4° Contenuto Riservato: Legge annuale sulle PMI: nuove leve per private capital e mercato del credito

L’OPINIONE

DI ALESSANDRO PESCARI | 16 MARZO 2026

Con l’approvazione definitiva da parte del Senato il 4 marzo 2026, viene data attuazione specifica all’art. 18 della Legge n. 180/2011 (Statuto delle imprese), che impone al Governo di presentare ogni anno alle Camere un provvedimento organico di intervento a favore del tessuto produttivo minore.

Legge annuale sulle PMI: principali novità

Il provvedimento introduce una serie di misure volte a rafforzare l’accesso ai capitali, migliorare gli strumenti di finanziamento delle imprese e semplificare il quadro normativo che governa l’ecosistema dell’innovazione. Tra gli interventi di maggiore rilievo per gli operatori economici e per i professionisti emergono tre direttrici principali: il riordino della disciplina dei confidi, l’estensione degli strumenti di cartolarizzazione e la delega per la redazione di un testo unico su start-up e PMI innovative.

Riordino della disciplina dei confidi

Uno dei capitoli più rilevanti della Legge riguarda la delega al Governo per il riordino e la semplificazione dell’intera disciplina dei confidi, da attuarsi entro dodici mesi mediante uno o più decreti legislativi.

L’intervento tende a modernizzare un settore che, negli ultimi anni, ha progressivamente perso centralità nel sistema delle garanzie a favore delle imprese, anche per effetto dell’espansione delle garanzie pubbliche e delle trasformazioni del mercato del credito.

Tra i principali criteri direttivi indicati dal legislatore figurano:

  • il rafforzamento del ruolo dei confidi nell’attività di garanzia e nei servizi finanziari alle PMI;
  • l’ampliamento della compagine sociale anche a soggetti diversi da PMI e professionisti;
  • la revisione dei requisiti per l’iscrizione all’Albo degli intermediari finanziari ex art. 106 TUB;
  • la promozione di processi di aggregazione e integrazione tra confidi;
  • lo sviluppo di attività di consulenza e assistenza finanziaria a favore delle imprese associate.

La riforma si inserisce nel più ampio obiettivo di rafforzare i canali di accesso al credito per le imprese di minori dimensioni, valorizzando il ruolo degli intermediari specializzati nella mitigazione del rischio.

Cartolarizzazioni e finanza alternativa alle imprese

Un secondo ambito di intervento riguarda la disciplina delle cartolarizzazioni dei crediti, con modifiche alla Legge n. 130/1999 volte a rendere più flessibile l’utilizzo di questo strumento finanziario.

In particolare, le nuove disposizioni prevedono:

  • l’estensione della disciplina alle cartolarizzazioni di crediti;
  • la possibilità di includere nella segregazione patrimoniale i beni dai quali derivano i crediti oggetto dell’operazione;
  • la possibilità di realizzare la segregazione anche tramite società veicolo.

Le modifiche consentono inoltre di valorizzare finanziariamente beni presenti in magazzino e flussi economici futuri, ampliando il campo applicativo delle operazioni di finanza strutturata.

Nel contesto di progressiva riduzione del credito bancario tradizionale alle PMI, tali strumenti possono assumere un ruolo crescente nell’ambito della finanza alternativa, consentendo a investitori istituzionali e operatori di private capital di finanziare il sistema produttivo mediante soluzioni più sofisticate.

Reti di imprese

Tra le principali novità figura la sospensione d’imposta sugli utili destinati ai contratti di rete. Infatti, per il triennio 2026-2028 le imprese che aderiscono a un contratto di rete potranno accantonare parte degli utili in una riserva destinata agli investimenti previsti dal programma comune di rete senza che tali utili concorrano alla formazione del reddito imponibile. L’importo che non concorre alla formazione del reddito d’impresa non potrà superare il limite di 1.000.000 euro per ciascuna impresa e tali utili dovranno essere destinati al fondo patrimoniale allocandoli in bilancio in una corrispondente riserva, con puntuale informativa nella nota integrativa.

Start-up e PMI innovative

La Legge annuale sulle PMI interviene anche sull’ecosistema dell’innovazione, prevedendo una delega al Governo per il riordino e la codificazione della disciplina relativa a start-up innovative, PMI innovative, incubatori e acceleratori.

L’obiettivo è giungere alla redazione di un testo unico di settore, che coordini e semplifichi una normativa stratificata negli ultimi anni, sovente frammentata e farraginosa. In questo ambito si inseriscono anche le evoluzioni normative già avviate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha recentemente fornito chiarimenti interpretativi sui requisiti di accesso e sulla permanenza nella sezione speciale del Registro delle imprese dedicata alle start-up innovative.

Il riordino normativo punta a rafforzare il trasferimento tecnologico tra ricerca e sistema produttivo, favorendo al tempo stesso l’attrazione di capitali di venture capital e lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali ad alto contenuto innovativo.

Implicazioni per professionisti e mercato finanziario

Nel complesso, la nuova Legge annuale sulle PMI rappresenta un intervento di sistema volto a rafforzare il quadro finanziario a supporto delle imprese.

Le misure introdotte incidono su diversi livelli:

  • rafforzamento del sistema delle garanzie attraverso il rilancio dei Confidi;
  • ampliamento degli strumenti di finanza strutturata tramite la riforma delle cartolarizzazioni;
  • semplificazione del novero regolatorio su start-up e PMI innovative.

Il legislatore ha colmato un vuoto, allineando l’Italia agli standard UE (SME Relief Package – Strategia per le PMI per un’Europa sostenibile e digitale). Tuttavia, il successo dipenderà dall’attuazione delle deleghe legislative previste dal provvedimento, che nei prossimi mesi dovrà tradursi in atti concreti per rendere effettivo il rafforzamento del mercato del credito e del private capital a favore delle PMI italiane.

In conclusione, per i professionisti (commercialisti, consulenti finanziari e advisor) le novità possono tradursi in nuove opportunità operative nella strutturazione di operazioni di finanza alternativa, nell’assistenza alle imprese nell’accesso al credito e nel supporto alla raccolta di capitali anche per iniziative imprenditoriali innovative.

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