4° Contenuto Riservato: Professioni 4.0: Intelligenza Artificiale tra etica, diritto e mercato

PROFESSIONISTI E PROFESSIONE

A CURA DI REDAZIONE | 31 MARZO 2026

Il 26 marzo 2026, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, si è svolto l’evento “Professioni 4.0 – l’Intelligenza Artificiale tra etica, diritto e mercato”, promosso da AteneoWeb in occasione del suo venticinquesimo anniversario.

Un incontro rivolto a Commercialisti e Avvocati, dedicato all’analisi delle profonde trasformazioni che l’Intelligenza Artificiale sta introducendo nel mondo delle professioni. 

In questo contesto, MySolution ha partecipato in qualità di partner, portando la propria esperienza concreta e illustrando l’approccio adottato nello sviluppo di soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale.

In particolare, è stata presentata MIA – MySolution Intelligenza Artificiale, progettata per affiancare il professionista nelle attività quotidiane, integrando automazione, accesso intelligente ai contenuti e supporto decisionale. 

Intelligenza Artificiale e professioni: impatti concreti e scenari evolutivi 

Competenze tecniche, riflessione giuridica, profondità filosofica e sensibilità generazionale si sono intrecciate in un dialogo capace di coinvolgere una platea ampia ed eterogenea.

È emerso con chiarezza come l’evoluzione tecnologica non sia più un tema riservato agli specialisti, ma una leva strategica che incide direttamente sull’organizzazione e sull’identità delle professioni.

In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale non è stata affrontata come semplice strumento operativo, ma come fattore abilitante di un cambiamento strutturale. Per il mondo professionale appare sempre più evidente che, anche nel prossimo futuro, resteranno centrali la qualità dei contenuti, l’insostituibilità della strategia e il valore della consulenza. 

Giovanni Emmi, dottore commercialista, ha illustrato una visione concreta dell’utilizzo dell’IA nello studio professionale, evidenziandone i benefici in termini di rapidità ed efficienza operativa. Ha sottolineato come la formazione sull’Intelligenza Artificiale sia oggi imprescindibile, anche per chi non la utilizza direttamente, poiché consente di comprenderne le implicazioni, ad esempio nella gestione della privacy dei dati sensibili. Altro elemento chiave è rappresentato dall’aggregazione tra studi, necessaria in una prospettiva futura per sostenere gli investimenti tecnologici. 

Paolo Flavio Mondini, avvocato e docente di Diritto dell’Economia, ha posto l’attenzione sull’impiego dell’IA nell’analisi giurisprudenziale, evidenziando come, allo stato attuale, gli strumenti disponibili non offrano ancora una profondità interpretativa pienamente soddisfacente. La vera discontinuità, secondo Mondini, si manifesterà soprattutto nella redazione degli atti giudiziari. 

Governance dell’innovazione: il ruolo della dimensione etica 

Uno degli elementi distintivi dell’incontro è stata l’integrazione tra sapere tecnico e riflessione filosofica, sempre più centrale nella governance dell’innovazione.

Non si può parlare di algoritmi senza interrogarsi sul senso della scelta umana, né discutere di efficienza senza considerare il rischio di una progressiva perdita di consapevolezza nel lavoro professionale.

Riccardo Manzotti, professore di Filosofia Teoretica, ha proposto una distinzione netta tra ciò che appartiene all’Intelligenza Artificiale – linguaggio, conoscenza e regola – e ciò che resta prerogativa dell’essere umano: esistenza, coscienza e capacità decisionale. Solo l’uomo “è”, mentre la macchina “elabora”, senza una reale dimensione ontologica (“sa” senza “essere”).

L’IA è conoscenza pure, priva di intenzionalità: ciò è vero per il presente, mentre già si sta lavorando affinchè anche l’IA sviluppi delle finalità: ci si interroga, dunque, sulla necessità che in futuro di debba predisporre una “patente” per gli esseri umani, per distinguere la capacità cognitiva della nostra specie da quella della macchina.

Per i professionisti, tutto ciò ha delle evidenti ricadute: l’importanza di mantenere un controllo critico sugli strumenti, evitando un utilizzo passivo della tecnologia e preservando la qualità del giudizio. 

Organizzazione dello studio e competenze: verso nuovi modelli operativi

Particolarmente rilevante durante il dibattito è stato il tema dell’evoluzione dei modelli organizzativi e delle competenze. 

Dal confronto è emersa una tensione evidente: da un lato la crisi dei modelli tradizionali, dall’altro l’opportunità di ripensare in modo strutturale il funzionamento degli studi professionali. 

Ancora Giovanni Emmi ha evidenziato la necessità di un cambio di paradigma nei processi formativi. Oggi il professionista senior incontra difficoltà nel trasferire competenze al junior, poiché strumenti e contesti operativi sono profondamente cambiati. 

Diventa quindi strategico introdurre logiche di reverse mentoring: i giovani apportano competenze digitali e capacità operative, mentre i professionisti più esperti mettono a disposizione esperienza e visione. In questo equilibrio, l’Intelligenza Artificiale non viene solo utilizzata, ma integrata in modo consapevole nei processi di studio. 

Il valore distintivo resta umano 

La tecnologia rappresenta un acceleratore potente, ma non sostituisce il valore distintivo della professione.

La vera “chiave di volta” resta l’intelligenza umana – intesa come capacità di discernimento, responsabilità etica e relazione con il cliente.

In questo equilibrio tra innovazione tecnologica e centralità della persona si inserisce anche l’impegno di MySolution, che con MIA continua a sviluppare soluzioni orientate a una Intelligenza Artificiale realmente utile, governabile e integrata nella pratica professionale.

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