3° Contenuto Riservato: Simest, 800 milioni contro il caro energia

COMMENTO

DI GERARDO URTI | 26 MAGGIO 2026

Dal 25 maggio 2026 entrerà ufficialmente in vigore la nuova misura “Energia per la competitività internazionale” promossa da Simest, con un plafond dedicato pari a 800 milioni di euro destinato alle imprese che hanno subito un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato a seguito delle tensioni geopolitiche nell’area del Golfo Persico. L’intervento, sostenuto dal Governo italiano e coordinato dalla Farnesina, punta a rafforzare la competitività internazionale del sistema produttivo nazionale, con particolare attenzione alle PMI, alle imprese energivore e alle filiere produttive legate all’export. Pertanto, le risorse saranno gestite da Simest sotto la regia della Farnesina e saranno accessibili attraverso il portale dedicato a partire dal 25 maggio 2026 fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato dei fondi disponibili.

Premessa

Le tensioni geopolitiche internazionali stanno nuovamente mettendo sotto pressione il sistema produttivo europeo e, in particolare, il tessuto manifatturiero italiano. Il conflitto nell’area del Golfo Persico, unito alla persistente instabilità dei mercati energetici internazionali, sta infatti determinando un nuovo incremento dei costi di approvvigionamento e una crescente compressione della marginalità aziendale, soprattutto per le imprese ad alta intensità energetica.

In questo scenario, Simest ha deciso di attivare una nuova misura straordinaria denominata “Energia per la competitività internazionale”, che sarà operativa dal 25 maggio 2026 e metterà a disposizione delle imprese italiane un plafond complessivo pari a 800 milioni di euro.

L’obiettivo dell’intervento è duplice. Da un lato, sostenere le imprese che stanno subendo rincari energetici o contrazioni di fatturato; dall’altro, accompagnare il sistema produttivo verso processi di transizione digitale, transizione ecologica e rafforzamento patrimoniale, rafforzando al contempo la competitività internazionale delle aziende italiane.

La misura si inserisce in una strategia più ampia di politica industriale che mira a proteggere il tessuto produttivo nazionale dagli shock geopolitici e a sostenere la capacità di investimento delle imprese in una fase economica caratterizzata da forte incertezza.

La misura introduce condizioni finanziarie particolarmente vantaggiose: tasso agevolato dello 0,319%, quota a fondo perduto fino al 30% per le PMI colpite dal conflitto nell’area del Golfo Persico, anticipi fino al 50% dell’importo deliberato e durata estendibile fino a 8 anni. Accanto al sostegno agli investimenti in transizione digitale ed ecologica, il nuovo strumento punta con decisione anche sul rafforzamento patrimoniale delle imprese, consentendo di destinare fino al 90% del finanziamento ad aumenti di capitale sociale e finanziamenti soci delle controllate.

Il provvedimento amplia inoltre la platea dei beneficiari, includendo non soltanto le imprese esportatrici, ma anche quelle appartenenti a filiere produttive con vocazione internazionale, le imprese con interessi strategici negli USA, le aziende localizzate nei territori colpiti dagli eventi alluvionali del 2023 e le imprese impegnate in percorsi di efficientamento energetico.

Il nuovo plafond da 800 milioni di euro

Uno degli elementi di maggiore rilievo della nuova iniziativa riguarda senza dubbio l’entità delle risorse messe in campo. Il plafond dedicato sarà infatti pari a 800 milioni di euro, una cifra significativa che conferma la volontà del Governo di intervenire rapidamente per sostenere la competitività del sistema industriale italiano.

Le risorse saranno gestite da Simest sotto la regia della Farnesina e saranno accessibili attraverso il portale dedicato a partire dal 25 maggio 2026fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato dei fondi disponibili.

La logica della misura non è puramente emergenziale. L’intervento è stato infatti strutturato come uno strumento di accompagnamento strategico alla crescita e alla resilienza delle imprese italiane, con particolare attenzione alle PMI e alle filiere produttive esportatrici.

Le imprese beneficiarie

Uno degli aspetti più innovativi della misura riguarda l’ampliamento della platea dei beneficiari.

Potranno infatti accedere alle agevolazioni:

  • le imprese esportatrici;
  • le imprese non esportatrici appartenenti a una filiera export;
  • le imprese energivore;
  • le imprese che hanno avviato percorsi certificati di efficientamento energetico;
  • le imprese colpite dai rincari energetici e dalla riduzione del fatturato a causa del conflitto nell’area del Golfo Persico;
  • le imprese con interessi strategici negli Stati Uniti;
  • le imprese con interessi nei Balcani Occidentali;
  • le imprese localizzate nei territori colpiti dagli eventi alluvionali del 2023.

L’inclusione delle imprese appartenenti alle filiere produttive rappresenta un elemento estremamente importante, perché riconosce il ruolo centrale delle catene del valore nella competitività internazionale del Made in Italy.
Molte aziende, pur non esportando direttamente, operano infatti come fornitori strategici di imprese esportatrici e risultano quindi indirettamente esposte alle tensioni dei mercati internazionali.

Le condizioni economiche della misura

La nuova linea Simest prevede condizioni finanziarie particolarmente vantaggiose per le imprese richiedenti.

Tra gli elementi più rilevanti vi sono:

  • tasso agevolato dello 0,319%;
  • quota a fondo perduto fino al 10% in via ordinaria;
  • quota a fondo perduto fino al 20% per imprese energivore o colpite dal conflitto;
  • quota a fondo perduto fino al 30% per le PMI colpite dal conflitto nell’area del Golfo Persico;
  • anticipo fino al 50% dell’importo deliberato;
  • durata ordinaria di 6 anni;
  • durata estendibile fino a 8 anni, con 2 anni di preammortamento.

Particolarmente importante è il rafforzamento della quota a fondo perduto, che consente alle imprese di ridurre significativamente il costo effettivo dell’investimento e di migliorare l’equilibrio finanziario dell’operazione.

L’aumento dell’anticipo al 50% rappresenta inoltre un elemento strategico per le aziende che necessitano di liquidità immediata per sostenere investimenti, costi operativi o operazioni di rafforzamento patrimoniale.

I requisiti di accesso

Per poter accedere alla misura, le imprese dovranno dimostrare di aver subito:

  • un incremento dei costi energetici;

oppure

  • una riduzione del fatturato pari almeno al 10% nel primo trimestre o quadrimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025.

La dimostrazione di tali condizioni costituirà uno degli aspetti centrali della fase istruttoria.

Per commercialisti e consulenti sarà quindi fondamentale predisporre una documentazione economico-finanziaria adeguata, in grado di attestare in maniera puntuale gli effetti economici derivanti dalla crisi energetica o dalle tensioni geopolitiche internazionali.

Transizione digitale ed ecologica: gli investimenti agevolabili

La misura conferma la crescente attenzione verso i processi di innovazione e sostenibilità.

Il finanziamento agevolato dovrà infatti essere utilizzato, per almeno il 50% dell’importo deliberato, a sostegno di investimenti legati a:

  • transizione digitale;
  • transizione ecologica;
  • efficientamento energetico;
  • innovazione produttiva;
  • sostenibilità ambientale;
  • digitalizzazione dei processi aziendali.

La restante quota potrà essere destinata a “ulteriori investimenti volti al rafforzamento patrimoniale” dell’impresa.

Questa impostazione dimostra come il legislatore voglia utilizzare gli strumenti agevolativi non soltanto per sostenere la liquidità delle aziende, ma anche per accelerare i processi di modernizzazione industriale e di trasformazione tecnologica del sistema produttivo nazionale.

Rafforzamento patrimoniale e sostegno alla struttura finanziaria

Uno dei punti più strategici della nuova misura riguarda la possibilità di utilizzare una parte molto elevata della quota destinata agli “ulteriori investimenti volti al rafforzamento patrimoniale dell’impresa”.

In particolare, la quota destinabile a tali interventi potrà arrivare:

  • fino all’80% dell’importo deliberato per le imprese con interessi negli USA e nei Balcani Occidentali;
  • fino al 90% per:
    • imprese energivore;
    • imprese colpite dagli eventi alluvionali del 2023;
    • imprese che hanno avviato percorsi certificati di efficientamento energetico;
    • imprese colpite dal conflitto nell’area del Golfo Persico.

Le risorse potranno essere utilizzate per:

  • incrementi di capitale sociale;
  • finanziamenti soci;
  • supporto alle controllate italiane o estere;
  • operazioni di consolidamento finanziario.

Questo aspetto rappresenta una novità estremamente rilevante perché consente alle imprese di utilizzare la finanza agevolata non soltanto per investimenti materiali, ma anche per il riequilibrio della struttura finanziaria aziendale.

I massimali finanziabili

L’importo massimo richiedibile sarà pari al minore tra:

  • il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci;
  • massimali previsti per dimensione aziendale.

Nel dettaglio:

  • fino a 500.000 euro per le microimprese;
  • fino a 2,5 milioni di euro per PMI e PMI innovative;
  • fino a 5 milioni di euro per le altre imprese.

L’importo minimo richiedibile sarà invece pari a 10.000 euro.

Per quanto riguarda gli interventi di rafforzamento patrimoniale delle controllate:

  • il limite massimo sarà pari a 600.000 euro in via ordinaria;
  • salirà a 1 milione di euro per le imprese con controllate negli USA;
  • arriverà fino a 1,5 milioni di euro per imprese energivore e imprese colpite dal conflitto nell’area del Golfo Persico.

L’esenzione dalle garanzie

Tra le misure più interessanti introdotte dal nuovo intervento vi è anche la possibilità, per alcune categorie di imprese, di accedere all’esenzione dalla prestazione delle garanzie.

La previsione, introdotta ai sensi dell’art. 1, comma 467, della Legge 30 dicembre 2024 n. 207, rappresenta un vantaggio molto significativosoprattutto per le PMI, che spesso incontrano difficoltà nell’accesso al credito proprio a causa delle richieste di garanzie reali o personali.

La riduzione del peso delle garanzie potrebbe quindi favorire un accesso più rapido ed efficace alle risorse disponibili.

La procedura di presentazione delle domande

Le domande potranno essere presentate direttamente attraverso il portale di Simest a partire dal 25 maggio 2026.

Le richieste saranno valutate dal Comitato Agevolazioni secondo l’ordine cronologico di presentazione e fino ad esaurimento delle risorsedisponibili.

Per questo motivo, sarà fondamentale per imprese, commercialisti e advisor predisporre tempestivamente tutta la documentazione necessaria, con particolare attenzione:

  • alla verifica dei requisiti economici;
  • alla documentazione relativa ai rincari energetici;
  • alla dimostrazione della riduzione del fatturato;
  • ai programmi di investimento;
  • ai progetti di rafforzamento patrimoniale;
  • alla verifica del plafond “de minimis”.

La rapidità nella predisposizione delle pratiche potrebbe infatti rappresentare un elemento decisivo per ottenere l’accesso ai fondi.

Le implicazioni strategiche per il sistema produttivo

La nuova misura Simest assume una rilevanza strategica che va oltre il semplice sostegno finanziario alle imprese.

Il provvedimento evidenzia infatti una chiara volontà istituzionale di:

  • rafforzare la resilienza delle imprese italiane;
  • sostenere la competitività internazionale;
  • favorire la patrimonializzazione aziendale;
  • accelerare la transizione energetica e digitale;
  • proteggere le filiere industriali italiane dagli shock geopolitici.

In un contesto caratterizzato da elevata volatilità energetica, tensioni internazionali e rallentamento della domanda globale, il rafforzamento della struttura finanziaria delle imprese rappresenta oggi una priorità strategica.

Particolarmente significativa appare inoltre l’attenzione verso le PMI, considerate sempre più il fulcro della competitività industriale italiana.

Conclusioni

La nuova misura “Energia per la competitività internazionale” promossa da Simest rappresenta uno degli strumenti più rilevanti introdotti nel 2026 a sostegno del sistema produttivo italiano.

Il nuovo plafond da 800 milioni di euro, le condizioni finanziarie particolarmente vantaggiose e il rafforzamento delle quote a fondo perduto dimostrano la volontà del Governo di intervenire rapidamente per sostenere le imprese colpite dalla nuova fase di instabilità internazionale.

L’intervento assume però anche una valenza strutturale. La misura non si limita infatti a compensare i rincari energetici, ma punta a favorire processi di innovazione, sostenibilità e consolidamento patrimoniale, rafforzando la capacità competitiva delle imprese italiane sui mercati internazionali.

Per commercialisti, consulenti e advisor finanziari, il nuovo strumento rappresenta un’importante opportunità professionale, sia nella fase di accesso alle agevolazioni sia nell’accompagnamento strategico delle imprese nei processi di investimento e trasformazione aziendale.

In uno scenario economico sempre più instabile, caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati energetici, strumenti come quello introdotto da Simest potrebbero rappresentare un elemento decisivo per garantire continuità, competitività e capacità di crescita al tessuto produttivo nazionale.

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