4° Contenuto Riservato: Circolare per il Cliente 4 febbraio 2026, n. 481

CIRCOLARE PER IL CLIENTE

A CURA DI STUDIO MELI S.T.P. S.R.L. | 4 FEBBRAIO 2026

IN BREVE

ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE

La nuova rottamazione-quinquies 2026

Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 82101

Il panorama fiscale italiano del 2026 si apre con una novità di rilievo per imprese e contribuenti: l’avvio operativo della cosiddetta rottamazione-quinquies. Con l’approvazione della Legge di Bilancio e la recente attivazione dei servizi telematici, si delinea un percorso di definizione agevolata che, pur offrendo boccate d’ossigeno finanziario, si presenta con un perimetro d’azione più selettivo e regole di permanenza decisamente più severe rispetto alle edizioni precedenti. Per i professionisti del settore e per i contribuenti, comprendere i meccanismi di questa misura non è solo un esercizio tecnico, ma una necessità strategica fondamentale per la salvaguardia dell’equilibrio finanziario.

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SOCIETÀ

Rivoluzione ESG: dal 2026 il profilo di sostenibilità diventa determinante per l’accesso al credito

Dallo scorso 11 gennaio 2026 sono entrate pienamente in vigore le nuove Linee Guida EBA (European Banking Authority), che impongono agli istituti di credito di integrare i rischi ESG (Environmental, Social, Governance) nei propri modelli di valutazione del merito creditizio.

Cosa cambia concretamente?
La sostenibilità diventa un fattore prudenziale.Le banche, infatti, non valuteranno più solo i bilanci tradizionali, ma analizzeranno la capacità delle aziende di affrontare la transizione ecologica e i rischi climatici.
I punti chiave della riforma includono:

  • Analisi di materialità:le banche dovranno valutare sistematicamente come i fattori ESG incidano sulla stabilità finanziaria dell’impresa;
  • Piani di transizione:diventano centrali i piani aziendali coerenti con l’obiettivo “net-zero 2050”. Non basteranno dichiarazioni d’intento, ma serviranno target misurabili e verificabili;
  • Dati strutturati:le richieste di informazioni da parte degli istituti di credito diventeranno più granulari. Sarà necessario fornire dati certi su consumi energetici, emissioni, gestione della supply chain e governance interna.

Il rischio del “Credit Crunch”: le imprese più sostenibili godono già oggi di tassi di default inferiori. Al contrario, un’azienda “non sostenibile” o poco trasparente rischia di essere percepita come più rischiosa, subendo un aumento dei tassi di interesse o, nei casi più critici, l’esclusione dall’accesso ai finanziamenti.
In questo scenario, la rendicontazione ESG non è più un adempimento burocratico, ma una leva strategica per garantire la continuità aziendale.

BILANCIO

L’EBITDA Adjusted

Nel panorama economico e finanziario attuale, la capacità di leggere tra le righe di un bilancio non è solo un esercizio per addetti ai lavori, ma una necessità strategica per ogni imprenditore che guardi alla crescita o alla valorizzazione della propria azienda.
Se l’utile d’esercizio resta il traguardo finale, la metrica che oggi domina le trattative di acquisizione e le analisi di redditività, anche delle piccole imprese italiane, è senza dubbio l’EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation, and Amortization) che rappresenta il reddito che l’impresa genera dalla sola gestione caratteristica, al lordo di interessi, tasse, svalutazioni e ammortamenti. In Italia, questo margine è spesso sovrapposto al concetto di Margine Operativo Lordo (MOL), sebbene esistano sottili distinzioni tecniche.

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IVA

Le scadenze LIPE 2026

Si ricordano le scadenze annuali relative all’invio delle Comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE):

  • lunedì 2 marzo 2026 è il termine ultimo per l’invio dei dati LIPE del quarto trimestre 2025;
  • lunedì 1 giugno 2026 è il termine ultimo per l’invio dei dati LIPE del primo trimestre 2026;
  • mercoledì 30 settembre 2026 è il termine ultimo per l’invio dei dati LIPE del secondo trimestre 2026;
  • lunedì 30 novembre 2026 è il termine ultimo per l’invio dei dati LIPE del terzo trimestre 2026.

IRPEF

Auto aziendali a uso promiscuo: quando il contributo del dipendente è imponibile

Agenzia delle Entrate, Risposta a istanza di interpello 21 gennaio 2026, n. 14

Con risposta a istanza di interpello n. 14 del 21 gennaio, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta sul trattamento fiscale del contributo versato dal dipendente per l’auto aziendale concessa a uso promiscuo, precisando i limiti entro cui può operare l’esenzione IRPEF.
Secondo l’Amministrazione finanziaria, solo la quota del costo dell’auto trattenuta direttamente in busta paga può beneficiare dell’esenzione IRPEF e solo fino all’importo del fringe benefit convenzionale, determinato sulla base delle tabelle ACI. Diversamente, la parte di costo eccedente, qualora venga recuperata dal datore di lavoro attraverso la riduzione del premio variabile riconosciuto al dipendente, concorre alla formazione del reddito imponibile.
Le somme che superano tale soglia, infatti, restano escluse dal regime agevolato previsto dall’art. 51 del TUIR, che disciplina la determinazione del reddito da lavoro dipendente, e sono quindi soggette a tassazione ordinaria.
Il chiarimento trae origine da un’istanza presentata da una società intenzionata a introdurre una nuova “car policy” aziendale denominata “Car Flexi”, destinata ai dirigenti. Il progetto prevede la concessione in uso promiscuo di veicoli aziendali a bassissimo impatto ambientale (elettrici o ibridi plug-in) e la partecipazione integrale del dipendente al costo effettivo dell’auto. Tale partecipazione avviene mediante una trattenuta mensile pari al 100% del valore convenzionale del fringe benefit, integrata da una decurtazione del premio variabile per coprire l’ulteriore costo di noleggio.

INCENTIVI

Finanza agevolata 2026: una guida ai Bandi per l’avvio di nuove attività imprenditoriali

Il 2026 si apre con uno scenario di grande fermento per il tessuto produttivo italiano, caratterizzato da una pluralità di strumenti di sostegno volti a incentivare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e il lavoro autonomo. Nonostante le riforme strutturali dell’ordinamento fiscale, la vera leva per chi desidera trasformare un’idea in un’impresa risiede nell’accesso strategico ai bandi regionali e nazionali. Per gli aspiranti imprenditori, comprendere i meccanismi di questi incentivi è il primo passo fondamentale per garantire una solida base finanziaria alla propria attività, prima ancora di affrontare l’analisi di fattibilità con il proprio commercialista.

Lombardia: lo sportello “Nuova Impresa” 2026
In Lombardia, la misura cardine per l’autoimprenditorialità si conferma lo sportello “Nuova Impresa”, gestito da Unioncamere. Questa iniziativa punta a sostenere le MPMI, i lavoratori autonomi e i professionisti ordinistici che hanno avviato o intendono avviare la propria attività sul territorio lombardo.

  • Destinatari: imprese aperte dal 1° giugno 2025, inclusi i liberi professionisti che hanno attivato la partita IVA da non oltre quattro anni.
  • Agevolazione: un contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa ammissibile, fino a un massimo di 10.000 euro. L’investimento minimo richiesto è di 3.000 euro.
  • Spese ammissibili: il bando copre sia spese in conto capitale (macchinari, hardware, software, arredi nuovi) sia spese in conto corrente (onorari notarili, consulenze per l’avvio, affitto dei locali e piani di comunicazione).
  • Iter: si tratta di una procedura “a sportello” basata sull’ordine cronologico, che prevede il rimborso di spese già sostenute e quietanzate dopo l’apertura della nuova impresa.

Emilia-Romagna: tra Fondi Rotativi e Sostegno Rurale
Il panorama in Emilia-Romagna è altrettanto dinamico, con strumenti che spaziano dal finanziamento agevolato al premio forfettario per le aree interne.
Fondo StartER: fondo rotativo progettato per favorire la nascita di nuove imprese e sostenere la crescita di quelle con meno di cinque anni di vita.

  • Meccanismo: concede finanziamenti a tasso agevolato con una provvista mista: il 75% deriva da risorse pubbliche a tasso zero, mentre il restante 25% è messo a disposizione da istituti di credito convenzionati.
  • Investimenti immobiliari: è uno dei pochi strumenti che ammette esplicitamente l’acquisto, l’ampliamento o la ristrutturazione di immobili strumentali, oltre all’acquisto di macchinari e brevetti.
  • Soglie: i progetti devono avere un valore compreso tra 20.000 e 500.000 euro.

GAL del Ducato: per chi opera nelle zone rurali delle province di Parma e Piacenza, il bando per l’avviamento di start-up non agricole offre un sostegno diretto allo spopolamento delle aree interne.

  • Premio: consiste in un premio in conto capitale pari a 35.000 euro, erogato in due tranches.
  • Requisiti: è rivolto a chi intende costituire o ha già costituito una micro o piccola impresa extra-agricola in uno dei circa 60 comuni interessati.

Misure Nazionali: Incentivi Invitalia e l’Opzione NASpI
A livello nazionale, le opportunità si concentrano su target specifici, come i giovani e le donne, attraverso programmi gestiti da Invitalia.
Autoimpiego Centro-Nord: rivolta ai giovani sotto i 35 anni disoccupati o inoccupati, questa misura supporta l’avvio di attività individuali o societarie.

  • Voucher e contributi: prevede voucher fino a 30.000 euro (elevabili a 40.000 per acquisti digitali o green) o contributi a fondo perduto fino al 65% per programmi di spesa fino a 120.000 euro.
  • Tempistica: La domanda deve essere presentata entro termini molto stretti rispetto all’apertura della partita IVA, rendendo fondamentale la rapidità d’azione.

ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero: dedicato alle società a prevalente partecipazione giovanile o femminile costituite da non più di 36 mesi.

  • Struttura: offre un mix di finanziamento a tasso zero (fino al 90% della spesa) e un contributo a fondo perduto del 20% su specifiche voci d’investimento.
  • Obiettivo: è ideale per progetti strutturati nel commercio, turismo e industria con budget fino a 1,5 milioni di euro.

NASpI anticipata: uno strumento spesso dimenticato ma estremamente efficace per generare liquidità immediata è la richiesta dell’intera indennità di disoccupazione spettante in un’unica soluzione. Questa misura, accessibile non appena si ottiene la partita IVA, è cumulabile con gli altri bandi e rappresenta un polmone finanziario fondamentale per sostenere i costi di gestione iniziali dell’attività.
Navigare tra le diverse opportunità di finanziamento richiede una visione d’insieme e una valutazione attenta delle incompatibilità tra i vari regimi (ad esempio, il Fondo StartER non è cumulabile con altre misure a fondo perduto regionali). Ogni scelta, dalla forma giuridica alla sede operativa, può precludere o favorire l’accesso a decine di migliaia di euro di incentivi.

MisuraArea GeograficaTarget principaleAgevolazioneInvestimento min/max
Nuova ImpresaLombardiaMPMI e Professionisti50% Fondo perduto (max € 10k)Min € 3.000
Fondo StartEREmilia-RomagnaPiccole Imprese < 5 anniFinanziamento tasso 0% (quota 75-80%)€ 20k – € 500k
GAL DucatoParma e PiacenzaStart-up extra-agricolePremio fisso € 35.000N/A (Premio fisso)
AutoimpiegoCentro-NordUnder 35 disoccupatiVoucher (max € 40k) o 65% F.P.Max € 200k
ON Tasso ZeroNazionaleSocietà Giovani/DonneTasso 0% + 20% Fondo perdutoMax € 1,5 mln
NASpI Anticip.NazionaleDisoccupati in NASpI100% indennità residua subitoIn base a NASpI maturata

IRPEF

Ex frontalieri, via libera al regime impatriati: cosa dice l’Agenzia delle Entrate

Agenzia delle Entrate, Risposta a istanza di interpello 20 gennaio 2026, n. 12

Nuovi chiarimenti per lavoratori impatriati e frontalieri sull’accesso al regime agevolato dopo il rientro in Italia.
Con la risposta a interpello n. 12 del 20 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate interviene sull’applicazione del nuovo regime agevolativo per i lavoratori impatriati (art. 5, D.Lgs. n. 209/2023), fornendo chiarimenti rilevanti in relazione alla posizione degli ex frontalieri.
Il caso esaminato riguarda un lavoratore dipendente di una società italiana che, dopo aver trasferito la residenza all’estero ed essersi iscritto all’AIRE, ha continuato a svolgere l’attività lavorativa in Italia come frontaliere. Dopo un periodo di residenza fiscale all’estero pari a sette periodi d’imposta, l’istante intende rientrare in Italia e proseguire il rapporto di lavoro con il medesimo datore di lavoro, chiedendo se tale circostanza consenta l’accesso al regime agevolativo.
Nel fornire la propria risposta, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che l’art. 5 del D.Lgs. n. 209/2023 non pone condizioni in merito al luogo di svolgimento dell’attività lavorativa durante il periodo di residenza all’estero precedente al rientro. Ai fini dell’agevolazione rileva, invece, il rispetto del requisito temporale minimo di permanenza all’estero che, nel caso di attività prestata in favore dello stesso datore di lavoro (o di un soggetto appartenente al medesimo gruppo), è fissato in sette periodi d’imposta.
Alla luce di tali considerazioni, l’Agenzia ha concluso che l’ex frontaliere può accedere al regime impatriati e applicarlo ai redditi di lavoro dipendente prodotti in Italia dopo il trasferimento della residenza, a condizione che risultino soddisfatti tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.

AGEVOLAZIONI

Aggiornato il portale bonusfiscali.enea.it per i dati 2026

È operativo dal 22 gennaio 2026 il portale aggiornato bonusfiscali.enea.it per la trasmissione dei dati all’ENEA relativi agli interventi che accedono alle detrazioni fiscali di ecobonus e bonus casa. L’accesso prevede l’autenticazione tramite SPID o CIE.
Dalla stessa data del 22 gennaio 2026 decorre il conteggio dei 90 giorni per la trasmissione dati per gli interventi conclusi tra il 1° gennaio 2026 e la data di messa on line del portale (22 gennaio 2026) e per i lavori conclusi nel 2025, ma con parte delle spese da detrarre sostenute nel 2026.
È possibile accedere al servizio on line solo autenticandosi tramite SPID di persona fisica o CIE.

AGEVOLAZIONI

Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: online la Guida delle Entrate

Agenzia delle Entrate, Guida Bonus mobili ed elettrodomestici

L’art. 1, comma 22, della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) ha prorogato a tutto il 2026 il bonus mobili ed elettrodomestici, la detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, per i quali sia prevista l’etichetta energetica, di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori.
Alla luce della conferma dell’agevolazione anche per l’anno in corso l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato la relativa Guida, con tutte le informazioni utili sulle modalità di fruizione della detrazione, sui requisiti richiesti, sui limiti di spesa e sui pagamenti ammessi.
L’agevolazione è prevista per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.
L’intervento, inoltre, deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici. Per gli acquisti effettuati nel 2026, ad esempio, il beneficio spetta a condizione che gli interventi edilizi siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.

REATI

Campagna di phishing che sfrutta il logo AdE per rubare le credenziali SPID

È in atto una nuova campagna di phishing realizzata tramite l’invio di email ingannevoli che, sfruttando il logo dell’Agenzia delle Entrate, tenta di acquisire le credenziali di accesso delle identità digitali SPID degli utenti.
I messaggio email invitano l’utente ad accedere alla propria area riservata dell’Agenzia delle Entrate e contengono al loro interno un link che reindirizza a un sito creato ad hoc, con una falsa schermata di accesso all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate che riproduce un modulo di login tramite SPID contraffatto.
Viene richiesto all’utente di inserire la password della propria identità SPID, mentre l’indirizzo email della vittima è già precompilato tramite personalizzazione del link.
L’Agenzia delle Entrate, totalmente estranea a queste comunicazioni, raccomanda di prestare la massima attenzione evitando di cliccare sui link riportati di fornire informazioni personali, procedendo immediatamente alla loro eliminazione.

APPROFONDIMENTI

ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE

Rottamazione-quinquies 2026: una nuova frontiera per la definizione agevolata tra rigore e opportunità

Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 82101

Il panorama fiscale italiano del 2026 si apre con una novità di rilievo per imprese e contribuenti: l’avvio operativo della cosiddetta rottamazione quinquies. Con l’approvazione della Legge di Bilancio e la recente attivazione dei servizi telematici, si delinea un percorso di definizione agevolata che, pur offrendo boccate d’ossigeno finanziario, si presenta con un perimetro d’azione più selettivo e regole di permanenza decisamente più severe rispetto alle edizioni precedenti. Per i professionisti del settore e per i contribuenti, comprendere i meccanismi di questa misura non è solo un esercizio tecnico, ma una necessità strategica fondamentale per la salvaguardia dell’equilibrio finanziario.

Il perimetro della misura: chi resta dentro e chi fuori
L’attuale impianto della rottamazione-quinquies mira a smaltire il magazzino dei crediti fiscali inesigibili, coprendo un arco temporale significativo. Tuttavia, la prima evidenza che emerge dall’analisi normativa è la restrizione del perimetro oggettivo. Non siamo di fronte a un provvedimento “indiscriminato”, ma a una procedura che richiede una puntuale verifica dei carichi affidati alla riscossione.
Nello specifico, ecco i punti cardine relativi all’ambito applicativo:

  • Orizzonte temporale: la misura riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
  • Esclusioni eccellenti: per la prima volta, restano espressamente esclusi i debiti derivanti da attività di accertamento. Sono inoltre esclusi i carichi già regolarmente pagati nell’ambito della precedente rottamazione-quater alla data del 30 settembre 2025.
  • Oggetto dell’agevolazione: l’adesione permette l’abbattimento totale delle sanzioni amministrative, degli interessi di mora e dell’aggio, richiedendo il solo versamento delle somme dovute a titolo di capitale e delle spese per le procedure esecutive e di notifica.

La procedura di adesione: il digitale al servizio del Fisco
Per chi intende beneficiare dello stralcio di sanzioni e interessi, il servizio per presentare la domanda di adesione è già stato attivato sui canali telematici dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La domanda deve essere presentata esclusivamente online entro il termine perentorio del 30 aprile 2026.
Il contribuente ha la possibilità di richiedere preventivamente il “Prospetto Informativo”, un documento essenziale che elenca le cartelle “rottamabili” e il risparmio potenziale. Questa fase è estremamente delicata: omettere dei carichi o indicare erroneamente i numeri di ruolo può pregiudicare l’efficacia dell’intera operazione. La piattaforma digitale facilita l’invio, ma non sostituisce la capacità critica di discernere quali debiti convenga effettivamente inserire nel piano di definizione e quali richiedano una gestione differente.

Il rischio decadenza: una trappola per i distratti
Un aspetto cruciale riguarda la gestione della decadenza. Se la precedente “quater” era stata oggetto di diverse proroghe e riammissioni, la rottamazione-quinquies nasce sotto il segno di un rigore ferreo. La puntualità non è un optional, ma la condizione stessa di esistenza del beneficio.
La normativa stabilisce che la definizione agevolata perde efficacia in casi specifici che ogni contribuente deve monitorare con estrema attenzione:

  1. Mancato pagamento della prima o unica rata: fissata al 31 luglio 2026, la sua omissione comporta l’immediata decadenza.
  2. Omissione di due rate: nel caso di piano rateale (che può arrivare fino a 54 rate bimestrali in 9 anni), il mancato versamento di due rate, anche non consecutive, determina la fine dell’agevolazione.
  3. Ultima rata: il mancato pagamento dell’ultima rata del piano, a prescindere dal numero di rate totali, causa la decadenza totale.

È fondamentale ricordare che resta valida la cosiddetta clausola di tolleranza dei cinque giorni: un ritardo contenuto entro questo brevissimo lasso di tempo non pregiudica il piano, ma superare anche solo di un’ora il sesto giorno significa veder svanire lo sconto su sanzioni e interessi.

Il ruolo del consulente: oltre la semplice compilazione
In questo scenario, appare chiaro che la rottamazione non debba essere intesa come una soluzione automatica o puramente burocratica. La complessità della materia e la severità delle conseguenze in caso di errore rendono indispensabile un approccio analitico. Il contribuente si trova di fronte a un bivio: aderire rischiando di non sostenere i flussi di cassa futuri, oppure valutare con prudenza la propria capacità finanziaria a lungo termine, considerando che sulle rate decorreranno interessi del 3% annuo dal 1° agosto 2026.
Affrontare questa nuova sfida senza il supporto del proprio Commercialista significa muoversi in un campo minato senza una mappa aggiornata. Solo un professionista può redigere un quadro fedele della situazione debitoria, verificare l’effettiva convenienza dell’adesione rispetto a rateazioni ordinarie e, soprattutto, pianificare i flussi necessari per onorare il piano. La gestione del debito fiscale è un pilastro della continuità aziendale; delegarne la comprensione al caso è un rischio che oggi nessuna impresa può più permettersi di correre.

BILANCIO

Cos’è e come utilizzare l’EBITDA Adjusted

Nel panorama economico e finanziario attuale, la capacità di leggere tra le righe di un bilancio non è solo un esercizio per addetti ai lavori, ma una necessità strategica per ogni imprenditore che guardi alla crescita o alla valorizzazione della propria azienda.
Se l’utile d’esercizio resta il traguardo finale, la metrica che oggi domina le trattative di acquisizione e le analisi di redditività, anche delle piccole imprese italiane, è senza dubbio l’EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation, and Amortization) che rappresenta il reddito che l’impresa genera dalla sola gestione caratteristica, al lordo di interessi, tasse, svalutazioni e ammortamenti. In Italia, questo margine è spesso sovrapposto al concetto di Margine Operativo Lordo (MOL), sebbene esistano sottili distinzioni tecniche.
L’EBITDA non trova una definizione formale nei principi contabili nazionali (OIC) né in quelli internazionali (IAS/IFRS). Viene infatti classificato come un “indicatore alternativo di performance”. Nonostante questa mancanza di “ufficialità” normativa, la sua diffusione è capillare poiché permette di confrontare aziende diverse eliminando le variabili legate alle politiche di ammortamento e alla struttura finanziaria.
Tuttavia, nella sua forma “standard”, questo indicatore rischia di offrire una visione parziale, se non distorta, della realtà operativa. Ecco perché entra in gioco l’EBITDA Adjusted, uno strumento più sofisticato che mira a “ripulire” la performance aziendale dalle scorie della gestione “straordinaria”.
In sede di valutazione d’azienda, specialmente quando si applica il metodo dei multipli di mercato, utilizzare un valore influenzato da eventi eccezionali porterebbe a risultati fuorvianti. Se, ad esempio, un’azienda ha sostenuto costi legali straordinari per una disputa una-tantum, il suo EBITDA standard risulterà penalizzato, penalizzandone la sua valutazione.
L’EBITDA Adjusted interviene proprio per correggere queste distorsioni, con l’obiettivo di presentare un margine “normalizzato”, ovvero quello che l’azienda produrrebbe in un regime di normale operatività. Il confine tra una rettifica legittima e un tentativo di abbellimento dei dati è sottile e l’operazione di “adjustment” richiede un’analisi puntuale delle singole voci contabili.
In un contesto di mercato dove la competizione per i capitali è serrata, saper presentare un EBITDA Adjusted solido e difendibile può fare la differenza tra il successo e il fallimento di un’operazione straordinaria.
In conclusione, l’EBITDA Adjusted non è solo una formula matematica, ma un racconto della salute profonda di un’impresa. Identificare quali voci meritino di essere “normalizzate” richiede non solo una profonda conoscenza degli schemi di bilancio, ma anche una sensibilità interpretativa che solo un professionista esperto può garantire.

EBITDA vs EBITDA Adjusted: quadro di sintesi

CaratteristicaEBITDA StandardEBITDA Adjusted
DefinizioneReddito operativo della gestione caratteristica al lordo di ammortamenti e svalutazioni.Versione “normalizzata” dell’EBITDA, depurata da componenti straordinarie o non ricorrenti.
ObiettivoMisurare la capacità immediata dell’impresa di generare reddito operativo.Fornire una visione fedele della redditività ricorrente e comparabile nel tempo.
Componenti escluseInteressi, tasse, ammortamenti, svalutazioni (fissi).Tutte le componenti dell’EBITDA standard + voci straordinarie/anomale.
Esempi di rettificheNessuna (segue lo schema A-B del Conto Economico).Plusvalenze/Minusvalenze, costi per contenziosi, compensi soci extra-market, lavori interni (A4).
Utilizzo principaleReporting periodico, analisi di bilancio standard.Operazioni di M&A, due diligence, applicazione dei multipli di mercato.
Riferimento contabileIndicatore alternativo di performance (non definito da OIC/IFRS).Strumento di analisi professionale (richiede giudizio soggettivo e tecnico).
Rischio di distorsioneAlto: può essere influenzato da eventi unici che non si ripeteranno.Basso: se le rettifiche sono oggettive e documentate.

PRINCIPALI SCADENZE

Data scadenzaAmbitoAttivitàSoggetti obbligatiModalità
Sabato 28 febbraio 2026Comunicazione adesione regime contributivo agevolato – Regime forfetarioTermine per la presentazione all’INPS della domanda per aderire al regime contributivo agevolato previsto per i soggetti che hanno aderito al regime forfetario, a decorrere dall’anno in corso.Persone fisiche ammesse al regime fiscale forfetario, esercenti attività di impresa, arti o professioni.Telematica
Lunedì 2 marzo 2026Imposta di bollo su fatture elettronicheTermine per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel quarto trimestre 2025.Soggetti obbligati all’emissione di fatture elettroniche soggette all’imposta di bollo.Servizio Agenzia Entrate o Mod. F24
Lunedì 2 marzo 2026Comunicazione dati liquidazioni periodiche IVATermine per la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA effettuate nel quarto trimestre 2025.Soggetti passivi IVA obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche IVA.Telematica

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