4° Contenuto riservato: In arrivo gli ISAC, ma è una buona notizia per aziende e consulenti

L’OPINIONE

DI DANIELE CIRIOLI | 27 FEBBRAIO 2026

Tra febbraio e marzo, 12.000 aziende riceveranno le comunicazioni dell’INPS e 34.000 entro fine anno. Non sono accertamenti, né comporteranno nuovi adempimenti, ma una nuova frontiera di compliance tra Istituto di previdenza e datori di lavoro/consulenti.

Con due anni di ritardo, arrivano in porto gli ISAC: “indici sintetici di affidabilità contributiva”. Entro fine marzo l’INPS invierà 12.000 comunicazioni a imprese, professionisti datori di lavoro appartenenti ai settori commercio all’ingrosso alimentare e strutture alberghiere, cui faranno seguito altre spedizioni fino all’obiettivo complessivo di 34.000 lettere.

La notizia è positiva per tutti. La logica sottostante all’operazione, infatti, è quella della compliance: le lettere non rappresentano accertamenti, né comunicazioni propedeutiche all’avvio di verifiche, ma la sintesi dei dati in possesso dell’INPS, utili a segnalare eventuali incongruenze che potrebbero indicare possibili violazioni (lavoro, nero, sommerso, etc.). Ricevuta la comunicazione, non c’è obbligo di risposta né di giustificare eventuali scostamenti. Chi deciderà di farlo sarà ritenuto affidabile e premiato con l’esclusione dalle liste di priorità per gli accertamenti. L’annuncio è stato dato il 19 febbraio 2026 dal direttore generale vicario INPS, Antonio Pone, nel corso di Diciottominuti in diretta webtv dei Consulenti del lavoro.

Pone ha anche anticipato l’arrivo del decreto ministeriale di attuazione, che deve disciplinare l’indice e fissare le soglie che fanno scattare la segnalazione, e le relative istruzioni operative.

Dall’affidabilità fiscale….

Dopo l’affidabilità fiscale, arriva quella contributiva. Esistono gli ISA, strumenti per misurare il livello di affidabilità fiscale di imprese, professionisti e lavoratori autonomi che si applicano dal 2018 e sono stati introdotti dal D.L. n. 50/2017, lo stesso al quale fa riferimento la nuova normativa sugli ISAC. Gli ISA sintetizzano una serie di indicatori costruiti con la metodologia statistico-economica, basata su dati contabili dichiarati dai contribuenti in più periodi d’imposta, consentendo di valutare la posizione fiscale e il grado di affidabilità su una scala da 1 a 10. Il punteggio alto comporta benefici premiali: esclusione da alcuni controlli o la riduzione dei termini per accertamenti da parte o esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta. Un punteggio basso può essere incrementato (al fine di elevare il grado di “affidabilità”), ad esempio, dichiarando ulteriori componenti positivi non presenti nelle scritture contabili.

… a quella contributiva

Gli ISAC adottano la stessa metodologia degli ISA, ma in ambito previdenziale e contributivo. Già con ISA è verificabile l’eventuale sottrazione d’imponibile contributivo da parte del datore di lavoro ovvero del lavoratore autonomo o del professionista (i contributi vengono versati sul reddito dichiarato). Gli ISAC valutano congruità della manodopera e rispetto delle prerogative: salari, contributi, oneri, etc.

Ad esempio, l’ISAC potrà evidenziare un basso costo del lavoro di un’impresa a fronte di un certo numero di dipendenti (o anche di uno soltanto), valutandone le componenti del CCNL (salario, numero mensilità, etc.).
Se, a partire dal CCNL, si può verificare che per un operaio di 6° livello il costo del lavoro complessivo è di 20mila euro (salari accessori, TFR, contributi, etc.), qualora in dichiarazione dei redditi sia stato dichiarato un valore inferiore (10mila euro), l’ISAC segnalerà l’anomalia.
Ancora, l’ISAC potrà evidenziare il basso numero di dipendenti in rapporto al volume d’affari, come nel caso di un negozio con 1 solo addetto e con volume di vendite pari a quello medio di negozi con 5 dipendenti.

Gli indicatori specifici

Il direttore vicario dell’INPS ha spiegato che l’ambito di applicazione include esercenti attività d’impresa e arti o professioni, analogamente a quanto previsto dagli ISA. L’individuazione dei settori economici interessati prevede una prima selezione di duecommercio all’ingresso alimentare (modello Isa M21U) e strutture ricettive, alberghiere ed extra-alberghiere (modello G44U). L’estensione ad altri sei settori ci sarà entro il 31 agosto.

L’ISAC – che è una sintesi d’incrocio dei dati ISA (fisco) con quelli UniEmens in possesso dell’INPS (le denunce contributive) – è costituito da 4 indicatori che segnaleranno la presenza di eventuali anomalie. Il primo è dato dal rapporto tra dati fiscali (ad esempio i beni strumentali) e gli addetti alle lavorazioni. Il secondo deriva dal confronto tra numero di giornate lavorate, produzione e tipologia dei rapporti di lavoro (per esempio la presenza di rapporti a part-time in relazione al volume della produzione). Il terzo indicatore è fornito dal rapporto tra forza lavoro teorica e forza lavoro effettiva. Infine, l’ultimo indicatore è quello specifico e pertinente al settore di attività.

Per i primi settori interessati, il commercio all’ingrosso e le strutture alberghiere, per esempio, sono previsti, rispettivamente, gli indicatori degli automezzi utilizzati e del numero di posti di accoglienza.

Non è atto di accertamento

La notizia è positiva: come ribadito dal direttore vicario dell’INPS, le comunicazioni non sono “accertamenti”, né propedeutiche a verifiche. Non comportano, inoltre, nuovi obblighi e non aggravano la burocrazia a datori di lavoro e consulenti, a cominciare dal fatto che non è obbligatorio rispondere e, non fissano termini.

Tuttavia, va considerato che si tratta comunque della segnalazione di “anomalie” che potrebbero formare oggetto di accertamento. Per questo, cogliere l’occasione della segnalazione per regolarizzare la propria posizione garantisce dei benefici all’impresa, al professionista o al lavoratore autonomo (c.d. “premialità”): l’esclusione dalle liste di “segnalazione” utilizzate per la priorità degli accertamenti.

Riferimenti normativi:

  • D.L. 28 ottobre 2024, n. 160, art. 1

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