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31 DICEMBRE 2025
La Legge di Bilancio 2026, approvata in via definitiva il 30 dicembre alla Camera e pubblicata in G.U. n. 301, SO 42, del 30 dicembre 2025 – Legge 30 dicembre 2025, n. 199 – delinea un impianto espansivo selettivo: alleggerisce il carico fiscale su lavoro e famiglie, rafforza alcuni incentivi agli investimenti e interviene in profondità su dividendi, strumenti finanziari e finanza territoriale, sullo sfondo di un quadro di finanza pubblica che resta vincolato alla nuova governance europea.
Le misure chiave su IRPEF e lavoro
- Viene ridotta dal 35% al 33% la seconda aliquota Irpef sullo scaglione 28.000–50.000 euro, con contestuale riduzione delle detrazioni per i contribuenti oltre 200.000 euro e rimodulazione di alcune spese detraibili.
- Per i lavoratori dipendenti privati sono previste imposte sostitutive agevolate: 5% sugli incrementi retributivi da rinnovi contrattuali 2024–2026 (entro limiti di reddito) e 1% sui premi di risultato e partecipazione utili 2026–2027 entro 5.000 euro; per il 2025 è introdotta un’imposta sostitutiva del 15% su straordinari festivi/notturni e indennità di turno, entro 1.500 euro.
- Si prorogano al 2026 l’agevolazione sui dividendi da azioni assegnate ai dipendenti (solo il 50% imponibile entro 1.500 euro) e varie misure a favore dei redditi agricoli e del lavoro nel turismo (trattamento integrativo speciale 15% su straordinari e notturni fino a settembre 2026).
Casa, immobili e patrimonio
- Vengono prorogate al 2026 le detrazioni “ordinarie” per ristrutturazioni, efficienza energetica, sismabonus e bonus mobili, con aliquote generalmente al 36% innalzabili al 50% in caso di abitazione principale per il proprietario o titolare di diritto reale.
- Si introduce un nuovo ciclo di assegnazione agevolata dei beni ai soci e di estromissione agevolata dei beni immobili dalle imprese individuali, con imposta sostitutiva dell’8% (10,5% per le società non operative) e riduzione di imposte di registro, ipotecarie e catastali.
- Proseguono e si ampliano esenzioni IMU e agevolazioni fiscali per immobili danneggiati da eventi sismici e calamità (Centro Italia, Marche e Umbria 2022–2023, Ischia, Abruzzo), insieme a proroghe di contributi per disagio abitativo e sospensioni di mutui e utenze nelle aree colpite.
Dividendi, strumenti finanziari e capitali mobiliari
- Cambia in modo sensibile il regime di dividendi e plusvalenze: l’esclusione parziale (41,86% per soggetti Irpef e 95% per soggetti IRES) è riservata solo a partecipazioni qualificate (almeno 5% o valore minimo 500.000 euro), con effetti anche sulle plusvalenze PEX.
- Aumenta l’imposta sulle transazioni finanziarie: l’aliquota sui trasferimenti di azioni sale dallo 0,2% allo 0,4% e quella sulle negoziazioni ad alta frequenza dallo 0,02% allo 0,04% dal 1° gennaio 2026.
- Si introduce una disciplina specifica per le “stablecoin” in euro: aliquota del 26% sui redditi da detenzione, cessione o impiego di token di moneta elettronica ancorati all’euro, con neutralità fiscale per la mera conversione euro/token e rimborso a valore nominale.
Imprese, banche e assicurazioni
- Per le imprese si rafforza la logica di emersione: dopo il contributo extraprofitti bancari, la manovra interviene sulle riserve in sospensione d’imposta (affrancamento straordinario al 10%), sulle plusvalenze da cessione d’azienda (con disciplina di rateizzazione più selettiva) e sull’IRAP di banche e assicurazioni (aliquota maggiorata di due punti per il triennio 2026–2028).
- Per banche e intermediari si ridefinisce il trattamento IRAP dei dividendi infra-UE/SEE (esclusione al 95% in presenza di requisiti di partecipazione e residenza), con possibilità di rimborso per periodi precedenti e compensazione a fronte di contributi straordinari.
- Nel settore assicurativo viene chiarito il regime dell’imposta sui premi infortuni conducente e assistenza stradale (aliquota 12,5% e obbligo di riconoscere ai contraenti almeno due terzi dell’aggravio di imposta), con versamenti concentrati al 30 giugno 2026.
Enti territoriali, sanità e welfare locale
- La legge interviene in profondità sulla finanza regionale: cancellazione dal 2026 del debito delle Regioni per le anticipazioni di liquidità e trasferimento allo Stato di parte dei debiti verso Cassa depositi e prestiti, a fronte di vincoli stringenti sull’utilizzo degli avanzi fino al 2051 e di versamenti annuali compensativi.
- Vengono rivisti i contributi alla finanza pubblica delle Regioni ordinarie, con riduzioni mirate per il 2026 e meccanismi compensativi per Regioni speciali e Sardegna (tra cui risorse per la “compensazione dell’insularità”).
- In parallelo, la manovra prepara l’architettura dei livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEP sociali), con un sistema di garanzia dei livelli di spesa per ambito territoriale sociale, nuovi standard per assistenti sociali, équipe multidisciplinari e assistenza domiciliare e un incremento dal 2027 del Fondo speciale per l’equità dei servizi.
Fisco locale, TARI e imposta di soggiorno
- Per i Comuni viene prorogata al 2026 la possibilità di rinegoziazione e sospensione della quota capitale dei mutui per fronteggiare l’aumento dei costi energetici, con allentamento temporaneo di alcuni vincoli sull’indebitamento.
- Slittano al 31 luglio 2026 i termini per l’approvazione dei piani finanziari e delle tariffe TARI, mentre si conferma anche per il 2026 la facoltà per Roma, Venezia e altri Comuni di applicare l’incremento di 2 euro dell’imposta/contributo di soggiorno, con un meccanismo di compensazione tramite riduzione dei trasferimenti e riparto dei fondi.
- Si rafforza la rete di fondi a favore degli enti locali in difficoltà finanziaria, dei Comuni colpiti da calamità e dei contenziosi connessi a sentenze esecutive, con riallocazione di residui e criteri più flessibili di accesso ai contributi.
Clima, casa, coesione e PNRR
- La Manovra recepisce la rimodulazione del PNRR approvata dal Consiglio UE e ridefinisce il flusso di cassa del Fondo sviluppo e coesione, prevedendo tetti ai trasferimenti annui e una ricognizione dei profili finanziari da parte RGS e Dipartimento per le politiche di coesione.
- Viene istituito il Piano sociale per il clima e ne viene disciplinata la gestione: le risorse potranno essere usate anche per iniziative del Piano Casa Italia e per il contrasto al disagio abitativo, in coordinamento con i fondi già destinati a ERP, edilizia sociale e rigenerazione urbana.
- Sul fronte ambiente e gestione del rischio, la legge proroga e finanzia gli interventi dei Commissari per ricostruzioni post-sisma e alluvioni (Centro Italia, Emilia-Romagna, Ischia, Molise, Sicilia), rafforza la protezione civile, il sistema di allerta IT-alert e introduce misure specifiche per la crisi idrica e le politiche della dimensione subacquea.
Professionisti e imprese – Per professionisti e operatori economici la legge di Bilancio 2026 ridisegna punti sensibili del sistema:
- per le persone fisiche, la combinazione di taglio Irpef, imposte sostitutive agevolate sul lavoro dipendente e proroghe dei bonus casa modifica la convenienza tra retribuzione monetaria, premi variabili e welfare abitativo;
- per le imprese, l’inasprimento selettivo su dividendi, transazioni finanziarie e banche coesiste con strumenti di ottimizzazione patrimoniale (assegnazioni, estromissioni, affrancamenti) e con un quadro di incentivi legato ancora a PNRR, FSC e fondi tematici;
- per enti territoriali e sanità sociale, la manovra è tanto una legge di stanziamento quanto di “ingegneria istituzionale”, in vista della piena attuazione dei LEP e di un nuovo assetto di finanza multilivello.
La Legge entra in vigore l’1 gennaio 2026.
Leggi il Prima lettura – le misure per il lavoro
Legge 30 dicembre 2025, n. 199
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