COMMENTO
DI GERARDO URTI | 1 GIUGNO 2026
La formazione continua si conferma una delle principali leve di sviluppo per il sistema produttivo italiano. In un contesto caratterizzato da trasformazione digitale, crescente attenzione alla sostenibilità, cambiamenti organizzativi e nuove esigenze del mercato del lavoro, investire nelle competenze non rappresenta più soltanto un’opportunità, ma una vera necessità strategica. In questo scenario si inserisce il nuovo Avviso 02/2026 “Generalista UCS” di FonARCom, il cui obiettivo è sostenere l’aggiornamento professionale dei lavoratori, favorire la crescita organizzativa delle aziende e accompagnare i processi di innovazione attraverso strumenti formativi strutturati e coerenti con i nuovi standard europei delle competenze.
Premessa
Con il nuovo Avviso 02/2026 Generalista UCS, FonARCom conferma la centralità della formazione come strumento di politica attiva per la competitività delle imprese.
La misura dispone complessivamente di 19,5 milioni di euro, suddivisi in tre differenti finestre temporali, ciascuna con una dotazione pari a 6,5 milioni di euro. Una scelta che consente agli operatori di programmare le attività con maggiore flessibilità e alle aziende di pianificare nel tempo i propri fabbisogni formativi.
La prima finestra prevede:
- pubblicazione il 22 giugno 2026;
- trasmissione del Piano Formativo entro il 22 luglio 2026;
- invio al Fondo entro il 14 settembre 2026.
La seconda finestra sarà invece aperta dal 26 ottobre 2026, mentre la terza prenderà avvio il 1° marzo 2027. La struttura multi-finestra consente a enti e imprese di pianificare con maggiore efficacia la costruzione dei percorsi formativi e la relativa progettazione.
Dal punto di vista economico, il Fondo stabilisce un contributo minimo per Piano Formativo pari a 10.000 euro, mentre il limite massimoraggiunge 550.000 euro. Si tratta quindi di uno strumento capace di sostenere sia iniziative di dimensione contenuta sia progettualità più articolate e strutturate.
L’impostazione complessiva evidenzia una direzione ormai consolidata nelle politiche della formazione finanziata: sostenere non soltanto attività di aggiornamento tecnico, ma veri percorsi di sviluppo organizzativo e rafforzamento del capitale umano.
Chi può presentare i Piani Formativi
Uno degli elementi più rilevanti riguarda l’individuazione dei soggetti che possono assumere il ruolo di Soggetto Proponente (SP) o Soggetto Attuatore (SA).
L’Avviso 02/2026 di FonARCom apre la partecipazione agli Enti di Formazione accreditati, alle Università autorizzate dal Ministero e alle Associazioni Temporanee di Scopo (ATS) costituite tra enti di formazione e istituzioni universitarie.
Elemento centrale è però il requisito della presenza nell’Albo Referenti FonARCom con qualifica di “Referente Attivo” al momento della pubblicazione della finestra di riferimento.
Il Fondo definisce inoltre parametri dimensionali precisi. I soggetti accreditati con il nuovo Regolamento Referenti devono raggiungere, nei primi 6 mesi dall’accreditamento, almeno 5 aziende aderenti e 200 lavoratori autorizzati. Superata questa fase iniziale, la soglia sale a 10 aziende e 500 lavoratori.
Particolarmente interessante appare la possibilità di costruire aggregazioni tra Referenti, soluzione che permette anche a realtà di dimensione più ridotta di accedere alle opportunità offerte dal Fondo.
Questa impostazione favorisce infatti una maggiore collaborazione tra operatori e consente di ampliare la capacità progettuale dei soggetti coinvolti.
Le aziende beneficiarie e la volontà di ampliare la partecipazione alla formazione
L’Avviso introduce anche alcuni meccanismi che mirano ad ampliare il coinvolgimento delle imprese nei percorsi di formazione finanziata.
Ogni Piano Formativo dovrà prevedere almeno 3 aziende beneficiarie, già aderenti a FonARCom al momento dell’inserimento nel progetto. Inoltre, una quota economica non inferiore al 15% del contributo richiesto dovrà coinvolgere specifiche categorie di aziende.
Inoltre, il Piano dovrà prevedere una quota economica, non inferiore al 15% del contributo concesso, destinata ad aziende che:
- abbiano aderito a FonARCom dal 1° aprile 2026;
- oppure risultino aderenti prima del 1° luglio 2023 senza aver beneficiato di formazione FonARCom approvata dal luglio 2023 in avanti.
Da un lato vengono valorizzate le imprese di nuova adesione al Fondo; dall’altro si punta a riattivare aziende aderenti che negli ultimi anni non hanno usufruito di percorsi formativi finanziati.
L’obiettivo appare chiaro: evitare concentrazioni delle risorse sempre sugli stessi soggetti e favorire una maggiore diffusione della cultura della formazione continua.
Il mancato rispetto di questo requisito può comportare una riduzione del contributo rendicontabile pari al 15%, elemento che rende essenziale una corretta progettazione già nelle fasi preliminari.
Sono inoltre previste premialità per i Piani che coinvolgano imprese:
- con Certificazione della Parità di Genere;
- impegnate in percorsi Green Partner;
- dotate di certificazioni sulla sostenibilità.
Si tratta di una scelta coerente con le evoluzioni del mercato, sempre più orientato a integrare ESG, sostenibilità e inclusione nei modelli organizzativi aziendali.
Un segnale che conferma come la formazione stia diventando sempre più uno strumento integrato con le strategie aziendali di sviluppo sostenibile.
A chi si rivolgono i percorsi finanziati
I destinatari delle attività formative comprendono una platea ampia di lavoratori.
I percorsi finanziati possono essere rivolti a:
- lavoratrici e lavoratori dipendenti;
- lavoratori a tempo determinato con ricorrenza stagionale;
- apprendisti;
- lavoratori in CIG.
L’Avviso 02/2026 di FonARCom amplia quindi il perimetro di intervento, consentendo alle imprese di costruire programmi formativi più inclusivi.
Possono infatti partecipare: lavoratrici e lavoratori dipendenti, apprendisti, lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni e lavoratori a tempo determinato con ricorrenza stagionale, anche nei periodi di sospensione dell’attività lavorativa.
La scelta amplia significativamente il potenziale impatto dell’intervento, consentendo alle aziende di utilizzare la leva formativa anche per sostenere politiche di continuità occupazionale e sviluppo professionale.
Restano invece esclusi:
- collaboratori con contratto Co.co.co.;
- titolari d’impresa;
- dirigenti;
- amministratori;
- lavoratori con partita IVA;
- stagisti e tirocinanti;
- collaboratori occasionali.
Ulteriore elemento di attenzione riguarda i dipendenti degli enti coinvolti nella gestione del Piano Formativo, che non possono essere destinatari delle attività finanziate.
La definizione puntuale dei destinatari risponde alla necessità di concentrare le risorse sulle categorie direttamente coinvolte nei processi produttivi aziendali.
Competenze, sicurezza e internazionalizzazione: quali attività possono essere finanziate
L’Avviso finanzia differenti tipologie di Piano Formativo: interaziendali, settoriali e territoriali, lasciando ampio spazio alla costruzione di percorsi calibrati sulle esigenze dei diversi comparti economici.
Sul piano dei contenuti emerge una particolare attenzione verso temi strategici per le imprese contemporanee.
Tra le aree maggiormente valorizzate figurano infatti: la sicurezza nei luoghi di lavoro, l’aggiornamento delle competenze professionali e i percorsi collegati all’internazionalizzazione.
Non si tratta soltanto di attività formative tradizionali. Il Fondo richiede infatti che la progettazione venga costruita attorno a conoscenze e competenze chiaramente identificabili e valutabili.
Per i percorsi obbligatori disciplinati da norme specifiche sarà necessario indicare chiaramente il riferimento normativo applicabile.
Un elemento particolarmente interessante riguarda l’allineamento ai più recenti standard europei e nazionali.
I percorsi dovranno infatti risultare coerenti con:
- Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni;
- QCER – Quadro Comune Europeo per la conoscenza delle lingue;
- EntreComp per le competenze imprenditoriali;
- LifeComp per competenze personali e sociali;
- standard OCSE-PIAAC relativi alle competenze numeriche.
L’obiettivo appare evidente: spostare il focus dalla semplice erogazione della formazione alla reale certificazione del valore generato dalle competenze.
La direzione è evidente: rendere la formazione aziendale sempre più misurabile, certificabile e concretamente spendibile.
Le modalità formative e il sistema UCS
Uno degli aspetti più tecnici dell’Avviso 02/2026 riguarda il modello economico adottato.
FonARCom utilizza infatti il sistema delle Unità di Costo Standard (UCS), che consente di valorizzare economicamente le attività formative senza ricorrere alla tradizionale rendicontazione analitica di ogni singola spesa.
Il sistema consente di coprire:
- costi di erogazione;
- attività preparatorie;
- accompagnamento;
- monitoraggio;
- costi indiretti collegati ai percorsi formativi.
Tra le modalità valorizzate figurano:
- Aula tradizionale o sincrona:
- 180 euro ora formazione;
- 200 euro con validazione competenze.
- One to One:
- 105 euro;
- 120 euro con validazione competenze.
- Training on the Job:
- 145 euro;
- 163 euro con validazione competenze.
- FAD asincrona/e-learning:
- 18 euro per ora allievo.
I percorsi possono avere una durata minima di 4 ore e massima di 80 ore, con possibilità di gestione:
- in aula;
- da remoto sincrono;
- in modalità individuale;
- tramite e-learning;
- attraverso formazione on the job.
La durata massima del Piano Formativo è pari a 12 mesi, con ulteriori 2 mesi dedicati al rendiconto.
Particolare attenzione viene dedicata inoltre alla validazione delle competenze, elemento che rafforza il valore concreto della formazione erogata e ne aumenta la spendibilità.
Regime di aiuto: un aspetto da presidiare con attenzione
Particolare attenzione dovrà essere dedicata al regime degli aiuti di Stato.
Ogni impresa beneficiaria deve infatti optare per uno specifico regime.
L’Avviso 02/2026 di FonARCom richiama:
- Regolamento UE n. 2831/2023 “de minimis”, con limite di 300.000 euro negli ultimi tre anni;
- Regolamento UE n. 1408/2013 per agricoltura;
- Regolamento UE n. 717/2014 per pesca e acquacoltura;
- Regolamento UE n. 651/2014.
Nel regime de minimis non è richiesto il cofinanziamento aziendale ed è possibile finanziare tutte le tematiche formative.
Nel regime “651/2014”, invece, è previsto l’obbligo di cofinanziamento e non risultano ammissibili attività di formazione finalizzate al mero adeguamento normativo, come la sicurezza obbligatoria.
Per consulenti e professionisti, la corretta impostazione del regime di aiuto rappresenta quindi un elemento essenziale per evitare criticità in fase di gestione e rendicontazione.
Una corretta valutazione preliminare diventa quindi fondamentale per evitare criticità nelle fasi successive di gestione amministrativa.
Conclusioni
L’Avviso 02/2026 Generalista UCS conferma una trasformazione ormai evidente nel mondo delle imprese: le competenze stanno diventando una delle principali variabili competitive.
Digitalizzazione, sostenibilità, cambiamenti normativi, internazionalizzazione e nuove esigenze organizzative stanno modificando profondamente il mercato. In questo scenario la formazione non rappresenta più soltanto uno strumento di aggiornamento professionale, ma una vera politica di sviluppo aziendale.
FonARCom sceglie di sostenere questo percorso mettendo a disposizione risorse significative e orientando gli investimenti verso qualità progettuale, misurazione delle competenze e maggiore inclusione delle imprese.
Per commercialisti, consulenti del lavoro, professionisti HR ed enti di formazione si apre quindi una fase importante: accompagnare le aziende non soltanto nell’accesso alle agevolazioni, ma nella costruzione di strategie di crescita in cui il capitale umano diventi un vero asset competitivo.
Perché oggi la differenza tra imprese che crescono e imprese che rincorrono il cambiamento passa, sempre di più, dalle competenze delle persone.
Riferimenti normativi:
- Reg. UE 13 dicembre 2023, n. 2831/2023;
- Reg. UE 27 giugno 2014, n. 717/2014;
- Reg. UE 17 giugno 2014, n. 651/2014;
- Reg. UE 18 dicembre 2013, n. 1408/2013;
- Avviso 02/2026 Generalista UCS.
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