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24 FEBBRAIO 2026
In 20 febbraio 2026, l’INPS ha reso note alcune informazioni utili in merito al cedolino di marzo dei pensionati.
L’accredito del rateo di pensione di marzo 2026 avverrà con valuta 2 marzo. Nella stessa data, sarà disponibile il pagamento in contanti.
La legge di bilancio 2026 ha introdotto l’incremento strutturale delle maggiorazioni sociali riconosciute ai pensionati di età pari o superiore a 70 anni e agli invalidi civili totali maggiorenni.
Dal 1° gennaio 2026, quindi, l’importo della maggiorazione sociale, prevista dalla legge n. 448/2001, viene aumentato di € 20 mensili per 13 mensilità.
Il limite di reddito annuo individuale per accedere al beneficio è stato aumentato di € 260 (pari ad € 20 per 13 mensilità).
Nello stesso mese di marzo, verranno pagati i conguagli a credito relativi all’aumento spettante a gennaio e a febbraio 2026.
Dal mese di marzo, sulla base delle novità introdotte dalla legge di bilancio 2026, sulle prestazioni assoggettate a tassazione ordinaria, si applicherà la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per lo scaglione di reddito oltre € 28.000 e fino ad € 50.000.
Con il rateo di pensione di marzo, saranno messi in pagamento anche gli importi a credito relativi a gennaio e febbraio 2026.
A fine 2025, è stato effettuato il ricalcolo a consuntivo delle ritenute erariali (IRPEF e addizionale regionale e comunale a saldo) sulla base dell’ammontare complessivo delle sole prestazioni pensionistiche erogate dall’INPS.
Se le ritenute erariali applicate sulle prestazioni pensionistiche, nel corso del 2025, sono risultate di importo superiore a quanto dovuto su base annua, l’INPS, in qualità di sostituto di imposta, ha provveduto a effettuare il rimborso sul rateo di pensione di gennaio 2026.
Se, invece, le ritenute sono state applicate in misura inferiore, l’INPS ha dovuto recuperare le differenze a debito, operando sulle rate di pensione di gennaio e febbraio 2026.
Per i titolari di trattamenti pensionistici di importo annuo complessivo fino ad € 18.000, il cui ricalcolo dell’IRPEF ha determinato un conguaglio a debito di importo superiore ad € 100, la rateazione del recupero è stata estesa fino alla mensilità di novembre, in base all’art. 38, comma 7, D.L. n. 78/2010, come convertito nella legge n. 122/2010.
Sempre sul rateo di pensione di marzo 2026, possono essere presenti ulteriori conguagli a credito o a debito, dovuti al ricalcolo che l’INPS, preliminarmente all’emissione della Certificazione Unica 2026, deve effettuare, tenendo conto non solo delle prestazioni pensionistiche, ma anche di tutte le ulteriori prestazioni eventualmente pagate a uno stesso soggetto nel corso del 2025.
Infine, sul rateo di pensione di marzo, oltre all’IRPEF mensile e agli eventuali conguagli, vengono inoltre trattenute le addizionali regionali e comunali relative al 2025.
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