3° Contenuto Riservato: Nuova disponibilità di risorse per il credito 4.0, ma solo per gli investimenti 2025

COMMENTO

DI CARLA DE LUCA | 28 AGOSTO 2025


Il MIMIT con la Comunicazione del 29 luglio 2025 ha comunicato che per l’accesso al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali 4.0 effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025, risultano ancora disponibili risorse per un importo pari a 686.372.544,73 milioni di euro.

Credito d’imposta 4.0

Le comunicazioni per l’accesso al beneficio possono essere presentate esclusivamente tramite il sistema telematico per la gestione della misura disponibile nell’apposita sezione “Transizione 4.0” del sito internet del GSE (Piattaforma GSE), accessibile tramite SPID, utilizzando il modello editabile ivi disponibile.

La riapertura della disponibilità dei fondi per il credito d’imposta sugli investimenti in beni strumentali rappresenta un’opportunità strategica e tempestiva per le imprese italiane impegnate nell’innovazione e nella trasformazione digitale. Questa nuova disponibilità di fondi consente alle aziende di pianificare e attuare progetti di rinnovamento tecnologico, approfittando di incentivi fiscali particolarmente vantaggiosi, concepiti per favorire la competitività del sistema produttivo nazionale. Il meccanismo di prenotazione è basato sull’ordine cronologico delle domande per l’accesso alle risorse residue. È quindi necessaria una rapida presentazione delle istanze tramite la piattaforma telematica dedicata del GSE.

La corretta fruizione del credito d’imposta 4.0 richiede, inoltre, una rigorosa sequenzialità delle comunicazioni, vigilanza sui tempi e il rispetto formale di tutti i passaggi digitali previsti dal D.M. 24 aprile 2024 e successive modifiche (inclusi tutti i casi di regolarizzazione “ex post”). Solo così sarà possibile utilizzare il beneficio in modo legittimo e sicuro, evitando rischi di decadenza o sospensione.

Obiettivo e ambito della misura

Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali mira a sostenere le imprese che promuovono processi di trasformazione tecnologica e digitale, in linea con il piano nazionale Transizione 4.0. Questi incentivi si applicano a investimenti in beni materiali e immateriali nuovi, funzionali all’innovazione produttiva e all’aumento di competitività del tessuto industriale italiano. Possono accedervi tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente da settore, dimensione o forma giuridica; sono escluse invece quelle in liquidazione o soggette a procedure concorsuali.

Procedura e fasi operative

Dal 2025, la procedura per l’accesso al credito d’imposta si articola in tre passaggi fondamentali:

  1. Comunicazione preventiva: entro il 31 gennaio 2026, l’impresa deve trasmettere una comunicazione preventiva al GSE, indicando gli investimenti previsti e il relativo credito. L’ordine cronologico è decisivo per la priorità nell’accesso alle risorse (limite complessivo: 2,2 miliardi di euro per il 2025).
  2. Conferma dell’acconto: entro 30 giorni dalla comunicazione preventiva, occorre inviare una seconda comunicazione che attesti il pagamento di almeno il 20% del valore dell’investimento.
  3. Comunicazione di completamento: una volta ultimati gli investimenti, va presentata una comunicazione di completamento (entro il 31 gennaio 2026 per investimenti chiusi entro il 2025, oppure entro il 31 luglio 2026 per investimenti chiusi entro il 30 giugno 2026), con la documentazione a supporto e gli importi effettivamente sostenuti.

Il mancato rispetto delle tempistiche comporta la perdita della priorità o del diritto all’agevolazione.

Innovazioni applicative 2025

Tutte le comunicazioni sono gestite tramite piattaforma telematica GSE (accesso SPID).

È prevista la trasparenza nell’ordine di prenotazione delle risorse ed esclusione delle modalità via PEC.

Per i beni tecnologicamente avanzati è obbligatoria la perizia tecnica asseverata o un attestato di conformità rilasciato da un ente certificato, per garantire l’ammissibilità dei beni stessi.

Per gli investimenti tradizionali di valore unitario inferiore a 300.000 euro, è sufficiente la dichiarazione del rappresentante legale.

Aliquote e limiti (2025)

Beni strumentali materiali 4.0

Quota investimenti (fino a)Credito d’imposta (%)
2,5 milioni di euro20
Oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro10
Tra 10 milioni e 20 milioni di euro5

Beni strumentali immateriali 4.0

AnnoCredito d’imposta (%)Limite massimo costi ammissibili (milioni di euro)
2021201
2022501
2023201
2024151
2025101

Altri beni materiali

AnnoCredito d’imposta (%)Limite massimo costi ammissibili (milioni di euro)
2021102
202262

Altri beni immateriali

AnnoCredito d’imposta (%)Limite massimo costi ammissibili (milioni di euro)
2021101
202261

Tutti i crediti risultano “maturati” sull’esercizio di completamento, ma diventano utilizzabili (in tre quote annue) dal decimo giorno del mese successivo alla trasmissione dati dal GSE all’Agenzia delle Entrate.

Accesso e condizioni per la fruizione

Il credito d’imposta è destinato a tutte le imprese residenti e, per i beni materiali tradizionali, anche a professionisti, regimi forfetari, imprese agricole e marittime. Sono escluse le imprese in stato di crisi o soggette a sanzioni interdittive.

È richiesta la regolarità contributiva e il rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro.

La fruizione avviene esclusivamente in compensazione tramite modello F24, a partire dal decimo giorno del mese successivo alla trasmissione dei dati dal Ministero all’Agenzia delle Entrate.

Investimenti esclusi e norme transitorie

Gli investimenti completati nel 2024, o completati nel 2025 ma con ordine accettato e acconto di almeno 20% pagato entro il 31 dicembre 2024, restano disciplinati dalla normativa previgente (Decreto 24 aprile 2024).

Riferimenti normativi:

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