SCHEDA PRATICA
DI MARCO BOMBEN | 31 MARZO 2026
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 33 del 10 febbraio 2026) il nuovo Regolamento attuativo in materia di rating di legalità (delibera AGCM, 27 gennaio 2026, n. 31812), in vigore dal 16 marzo 2026. Il rating di legalità è stato istituito dall’art. 5-ter del D.L. n. 1/2012 con l’obiettivo di misurare il rischio connesso ad un‘attività economica e alla capacità dell’impresa di assolvere alle proprie obbligazioni, dimostrando la propria affidabilità nel mercato di riferimento.
In seguito l’istituto è stato modificato più volte:
– nel 2014 al fine di tener conto di profili di tutela del consumatore, richiedendo che, in sede di rilascio del rating, l’impresa dimostrasse l’assenza di condanne Antitrust per pratiche commerciali scorrette (Deliberazione AGCM 5 giugno 2014, n. 249953 a seguito ordinanza del Consiglio di Stato del 31 luglio 2013, n. 2947);
– nel 2020 con l’introduzione di nuove cause ostative e l’allargamento dei soggetti ammissibili (delibera n. 28361 del 28 luglio 2020 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 19 ottobre 2020);
– dal 16 marzo 2026: con l’estensione della durata da due a tre anni, la previsione di un punteggio aggiuntivo per le imprese che hanno già ottenuto il rinnovo del rating per almeno tre volte consecutive ed il rilascio dell’attestato di attribuzione in inglese.
Di seguito ci soffermiamo sulle modalità aggiornate per ottenere il riconoscimento, nonché sui vantaggi concreti derivanti dall’ottenimento del rating in materia di accesso al credito e nei rapporti con la PA anche al fine della concessione di contributi e agevolazioni.
Fonti ufficiali
Art. 5-ter, D.L. n. 11/2012; D.M. 20 febbraio 2024; Artt. 109 e 222, D.Lgs. n. 36/2023; Delibera n. 31812 del 27 gennaio 2026 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM); TAR Lazio n. 8826/2023; TAR Lazio n. 14166/2023; TAR Lazio n. 15089/2023; Documento CNDCEC “Il rating di legalità per la selezione delle imprese nel mercato”.
Ambito di applicazione
Il rating di legalità:
- è rilasciato su istanza dell’impresa interessata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato;
- può essere richiesto da qualsiasi tipologia di impresa, sia essa individuale che costituita sotto forma societaria;
- ha una durata triennale (fino al 16 marzo 2026 era biennale) dal rilascio, ma può essere rinnovato dietro richiesta dell’impresa.
| REQUISITI (CUMULATIVI) PER ATTRIBUZIONE RATING | |
| 1 | Sede operativa in Italia |
| 2 | Iscrizione al registro delle imprese almeno da due anni |
| 3 | Fatturato almeno di 2 milioni di euro nell’esercizio chiuso nell’anno precedente a quello della domanda |
| 4 | Rispettare gli altri requisiti sostanziali del Regolamento tra cui non aver subìto misure di prevenzione o interdittive (D.Lgs. n. 159/2011) |
Cause ostative e novità dal 16 marzo 2026
Il nuovo regolamento attuativo in materia di rating di legalità, approvato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) con delibera del 27 gennaio 2026 apporta modifiche significative alla disciplina di riferimento.
Questi i principali elementi di novità:
- il rating attribuito o rinnovato con il nuovo Regolamento avrà una durata di tre anni;
- viene riconosciuto un punteggio aggiuntivo all’impresa che, alla presentazione della domanda di rinnovo, risulti averlo già ottenuto, in via continuativa, per almeno tre volte precedenti;
- l’attestato di attribuzione del rating verrà rilasciato anche in lingua inglese, così da rendere l’attestazione più spendibile anche sui mercati esteri.
A fronte della maggiore durata del rating di legalità e per la sua natura premiale, sono stati rafforzati i presidi di legalità – con riferimento ai motivi di carattere penale, prefettizio o giudiziario – e sono state inasprite le conseguenze in caso di violazione degli obblighi informativi.
| CAUSE OSTATIVE | CONTENUTO |
| Motivi ostativi di carattere penale, prefettizio o giudiziario | Già in passato l’ottenimento del rating era subordinato all’assenza di sentenze di condanna, misure cautelari per illeciti amministrativi in materia di responsabilità amministrativa degli enti (ex D.Lgs. n. 231/2001). Per effetto del nuovo regolamento diventa causa ostativa: il mero esercizio dell’azione penale ex art. 407-bis c.p.p. nei confronti dei soggetti rilevanti per i reati elencati all’art. 5 del Regolamento tra cui quelli richiamati dagli artt. 24, 25 e 25-octies D.Lgs. n. 231/2001 (corruzione, riciclaggio, autoriciclaggio, ecc.), rafforzando per questa via il nesso tra rating e responsabilità amministrativa degli enti; la presenza di una serie di provvedimenti amministrativi e giudiziari che incidono sull’affidabilità dell’impresa tra cui, in particolare, le misure di straordinaria e temporanea gestione, sostegno e monitoraggio delle imprese di cui all’art. 32 D.L. n. 90/2014 (prima non tipizzate); la presenza di alcuni istituti disciplinati dal D.Lgs. n. 159/2011 (Codice antimafia) quali l’amministrazione giudiziaria ex art. 34 ed il controllo giudiziario ex art. 34-bis; la presenza di misure di prevenzione personali e/o patrimoniali ex D.Lgs. 159/2011, che riguardino l’impresa o i soggetti rilevanti, se ancora in corso di efficacia. Durata effetti ostativi provvedimenti penali D.: Si può conseguire il rating pur in presenza di un provvedimento giudiziario rilevante emesso nei confronti di un soggetto rilevante e/o dell’impresa? R.: Ai sensi dell’art. 5, comma 6, del Regolamento, il rating può essere rilasciato se, ricorrendo gli ulteriori presupposti previsti per l’attribuzione del rating, sono decorsi: 5 anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna; 3 anni dal passaggio in giudicato della sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti; 2 anni dalla irrevocabilità del decreto penale di condanna. |
| Motivi ostativi di natura concorrenziale e consumeristica | Resta fermo che nel biennio precedente la richiesta di rating non devono essere intervenute condanne da parte dell’AGCM e dalla Commissione UE per gravi illeciti antitrust, pratiche commerciali scorrette e abuso di dipendente economica. |
| Motivi ostativi di natura tributaria, retributiva, contributiva o assicurativa o relativi a finanziamenti pubblici o relativi alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori | Immutati gli ulteriori requisiti per l’ottenimento del rating: di non aver subito accertamenti, divenuti definitivi, per maggior reddito rispetto a quello dichiarato; Requisito derogabile nei seguenti casi: debiti integralmente estinti o pagati, compresi interessi e sanzioni; impresa ha aderito a forme di definizione agevolata o rateazione e non è intervenuta la relativa decadenza; ammontare debiti non superiore allo 0,5% del fatturato, con un massimo di 50.000 euro. di non aver subito revoca di finanziamenti pubblici per i quali non abbia assolto ad obblighi di restituzione; il rispetto delle norme di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali nei confronti dei dipendenti e dei collaboratori. |
Per supportare gli operatori in sede di prima applicazione del rinnovato (e più ampio) perimetro della causa ostative viene introdotta una disciplina transitoria ad hoc.
Nel dettaglio:
- le imprese già titolari di rating al 16 marzo 2026 devono comunicare entro 60 giorni gli eventi preesistenti che, alla luce del nuovo regolamento costituiscono motivo ostativo;
- in tal caso il rating resta valido fino al 16 novembre 2026 o alla precedente scadenza;
- eventuali domande pendenti al 16 marzo 2026 si intendono ritirate ove non rinnovate entro 30 giorni da tale data. L’impresa interessata può trasmettere la nuova domanda, seguendo le procedure informatiche previste e le indicazioni fornite sul sito dell’Autorità.
Come ottenere il rating massimo
Il rating prevede l’attribuzione del punteggio “base” di una “stelletta” qualora siano soddisfatti i requisiti obbligatori di cui agli artt. 5, 6, 7, 8 e 9 del nuovo Regolamento attuativo, essenziali e inderogabili in capo all’azienda e alle figure che rivestono ruoli apicali.
Il punteggio base (una “stelletta”) può essere incrementato di un “+” per ogni requisito aggiuntivo che l’impresa dimostra di possedere tra quelli previsti. Il conseguimento di tre “+” comporta l’attribuzione di una stella aggiuntiva, fino a un punteggio massimo di tre stellette.
| Condizioni che permettono di ottenere un “+” | |
| 1 | Adesione volontaria ai protocolli o alle intese di legalità vigenti finalizzati a prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale, sottoscritti dal Ministero dell’Interno o dalle Prefetture-UTG con associazioni imprenditoriali e di categoria |
| 2 | Impiegare strumenti grazie ai quali è possibile tracciare i pagamenti anche per importi inferiori ai limiti di legge |
| 3 | Adottare una funzione o struttura organizzativa conforme alle norme in tema di responsabilità amministrativa o di un modello organizzazioni ex D.L. n. 231/2001 |
| 4 | Adottare adeguati e certificati processi organizzativi volti a garantire forme di Corporate Social Responsibility (CSR) |
| 5 | Essere iscritte nelle cosiddette “white list” istituite presso le Prefetture o all’Anagrafe antimafia degli Esecutori |
| 6 | Aver aderito a codici etici di associazioni di categoria cui l’impresa aderisce o previsione, nei contratti con i clienti, di clausole di mediazione non obbligatorie per legge per la risoluzione di controversie, o adozione di protocolli tra associazioni di consumatori e associazioni di imprese per l’attuazione delle conciliazioni paritetiche |
| 7 | Adottare di modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione |
| 8 | Denuncia all’Autorità giudiziaria o alle forze di polizia di uno dei reati previsti dal Regolamento, commessi a danno dell’imprenditore o dei suoi familiari o collaboratori, purché sia stata esercitata l’azione penale |
| 9 | Per effetto delle modifiche apportate con il nuovo Regolamento attuativo, in vigore dal 16 marzo 2026 è introdotto un nuovo elemento premiale che attribuisce un “+” anche alle imprese che, alla presentazione della domanda di rinnovo, risultino averlo già ottenuto, in via continuativa, per almeno tre volte precedenti (tre rinnovi consecutivi = “+”) |
Il punteggio è ridotto di un segno + ove nel Casellario informatico dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture risultino annotazioni che integrano condotte di grave negligenza, di errore grave nell’esecuzione dei contratti o di gravi inadempienze contrattuali, non ancora impugnate o divenute definitive e pubblicate nel biennio precedente la domanda di rating. L’accertamento non potrà, in ogni caso, determinare una riduzione del punteggio base.
Per ottenere il punteggio massimo di “tre stellette” l’impresa deve possedere almeno 6 dei 9 requisiti previsti.
Leggi le news: “Il rating di legalità per la selezione delle imprese nel mercato: il nuovo documento della FNC“; “Cndcec e Fnc illustrano i vantaggi del Rating di Legalità“; Scheda: “Analisi del merito creditizio“.
Iter di attribuzione
Le aziende interessate devono presentare la domanda di attribuzione del rating tramite l’apposita piattaforma Webrating disponibile sul sito dell’AGCM.
A tal fine, l’impresa deve:
- in primis registrarsi alla piattaforma,
- accedere al sistema,
- procedere alla compilazione della domanda direttamente via web.
Ultimata la domanda, quest’ultima deve essere firmata digitalmente da un legale rappresentante dell’impresa, che provvederà all’inoltro della stessa.
| PROCESSO DI RICHIESTA RATING DI LEGALITÀ | |
| STEP | COSA FARE |
| 1 | Compilazione del modulo di richiesta di rating salvataggio e download del modulo in formato pdf |
| 2 | Apposizione della firma digitale da parte del rappresentante legale dell’impresa al modulo di richiesta del rating caricamento del modulo firmato digitalmente e dei documenti |
| 3 | Invio della domanda e degli eventuali documenti |
| Infografica – Processo rating di legalità | |

L’accesso alle varie funzionalità dell’applicazione avviene tramite il menu di navigazione presente nella parte alta della pagina.

Cliccando sul link “Cruscotto Rating” presente nel menù, sarà presentata una nuova maschera nella quale saranno visualizzati:
- pulsanti che permettono l’accesso alle funzionalità per la compilazione e l’invio delle richieste,
- funzioni che verranno successivamente descritte;
- riferimenti dell’ultimo rating ottenuto;
- lo storico delle pratiche inviate all’AGCM.

L’Autorità delibera l’attribuzione del rating entro 60 giorni dal ricevimento completo della domanda. Il termine viene sospeso per un massimo di 45 giorni in caso di richiesta di informazioni ad altre pubbliche amministrazioni.
In caso di incompletezza dell’istanza, l’Autorità informa l’impresa entro 15 giorni, mentre decorsi 30 giorni dalla comunicazione di incompletezza, senza che ci sia stato un riscontro, la domanda s’intenderà respinta.
In caso di esito positivo della domanda di attribuzione del rating, invece, si provvede a inserire l’impresa nell’elenco pubblicato sul sito dell’Autorità.
L’Autorità pubblica sul proprio sito, mantenendolo aggiornato, l’elenco delle imprese cui il Rating di legalità è stato attribuito, sospeso, revocato e annullato, con la relativa decorrenza. Una volta scaduto il rating (decorsi quindi due anni dalla data di rilascio dello stesso), l’impresa non figura più nell’elenco delle imprese pubblicato sul sito.
Rinnovo del rating
È possibile presentare la domanda di rinnovo a decorrere da sei mesi antecedenti la scadenza del rating. Se la società presenta la domanda almeno 60 giorni prima della scadenza, il rating resta valido fino all’esito del procedimento di rinnovo, fatta salva l’ipotesi in cui l’Autorità sospenda il procedimento di rinnovo.
Operativamente, per procedere al rinnovo l’impresa:
- deve accedere alla piattaforma WebRating;
- compilare una nuova domanda cliccando sul pulsante RINNOVO.
Il pulsante RINNOVO non è utilizzabile se la società presenta la domanda tra il cinquantanovesimo giorno e la data di scadenza del rating e comunque quando il rating è scaduto; in questi casi la società deve azionare il pulsante “ATTRIBUZIONE”.
I tempi per il rilascio del rinnovo sono gli stessi che per il rilascio del rating. In caso di accoglimento, il rating viene confermato per altri due anni dalla delibera, in caso contrario gli effetti della domanda cessano.
Il mancato rispetto degli obblighi informativi, in caso di un qualsiasi motivo ostativo all’attribuzione o al mantenimento del rating, comporta il divieto di presentazione di una nuova istanza per un anno. La ratio è quella di garantire un controllo, da parte dell’Autorità, che sia puntuale, efficace e attuale sulla permanenza dei requisiti di integrità e affidabilità degli operatori (TAR Lazio n. 13576/2023).
Benefici ottenibili
Le imprese che ottengono l’attribuzione del rating di legalità accedono a numerosi benefici con particolare riferimento a:
- facilitazioni nell’accesso al credito;
- vantaggi nei rapporti con la Pubblica amministrazione e nell’ottenimento di contributi e finanziamenti pubblici.
Accesso al credito agevolato
La normativa prevede una sorta di “influenza positiva” del rating di legalità in sede di accesso al credito bancario.
Articolo 5-ter del D.L. n. 1/2012:
“….del rating attribuito si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario, secondo le modalità stabilite..”
“gli Istituti di Credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese, sono tenuti a trasmettere alla Banca d’Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta”
Il decreto, quindi, fissa due paletti fondamentali:
- il primo riguarda la necessità di tenere in considerazione il rating in sede di accesso al credito bancario;
- il secondo, rafforzativo del precedente, è che l’istituto di credito che non tenga conto del rating di legalità ai fini della concessione di un finanziamento dovrà giustificarne le ragioni in una dettagliata relazione da trasmettersi alla Banca d’Italia.
Rescindendo in questa sede da un’analisi dettagliata delle previsioni normative è sufficiente dire che tutti i principali istituti italiani, ad oggi, risultano dotati di meccanismi per la gestione delle istruttorie per la concessione di finanziamenti alle imprese dotate di rating della legalità, riconoscendo la validità dello strumento e inserendolo nelle procedure di valutazione interne.
Il possesso del rating implica, pertanto, una generale riduzione delle tempistiche di ottenimento della provvista necessaria all’impresa con una generale riduzione dei costi di istruttoria.
Vantaggi nei rapporti con la Pubblica amministrazione
Tra i benefici riconosciuti alle imprese titolari del rating di legalità è di indubbia rilevanza la facilitazione di accesso alle gare e negli appalti pubblici. La stretta collaborazione tra ANAC e AGCM in materia di prevenzione e contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione, nonché le relazioni tra rating di impresa e rating di legalità valorizzano l’istituto con le relative premialità nell’ambito delle gare d’appalto e nei rapporti delle imprese con la PA e nella catena dei subappalti.
Per quanto riguarda la concessione di finanziamenti o contributi pubblici, da segnalare che il nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 36/2023) consente, tra l’altro, alle amministrazioni aggiudicatrici di inserire nei bandi il maggior punteggio attribuito alle imprese in possesso del rating di legalità tra i criteri c.d. “premiali” che si intendono applicare in sede di valutazione delle offerte. Si ricorda che ex D.M. n. 57 del 20 febbraio 2014, art. 3, comma 1:
“Il sistema o i sistemi di premialità sono prescelti in considerazione della natura, dell’entità e della finalità del finanziamento, nonché dei destinatari e della procedura prevista per l’erogazione e possono essere graduati in ragione del punteggio conseguito in sede di attribuzione del rating”.
Il criterio adottato nella redazione dei bandi può riguardare:
- preferenza in graduatoria;
- attribuzione di punteggio aggiuntivo;
- riserva di quota delle risorse finanziarie allocate.
Nel bando “Cultura Crea”, incentivi per l’industria culturale, è stato previsto un maggiore importo per i possessori del rating di legalità.
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