1° Documento Riservato: Caso pratico: Dichiarazione IVA 2026 per un esportatore abituale

CIRCOLARE MONOGRAFICA

Esempio pratico di compilazione della dichiarazione IVA 2026

DI CARLA DE LUCA | 2 MARZO 2026

In questo contributo analizzeremo un esempio pratico di compilazione della dichiarazione IVA 2026, seguendo passo passo la struttura del modello e dei singoli quadri. L’obiettivo è mostrare, con dati concreti, come riportare correttamente operazioni attive, passive, plafond, reverse charge e liquidazioni periodiche, evidenziando le principali accortezze operative e i controlli di coerenza da effettuare prima dell’invio telematico.

Premessa

Analizziamo la dichiarazione annuale IVA 2026 (2025) che la società XY s.r.l. presenta, in regime ordinario IVA.

I dati della liquidazione IVA annuale 2025 sono i seguenti:

Operazioni attive

Operazioni passive

VoceDescrizioneImporto (€)
Operazioni attive imponibiliBase imponibile soggetta ad IVA1.593.045
IVA a debito 22%IVA sulle operazioni attive350.470
Operazioni non imponibili totaliEsportazioni, cessioni intracomunitarie, lettere d’intento1.910.928
di cui rilevanti ai fini plafondEsportazioni/operazioni assimilate che formano il plafond752.179
Operazioni passive imponibiliAcquisti e importazioni complessivi3.145.696
IVA sugli acquisti detraibileIVA su operazioni passive (VF71)682.460
Credito IVA finaleEccedenza a credito da dichiarazione annuale152.868

Quadro VA

La XY s.r.l. ha come codice ATECO il 46.83.10; opera nel commercio di legname e prodotti connessi:

È operativa e non fa operazioni verso condomini. Non ha effettuato alcuna operazione straordinaria nel 2025.

La dichiarazione evidenzia un’eccedenza a credito IVA rilevante, che la società intende utilizzare in compensazione o riportare agli esercizi successivi. Il modello è stato sottoscritto dal legale rappresentante e trasmesso tramite intermediario abilitato, con l’apposizione del visto di conformità, segno che la posizione IVA della società è stata oggetto di controlli formali e contabili preventivi.

Quadro VE

Dal quadro VE emerge un volume d’affari complessivo di 3.503.973 euro, composto da operazioni imponibili soggette alle aliquote ordinarie, con imposta complessiva a debito per 350.470 euro.

La società presenta anche una componente di operazioni non imponibili che concorrono alla formazione del plafond di esportatore abituale, utilizzato per effettuare acquisti senza applicazione dell’imposta ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. n. 633/1972.

Attenzione operativa – Nei righi del quadro VE occorre distinguere correttamente tra operazioni imponibili, non imponibili, esenti e fuori campo, evitando di far confluire nei righi imponibili operazioni che non concorrono al volume d’affari o che dovrebbero essere esposte nelle sezioni successive (ad esempio cessioni intracomunitarie o esportazioni). Un errore ricorrente è la mancata quadratura tra il totale del volume d’affari indicato nel quadro VE e quanto riportato nei quadri VT e VC, con differenze dovute ad arrotondamenti o a errata classificazione di alcune operazioni.

Quadro VC

Tale plafond, indicato nel quadro VC, risulta determinato sulla base delle esportazioni e operazioni assimilate dell’anno precedente e del volume d’affari del 2024, con un plafond disponibile all’inizio del 2025 pari a 752.179 euro, che viene poi integralmente utilizzato nel corso del periodo.

La presenza di un plafond così rilevante indica che l’impresa ha una componente significativa di vendite verso l’estero o operazioni assimilate alle esportazioni, tipiche di operatori che lavorano su mercati internazionali o UE.

Il quadro VC riepiloga i dati relativi al plafond degli esportatori abituali, cioè il limite entro cui è possibile effettuare acquisti e importazioni senza applicazione dell’IVA. È strutturato per mese (VC1‑VC12) e per anno (colonne anno imposta 2025 e 2024) così da collegare il plafond disponibile nel 2025 ai volumi e alle esportazioni dell’anno precedente.

Per ciascun mese del 2025 sono indicati il volume d’affari e l’ammontare delle esportazioni/operazioni non imponibili che concorrono alla formazione del plafond (ad esempio gennaio: volume d’affari 224.208 euro ed esportazioni – 1.022 euro, febbraio: 261.903 e 63.956, fino a dicembre).

La riga VC13 riporta i totali annui: volume d’affari 3.503.974 euro ed esportazioni per 752.179 euro, che rappresentano il plafond complessivo generato nel 2025. In VC14 viene indicato il plafond disponibile al 1° gennaio 2025 e il metodo adottato per la determinazione (in questo caso casella “SOLARE” barrata, con eventuale indicazione “MENSILE”): ciò chiarisce se il contribuente applica il metodo annuale o quello basato su plafond mensili.

Attenzione operativa – Nel quadro VC occorre calcolare il plafond esclusivamente sulle operazioni non imponibili rilevanti (esportazioni, cessioni intracomunitarie e assimilate), senza includere operazioni esenti, fuori campo o imponibili. Uno sbaglio tipico consiste nel determinare il plafond partendo dal volume d’affari “lordo” anziché dalle sole operazioni che danno diritto a plafond, con il rischio di utilizzare un plafond superiore a quello spettante e di generare futuri recuperi d’imposta.

Quadro VF

Nel quadro VF vengono riepilogati gli acquisti e le importazioni relativi a tutte le attività esercitate, con imponibile complessivo di 3.145.696 euro e relativa IVA sugli acquisti pari a 682.460 euro ammessa integralmente in detrazione. La struttura degli acquisti mostra una prevalenza di costi legati alla rivendita di beni, quindi acquisti di merci destinate al commercio, e una quota più contenuta di beni ammortizzabili e altri costi generali. Non risultano, in via ordinaria, particolari limitazioni alla detraibilità, né l’applicazione di pro-rata per operazioni esenti strutturali, segno che l’attività principale è interamente imponibile e che eventuali operazioni esenti hanno carattere accessorio o occasionale. Nel quadro VF sono inoltre evidenziati gli acquisti con utilizzo del plafond senza pagamento dell’IVA, in linea con il profilo di esportatore abituale ricavabile dal quadro VC.

Attenzione operativa – Nel quadro VF è fondamentale verificare che gli importi degli acquisti imponibili coincidano con quelli utilizzati per il calcolo dell’IVA detraibile, prestando particolare attenzione alle voci con detrazione parziale o esclusa (art. 19‑bis1) e agli acquisti misti. Errori frequenti riguardano l’omessa separazione tra beni ammortizzabili, beni strumentali e merci, nonché la mancata coerenza tra il totale IVA sugli acquisti indicato in VF26/VF71 e quello riportato nel quadro VL.

Quadro VJ

La dichiarazione presenta anche il quadro VJ, dedicato alle operazioni soggette a particolari meccanismi di applicazione dell’imposta, in particolare il reverse charge. La società ha effettuato acquisti da soggetti non residenti ai sensi dell’art. 17, comma 2, per imponibile pari a 391.080 euro e imposta correlata di 86.040 euro, nonché acquisti intracomunitari di beni e servizi con applicazione dell’inversione contabile, per un imponibile complessivo di 858.851 euro e IVA di 188.947 euro.

Questi importi confluiscono, da un lato, nel quadro VE come IVA a debito, e dall’altro nel quadro VF come IVA detraibile, producendo in generale un effetto neutro sul saldo IVA, ma segnalano la forte integrazione della società con fornitori esteri UE ed extra-UE.

Il quadro VJ è la sezione della dichiarazione IVA dedicata all’imposta relativa a particolari tipologie di operazioni soggette a reverse charge o ad altri meccanismi speciali. In questo caso è compilata la sezione 1, dove si determinano imponibile e IVA per ciascun tipo di operazione e si somma tutto nel rigo VJ19, che riporta l’imposta complessiva di 197.975 euro.

Nel rigo VJ3 sono indicati gli acquisti di beni e servizi da soggetti non residenti ai sensi dell’art. 17, comma 2, con imponibile 39.108 euro e IVA 8.604 euro: si tratta delle tipiche operazioni in cui l’IVA è assolta dal committente italiano tramite inversione contabile. Nei righi VJ9 e VJ10–VJ11 sono gestiti gli acquisti intracomunitari di beni e alcune importazioni particolari, ma in questo prospetto è materialmente valorizzato soprattutto VJ9, con imponibile 858.851 euro e IVA 188.947 euro per acquisti intracomunitari di beni (compresi quelli di cui all’art. 74, commi 7 e 8).

Più in basso compaiono le caselle relative a operazioni specifiche:

  • VJ14 per gli acquisti di telefoni cellulari in reverse charge (imponibile 1.425 euro e IVA 314 euro)
  • VJ16 per i servizi del comparto edile e settori connessi assoggettati a inversione contabile (imponibile 500 euro e IVA 110 euro).

Tutte queste imposte, pur essendo a debito in VJ, sono normalmente detraibili nel quadro VF, generando di fatto un effetto neutro sul saldo IVA ma con obbligo di corretta indicazione ai fini dei controlli incrociati.

Infine, la parte bassa del prospetto richiama la sezione 2 (VJ30) per gli acquisti di servizi da imprese di trasporto, movimentazione merci e logistica, che in questo caso non risulta compilata.

Attenzione operativa – Per il quadro VJ è essenziale che imponibile e imposta delle operazioni in reverse charge e delle altre tipologie particolari coincidano con quanto registrato in contabilità e ripreso nei quadri VE e VF. Errori frequenti sono: omissione di alcune operazioni soggette a inversione contabile, esposizione solo dell’imposta senza il relativo imponibile o, al contrario, mancato riporto in VE e VF degli importi indicati in VJ, con conseguente mancata quadratura VJ-VE-VF-VL.

Quadro VL

Passando alla liquidazione annuale nel quadro VL, si nota che l’IVA complessivamente a debito, data dalla somma delle operazioni interne (VE26) e delle imposte derivanti dalle operazioni particolari (VJ19), ammonta a 548.445 euro.

A fronte di ciò, l’IVA detraibile derivante dagli acquisti, indicata al rigo VF71 e riportata in VL40, è pari a 682.460 euro.

La differenza tra IVA detraibile e IVA a debito genera un’eccedenza a credito di 134.015 euro, cui si aggiunge la componente dovuta alle dinamiche delle liquidazioni periodiche e a eventuali interessi, fino ad arrivare al credito finale di 152.868 euro indicato nei righi VL38 e VX2.

Questo saldo positivo esprime una struttura in cui il carico IVA sugli acquisti, anche per effetto del plafond e del reverse charge, risulta superiore all’imposta dovuta sulle operazioni attive, situazione tipica di imprese che effettuano importanti investimenti, che hanno margini ridotti o che sono fortemente orientate all’export.

Attenzione operativa – Nel quadro VL bisogna controllare che l’IVA a debito derivi effettivamente dalla somma del quadro VE (operazioni interne) e del quadro VJ (operazioni particolari), e che l’IVA a credito coincida con l’importo detraibile del quadro VF. Un errore ricorrente è la mancata coerenza tra IVA periodica dovuta/versata, crediti utilizzati nelle liquidazioni e credito finale di dichiarazione, spesso dovuta ad acconti o ravvedimenti non considerati correttamente.

Quadro VT

Il quadro VT, dedicato alla ripartizione delle operazioni imponibili tra consumatori finali e soggetti IVA per Regione, conferma che l’attività è svolta prevalentemente verso soggetti titolari di partita IVA, con un peso significativo di operazioni rivolte a clienti business, concentrati in particolare nel territorio del Veneto e in altre regioni del Nord Italia.

L’imponibile indicato nel quadro VT coincide con il volume d’affari del quadro VE, garantendo coerenza tra la ripartizione territoriale e il dato complessivo. Ciò lascia intendere una struttura commerciale organizzata, con clienti distribuiti su più territori, ma con un baricentro geografico coerente con la sede operativa e con la tipologia di attività.

Attenzione operativa – Nel quadro VT la ripartizione delle operazioni imponibili per Regione e per tipologia di cliente deve essere coerente con il volume d’affari complessivo indicato in VE50. Criticità tipiche riguardano: omissione di alcune Regioni, uso improprio della colonna “consumatori finali” per soggetti che in realtà hanno partita IVA, o differenze tra il totale imponibile del quadro VT e quello del quadro VE.

Quadro VX

Infine, nel quadro VX la società quantifica in modo definitivo la propria posizione nei confronti dell’Erario, evidenziando l’IVA a credito da ripartire, pari a 152.868 euro, che viene indicata come importo da riportare in detrazione o in compensazione nel rigo VX5.

Non viene richiesto il rimborso diretto, ma si opta per l’utilizzo del credito nei periodi successivi, scelta frequente per imprese che hanno flussi di versamenti IVA costanti e preferiscono sfruttare il credito per compensare debiti futuri.

L’attestazione finale sulle condizioni patrimoniali e sul versamento dei contributi, unitamente alla presenza del visto di conformità, rafforza l’affidabilità della dichiarazione e la rende idonea, se necessario, anche a future richieste di rimborso. Nel complesso, il caso descrive un operatore economico di dimensioni medio-significative, con forte proiezione internazionale, correttamente inserito nel circuito IVA nazionale ed europeo e con un profilo contabile e dichiarativo coerente e strutturato.

Attenzione operativa – Nel quadro VX è importante verificare che l’IVA a credito o a debito riportata derivi esattamente dai calcoli esposti nel quadro VL, senza modifiche manuali non motivate. Errori frequenti sono: indicare come chiesto a rimborso un importo diverso da quello effettivamente spettante, non considerare i limiti e le condizioni per il rimborso/compensazione (visto di conformità, soglie, condizioni patrimoniali), oppure non allineare il credito riportato al periodo successivo con l’importo che sarà poi utilizzato in F24.

Conclusioni e verifiche

  • Il volume d’affari del quadro VE (3.503.973) coincide con il totale operazioni imponibili indicato nel quadro VT (stesso imponibile e stessa imposta 350.470).
  • Il totale IVA sulle operazioni attive (VE26 350.470) coincide con l’importo di IVA a debito riportato in VL1.
  • Il totale IVA sugli acquisti (VF26 682.460) coincide con VF71 e viene riportato correttamente in VL40 come IVA detraibile.
  • La differenza fra IVA detraibile (682.460) e IVA a debito (548.445 tra periodica e VJ) genera il credito finale di 152.868, che ritrovi in VL38 e VX2/VX5.
  • Il quadro VJ (reverse charge e operazioni particolari) è riportato correttamente in VE26 (somma VJ1-VJ19) e confluisce in VL1, senza incongruenze numeriche.

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