3° Contenuto Riservato: Simest: piano triennale e rafforzamento del Fondo 394

COMMENTO

DI GERARDO URTI | 26 MARZO 2026

Il nuovo piano triennale avviato da Simest si configura come uno degli interventi più rilevanti nel sistema pubblico di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese italiane, prevedendo la mobilitazione di risorse pari a 28 miliardi di euro entro il 2027 e si distingue per l’ampliamento della platea dei beneficiari, includendo in modo più significativo PMI e microimprese, anche non ancora attive sui mercati internazionali, e per un orientamento sempre più marcato verso investimenti connessi alla transizione digitale ed energetica, all’innovazione e alla sostenibilità. 

Premessa e inquadramento normativo

Il piano triennale Simest trova fondamento nel progressivo rafforzamento del quadro normativo in materia di internazionalizzazione, delineato in primo luogo dalla Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025) e ulteriormente sviluppato con la Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026). In tale ambito, il legislatore interviene in modo mirato sul Fondo rotativo (di cui alla Legge 29 luglio 1981, n. 394 che converte con modif. il D.L. 28 maggio 1981, n. 251), strumento storico del sistema italiano di sostegno alle imprese esportatrici.

Le recenti modifiche normative non si limitano a un incremento delle risorse, ma delineano un’evoluzione strutturale del modello di intervento pubblico, sempre più orientato a integrare strumenti finanziari, politiche industriali e strategie di presenza nei mercati esteri.

In tale prospettiva, il ruolo di Simest si consolida quale soggetto attuatore delle politiche di internazionalizzazione, in stretto coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri e con il sistema Cassa Depositi e Prestiti.

Il piano triennale Simest: obiettivi e risorse

Il piano prevede una mobilitazione complessiva di 28 miliardi di euro entro il 2027, con un incremento significativo, stimato intorno al 40%, rispetto alla precedente programmazione. Si tratta di un intervento di dimensioni rilevanti, volto a sostenere in modo strutturale la capacità delle imprese italiane di operare nei mercati internazionali.

L’obiettivo non è più soltanto quello di incentivare singole operazioni di export, ma di accompagnare le imprese in percorsi di internazionalizzazione stabili e duraturi, favorendo investimenti produttivi, commerciali e strategici all’estero. In tale ottica, il piano si inserisce pienamente nella strategia di diplomazia economica, che mira a rafforzare il posizionamento dell’Italia nelle principali aree geoeconomiche globali.

Il piano si distingue per l’ampliamento della platea dei beneficiari, includendo in modo più significativo PMI e microimprese, anche non ancora attive sui mercati internazionali, e per un orientamento sempre più marcato verso investimenti connessi alla transizione digitale ed energetica, all’innovazione e alla sostenibilità. In tale contesto, il Fondo 394 continua a rappresentare lo strumento cardine per il finanziamento degli investimenti all’estero, anche alla luce del rafforzamento della sezione dedicata al venture capital e agli investimenti partecipativi.

Sul piano operativo, assume particolare rilievo l’estensione alle PMI dell’obbligo di stipula della polizza catastrofale quale condizione necessaria per l’accesso alle agevolazioni.

Tale requisito introduce un elemento di discontinuità nel processo di accesso agli incentivi, imponendo alle imprese un adeguamento preventivoin termini di gestione del rischio e compliance.

Il nuovo assetto richiede pertanto una valutazione attenta e strutturata da parte di imprese e consulenti, sia in termini di opportunità di finanziamento, sia con riferimento agli adempimenti e alle condizioni di accesso agli strumenti Simest.

Beneficiari e direttrici strategiche

Un elemento qualificante del piano è rappresentato dall’ampliamento della platea dei beneficiari, che include tutte le categorie dimensionali di impresa, con un’attenzione particolare alle PMI e alle microimprese.

Particolarmente rilevante è l’apertura anche alle imprese non ancora internazionalizzate, che possono accedere agli strumenti Simest per avviare un primo percorso strutturato di presenza sui mercati esteri.

Le direttrici strategiche individuate dal piano riguardano:

  • il rafforzamento delle filiere produttive strategiche;
  • l’ingresso e il consolidamento in mercati ad alto potenziale (Africa, Americhe, India, Stati Uniti);
  • il sostegno alla doppia transizione digitale ed energetica;
  • la promozione dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale;
  • il supporto a processi di reshoring e integrazione nelle catene globali del valore.

Tale impostazione evidenzia un cambio di paradigma: l’internazionalizzazione non è più considerata un’attività accessoria, ma un fattore strutturale di competitività.

Il vincolo della polizza catastrofale

Tra le principali novità operative introdotte dal nuovo assetto emerge l’obbligo di stipula della polizza catastrofale quale condizione per l’accesso alle agevolazioni del Fondo 394.

Il requisito si applica:
• alle grandi e medie imprese per le domande presentate dal 1° novembre 2025;
• alle PMI e microimprese per le domande presentate dal 1° gennaio 2026.

Dal punto di vista procedurale, l’impresa è tenuta a rilasciare una dichiarazione attestante l’avvenuta stipula della polizza
• sia in fase di presentazione della domanda
• sia, su richiesta, in fase di erogazione delle agevolazioni.

Il profilo di maggiore criticità riguarda la natura sostanziale del requisito, che si configura come condizione di ammissibilità e non come mero adempimento formale. Ne deriva che l’assenza della polizza o la non corretta attestazione del requisito può determinare l’inammissibilità della domanda o la sospensione delle erogazioni.

Per i consulenti, ciò implica la necessità di anticipare la verifica del requisito già in fase di pianificazione dell’investimento, integrando la gestione del rischio tra gli elementi preliminari di accesso agli strumenti agevolativi.

Il Fondo 394: funzionamento e strumenti operativi

Il Fondo 394 rappresenta il pilastro del sistema Simest, consentendo alle imprese di accedere a finanziamenti a tasso agevolato per sostenere programmi di internazionalizzazione.

Lo strumento si caratterizza per:

  • condizioni finanziarie particolarmente favorevoli;
  • possibilità di integrare una quota a fondo perduto (fino al 10% o, in alcuni casi, al 20%);
  • ampia gamma di spese ammissibili.

Tra gli interventi finanziabili rientrano:

  • studi di mercato e analisi preliminari;
  • attività promozionali e pubblicitarie;
  • apertura di sedi e strutture commerciali all’estero;
  • sviluppo di reti di vendita e assistenza;
  • partecipazione a fiere e iniziative internazionali.

Il Fondo prevede inoltre meccanismi di copertura dei rischi connessi all’internazionalizzazione, inclusi eventi straordinari che possano compromettere il recupero degli investimenti effettuati.

Le nuove sezioni e il rafforzamento del Venture Capital (VCIP)

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una riorganizzazione del Fondo 394 attraverso l’istituzione di n. 3 sezioni distinte:

  • sezione Crescita;
  • sezione Investimenti Infrastrutture;
  • sezione Venture Capital e Investimenti Partecipativi (VCIP).

La sezione VCIP rappresenta un’evoluzione significativa del precedente Fondo Venture Capital, consentendo interventi nel capitale di rischio delle imprese, con particolare riferimento a operazioni in mercati esteri e contesti strategici.

L’integrazione del venture capital all’interno del Fondo 394 risponde all’esigenza di affiancare agli strumenti di debito agevolato anche strumenti di equity, in grado di sostenere operazioni più complesse e a maggiore contenuto strategico.

Il rifinanziamento e il ruolo della Legge di Bilancio 2026

La Legge di Bilancio 2026 interviene in modo puntuale sulla sezione VCIP, prevedendo un incremento di 100 milioni di euro destinato esclusivamente a tale comparto.

La misura si rende necessaria alla luce dell’elevato livello di utilizzo delle risorse e del rischio di esaurimento dei fondi disponibili già nel corso del 2026. La relazione tecnica evidenzia infatti come, a fine 2025, le disponibilità residue non sarebbero state sufficienti a garantire la piena operatività dello strumento.

Parallelamente, il legislatore interviene anche sul Fondo per la promozione degli scambi e l’internazionalizzazione, incrementandone la dotazione di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, rafforzando così il secondo pilastro delle politiche pubbliche di supporto all’export.

Considerazioni operative per imprese e consulenti

Il nuovo assetto degli strumenti Simest presenta un quadro complessivamente rafforzato in termini di risorse e opportunità, ma al contempo introduce elementi di maggiore complessità operativa.

Per le imprese, emerge la necessità di:

  • strutturare in modo più consapevole i percorsi di internazionalizzazione;
  • integrare la gestione del rischio (anche attraverso la polizza catastrofale) nella pianificazione degli investimenti;
  • valutare in modo strategico l’utilizzo combinato degli strumenti finanziari disponibili.

Per i consulenti, il ruolo si amplia significativamente, richiedendo:

  • una valutazione preventiva dei requisiti di accesso;
  • una gestione accurata degli adempimenti formali e documentali;
  • una capacità di affiancare l’impresa nella definizione di strategie di internazionalizzazione sostenibili.

Il vero elemento distintivo del nuovo impianto non è solo l’aumento delle risorse, ma la maggiore selettività e strutturazione degli strumenti, che richiede un approccio consulenziale evoluto e integrato.

In questo contesto, la capacità di coniugare competenze normativefinanziarie e strategiche rappresenta il fattore chiave per trasformare le opportunità offerte dal sistema Simest in effettivi percorsi di crescita per le imprese.

Pertanto, per le imprese, ciò implica la necessità di affrontare i processi di internazionalizzazione in modo più consapevole e pianificato, valorizzando gli strumenti disponibili ma integrandoli all’interno di strategie di medio-lungo periodo.

Mentre, per i consulenti, il rafforzamento del sistema Simest e l’evoluzione normativa in atto determinano un ampliamento del perimetro di intervento, che richiede competenze non solo tecniche, ma anche strategiche e finanziarie. In particolare, diventa centrale la capacità di:

  • valutare la sostenibilità e l’accessibilità degli strumenti
  • presidiare i requisiti normativi e documentali
  • accompagnare l’impresa nella strutturazione di operazioni coerenti con le direttrici del piano

In definitiva, il nuovo impianto degli strumenti Simest, rafforzato dagli interventi della Legge di Bilancio 2026, premia un approccio integrato e professionale, in cui la disponibilità delle risorse si combina con la capacità di utilizzarle in modo efficace e conforme, trasformando le agevolazioni in un reale fattore di competitività internazionale.

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