CIRCOLARE MONOGRAFICA
Lo sportello è aperto dal 12 marzo 2026 al 17 aprile 2026 alle ore 17.00, il termine finale è perentorio
A CURA DI STUDIOMARINI.NET | 18 MARZO 2026
Il Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua negli Studi Professionali ha pubblicato l’Avviso n. 3/2026 con il quale vengono stanziate risorse economiche al fine di promuovere interventi formativi organizzati dagli enti attuatori e rivolti a più studi/aziende con comuni bisogni formativi.
La dotazione complessiva è pari a 1 milione di euro, così ripartita: euro 600.000 per iniziative dedicate alle attività professionali; euro 400.000 per iniziative rivolte ad altri settori economici.
Ogni piano potrà ricevere dal Fondo un finanziamento massimo di euro 20.000 sviluppandosi in uno o più progetti, ciascuno dei quali potrà coinvolgere un numero di partecipanti compreso tra 6 e 20, con una durata dalle 8 alle 40 ore.
La misura è rivolta esclusivamente agli studi professionali/aziende aderenti al Fondo o che intendano iscriversi prima dell’avvio dell’attività.
Premessa
Com’è noto, Fondoprofessioni finanzia la formazione continua dei dipendenti degli Studi/Aziende, individuando forme di semplificazione nell’accesso ai contributi e rispondendo alle specifiche esigenze di sviluppo delle competenze.
Il suddetto Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua negli Studi professionali e nelle Aziende collegate – istituito a seguito dell’Accordo interconfederale del 7 novembre 2003 tra Confprofessioni, Confedertecnica, Cipa e Cgil, Cisl, Uil e riconosciuto dal Ministero del Lavoro con Decreto n. 408/03 del 29 dicembre 2003 – opera nel rispetto della Circolare Anpal n. 1/2018 e della vigente normativa.
Il Consiglio di Amministrazione di Fondoprofessioni – con Delibera 25 febbraio 2026 – ha approvato la pubblicazione dell’Avviso 3/2026, dedicato al finanziamento di Piani formativi pluriaziendali.
L’iniziativa si colloca nel quadro delle politiche attive del lavoro e della formazione continua, con una particolare attenzione alla struttura della platea di riferimento del Fondo, composta in larga parte da studi professionali e microimprese.
Nell’analisi che segue, si dettaglieranno le specifiche dell’Avviso n. 3/2026.
Obiettivi dell’avviso ed ambiti di intervento
L’Avviso n. 3/2026 finanzia esclusivamente piani pluriaziendali, escludendo espressamente i Piani monoaziendali.
La finalità primaria è quella di sostenere la crescita delle competenze dei dipendenti di studi e imprese aderenti, attraverso interventi coerenti con le evoluzioni del mercato del lavoro e con i processi di trasformazione digitale e organizzativa in atto.
Gli ambiti formativi finanziabili sono puntualmente elencati e rappresentano un perimetro chiuso.
Tra i principali, si segnalano:
– digitalizzazione e innovazione tecnologica;
– utilizzo dell’intelligenza artificiale;
– data analysis;
– innovazione organizzativa e di processo;
– formazione contabile, fiscale e giuslavoristica;
– competenze legali e medico-sanitarie;
– economia verde e sostenibilità ESG;
– marketing e customer care;
– competenze linguistiche;
– sviluppo delle competenze trasversali (soft skills).
Elemento distintivo dell’Avviso è l’obbligo di costruire il piano attorno a obiettivi di apprendimento misurabili, individuati a seguito di un’analisi dei fabbisogni formalizzata nel formulario.
Il processo formativo deve articolarsi in tre fasi fondamentali:
- definizione degli obiettivi di apprendimento, con indicazione puntuale delle competenze attese;
- valutazione finale degli apprendimenti, mediante prove strutturate, semistrutturate o pratiche;
- rilascio di un’attestazione trasparente e spendibile delle competenze acquisite.
I soggetti coinvolti nell’Avviso n. 3/2026: beneficiari, destinatari ed attuatori
Sono soggetti beneficiari degli interventi in commento esclusivamente gli studi professionali e le aziende aderenti a Fondoprofessioni, mediante la destinazione del contributo di cui all’art. 12, Legge n. 160/1975.
L’adesione al Fondo deve risultare attiva prima dell’avvio delle attività formative e deve essere mantenuta per tutta la durata del piano, almeno sino alla conclusione delle verifiche rendicontative.
La verifica dell’adesione avviene tramite il Cassetto previdenziale INPS, ed è onere dell’Ente attuatore accertarne la regolarità.
L’Avviso distingue due linee (“Attività professionali” e “Altri settori”) alle quali gli enti beneficiari devono essere correttamente ricondotti in base al settore di appartenenza, senza possibilità di presentare piani “misti”.
Tale elemento incide sia sull’ammissibilità sia sulla formazione delle graduatorie.
I destinatari dei piani formativi ammissibili sono i dipendenti con contratto a tempo determinato/indeterminato o di apprendistato, provenienti dagli Studi/Aziende aderenti al Fondo.
I piani formativi sono rivolti unicamente agli Studi/Aziende aderenti a Fondoprofessioni, attraverso la destinazione del contributo di cui all’art. 12 della Legge n. 160/1975, così come modificato dall’art. 25 della Legge quadro n. 845/1978 e s.m.i., che abbiano provveduto all’iscrizione prima della presentazione del piano formativo.
I datori di lavoro che applicano il Ccnl Studi professionali e aderiscono integralmente alla bilateralità possono chiedere ad Ebipro (l’Ente bilaterale di settore), il rimborso del 100% della retribuzione sostenuta dei dipendenti in formazione, fino a un massimo di 40 ore annue a dipendente, nel caso di partecipazione ai piani formativi finanziati tramite Fondoprofessioni.
L’Ente proponente è il singolo Studio/Azienda che richiede contributi per la partecipazione del proprio personale ai corsi presenti all’interno di cataloghi formativi approvati dal Fondo, scegliendo tra le iniziative programmate.
L’Ente proponente coincide con l’Ente beneficiario.
L’Ente proponente deve essere regolarmente aderente a Fondoprofessioni, attraverso la destinazione del contributo, ex art. 12, Legge n. 160/1975, così come modificato dall’art. 25, Legge quadro n. 845/1978 e s.m.i., prima dell’avvio dell’attività formativa. Il Fondo non erogherà risorse in mancanza dei suddetti requisiti.
L’Ente attuatore è inteso come il titolare del catalogo formativo accreditato. Tutti i cataloghi formativi dell’ente attuatore presentati e le eventuali integrazioni mensili di corsi, sono oggetto di valutazione qualitativa di conformità da parte di una Commissione, con successiva comunicazione/pubblicazione degli esiti da parte del Fondo.
L’Ente attuatore ha la responsabilità di verificare, tramite il “Cassetto previdenziale”, che l’Ente proponente abbia effettivamente aderito nei termini previsti dall’Avviso. In caso di mancato rispetto dei termini, il piano formativo non potrà essere finanziato.
È previsto un limite massimo di euro 60.000 complessivi presentabili da ciascun ente attuatore sull’avviso. Il superamento di tale soglia determina l’ammissibilità dei piani secondo l’ordine cronologico di presentazione fino a concorrenza dell’importo consentito.
Inoltre, è possibile coinvolgere nella realizzazione del piano formativo:
- Enti delegati, laddove siano previsti interventi che richiedano il ricorso ad attività specialistiche. L’Ente attuatore dovrà prevedere l’eventuale delega di parte dell’attività a terzi nella fase di presentazione del piano formativo, rispettando quanto stabilito dal Consiglio di Stato e richiamato all’interno della Circolare Anpal n. 1/2018;
- Enti partner che, operando fuori dal regime di delega, possano arricchire e rafforzare l’attività dell’Ente attuatore, rappresentando un valore aggiunto per il piano formativo.
Nel caso di Ente/soggetto qualificato o partner, l’Ente Attuatore ne definirà in fase progettuale di presentazione le aree di attività e l’entità economica.
I piani formativi finanziati a valere sull’Avviso 3/2026 rientrano nell’ambito della disciplina sugli Aiuti di Stato, con conseguente obbligo di individuare, in fase di presentazione, il regime di aiuto applicabile.
L’ente attuatore deve indicare espressamente nel formulario il regime prescelto tra quelli ammessi dall’avviso, che comprendono:
- il Regolamento UE n. 2831/2023 – de minimis;
- il Regolamento UE n. 651/2014 – Aiuti alla formazione;
- il Regolamento UE n. 3118/2024 – Produzione agricola;
- il Regolamento UE n. 717/2014 – Pesca e acquacoltura.
La scelta del regime non è un adempimento formale, ma incide in modo sostanziale sulle condizioni di accesso al contributo, sugli obblighi documentali e sulle modalità di gestione finanziaria del piano.
Termini e modalità di presentazione dei Piani formativi
La presentazione dei piani formativi a valere sull’Avviso 3/2026 avviene esclusivamente tramite la piattaforma informatica di Fondoprofessioni.
Non sono ammesse modalità alternative di trasmissione.
Lo sportello è aperto dal 12 marzo 2026 al 17 aprile 2026 alle ore 17.00. Il termine finale è perentorio: oltre tale orario non sarà possibile inoltrare la domanda.
È obbligatoria la preventiva condivisione con le parti sociali, secondo il protocollo vigente.
Solo dopo la formalizzazione dell’accordo è possibile procedere con l’invio del piano.
Il formulario elettronico richiede l’inserimento dei dati generali, la descrizione dell’analisi dei fabbisogni, la definizione degli obiettivi di apprendimento, l’articolazione dei progetti, la scelta del regime di aiuto e la compilazione della scheda finanziaria.
Alla domanda devono essere allegati:
– la domanda di finanziamento sottoscritta;
– il documento di identità del legale rappresentante;
– il verbale di accordo con le parti sociali;
– la documentazione dell’ente proponente.
La completezza documentale è condizione essenziale: l’assenza anche di un solo documento obbligatorio comporta l’esclusione in sede di istruttoria.
In seguito alla presentazione dei Piani formativi, la struttura del Fondo procede con l’istruttoria di ammissibilità, in base all’ordine cronologico di ricezione, per verificare la correttezza/completezza della documentazione trasmessa.
Riferimenti normativi:
- ANPAL, Circolare 10 aprile 2018, n. 1
- Fondoprofessioni, Avviso n. 03/2026 “Piani formativi pluriaziendali”
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