Il 60% delle risorse disponibili è riservato alle micro, piccole e medie imprese. I percorsi di accompagnamento e certificazione ammessi alle agevolazioni devono concludersi entro il 30 giugno 2027.

Quali vantaggi per le imprese certificate

Il percorso non si esaurisce nel contributo riconosciuto per ottenere la certificazione. Alla UNI/PdR 192:2026 è collegato anche uno specifico beneficio contributivo.

L’art. 6 del D.L. 30 aprile 2026, n. 62 prevede per le imprese in possesso delle certificazioni richiamate dall’art. 8, comma 1, lett. e), del D.Lgs. n. 184/2025 un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa. L’effettiva applicazione dell’agevolazione è subordinata alle relative disposizioni attuative.

La certificazione può inoltre rappresentare uno strumento organizzativo per strutturare e rendere misurabili le politiche aziendali dedicate alla conciliazione, al welfare e alla gestione dei percorsi professionali, con possibili effetti anche sull’attrattività e sulla capacità di trattenere le risorse umane.

Conclusioni

Con una dotazione di 7,5 milioni di euro, la misura consente alle imprese di affrontare il percorso verso la UNI/PdR 192:2026 riducendo i costi della prima certificazione e usufruendo di un supporto specialistico.

Per le imprese interessate il primo passaggio è verificare il possesso dei requisiti e affrontare il pre-screening, così da essere pronte alla presentazione della domanda a partire dal 21 settembre 2026.

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