4° Contenuto riservato: Perplexity Computer: quando l’IA smette di rispondere e inizia a lavorare

EVOLUZIONE/NOVITÀ

DI PAOLO MERZEK | 6 MAGGIO 2026

Nel febbraio 2026 Perplexity ha lanciato Computer, un sistema che non risponde alle domande ma esegue compiti complessi coordinando fino a 19 modelli di intelligenza artificiale in parallelo. Non è un chatbot, non è un agente tradizionale: è qualcosa di strutturalmente diverso. Questo articolo spiega cosa significa concretamente per uno studio professionale, cosa può fare oggi, cosa non può fare ancora e quanto costa davvero.

L’IA che finora abbiamo usato: uno strumento brillante, ma passivo

Chi di noi ha iniziato a usare gli strumenti di intelligenza artificiale negli ultimi due o tre anni conosce bene quella sensazione: fai una domanda, ottieni una risposta. Poni un problema, ricevi un’analisi. Carichi un contratto, ti arriva un riassunto. È utile, a volte molto utile. Ma il professionistaresta il motore dell’operazione: sei tu che devi sapere cosa chiedere, quando chiederlo, come interpretarlo, e poi fare qualcosa con il risultato.

Questa modalità di lavoro – l’IA come oracolo da consultare – ha dominato la prima fase dell’adozione tecnologica negli studi professionali. ChatGPT ti aiuta a stendere una lettera. Claude ti analizza un contratto. Perplexity ti trova le fonti normative aggiornate. Strumenti eccellenti, ciascuno nel proprio perimetro.

Poi, il 25 febbraio 2026, Perplexity ha annunciato qualcosa di diverso. Qualcosa che merita di essere capito con attenzione, senza entusiasmi esagerati ma anche senza sottovalutarlo. Si chiama Perplexity Computer. E la differenza con tutto quello che è venuto prima non è di grado, è di natura.

La distinzione che il CEO di Perplexity, Aravind Srinivas, usa per spiegarlo è questa: Perplexity risponde. Computer lavora. In questa frase c’è tutto quello che serve capire per valutare se questo strumento ha senso per il tuo studio.

Cos’è Perplexity Computer: la metafora del direttore d’orchestra

Immagina di avere a disposizione una piccola squadra di specialisti, ciascuno molto bravo in un ambito diverso: uno eccelle nella ricerca e sintesi di fonti normative, uno è imbattibile nella redazione di testi complessi, uno gestisce meglio i dati numerici, uno è velocissimo per compiti semplici e ripetitivi. Il problema è che devi coordinarli tu: capire chi chiamare, quando, con quali istruzioni, e poi assemblare il risultato finale.

Perplexity Computer fa esattamente questo, ma in automatico. È un sistema che, ricevuto un obiettivo, lo scompone in sotto-compiti, assegna ciascuno al modello di intelligenza artificiale più adatto tra quelli disponibili, coordina il tutto in parallelo o in sequenza a seconda delle dipendenze logiche e restituisce un risultato finale strutturato. Il tutto senza che tu debba sapere quale modello sta usando in ogni momento.

Per farlo, Computer orchestra 19 modelli di intelligenza artificiale diversi: Claude Opus 4.6 come motore di ragionamento centrale, Gemini per la ricerca approfondita, modelli specializzati per la generazione di immagini e video, Grok per i compiti veloci e leggeri, GPT per il richiamo di contesti molto lunghi. Non usa un modello universale: usa il modello giusto per ogni pezzo del lavoro.

Il CEO Srinivas ha citato Steve Jobs per spiegare la filosofia: i musicisti suonano i loro strumenti, lui dirige l’orchestra. È un’immagine calzante. Computer non è uno strumento che suona: è il direttore che fa suonare gli altri.

Dal punto di vista tecnico, ogni compito viene eseguito in un ambiente isolato nel cloud: ha accesso a un browser reale, a un filesystem dedicato e può connettersi con oltre 400 applicazioni esterne. Si integra con Gmail, Outlook, Slack, Notion, Snowflake, Salesforce, GitHub e molte altre. Può operare in modo asincrono, cioè lavorare in background mentre tu fai altro, e può gestire workflow che durano ore, giorni, o anche mesi con attività programmate e ricorrenti.

Perché è diverso da un chatbot tradizionale – e anche dagli agenti che conosciamo

Per capire davvero la novità, vale la pena fermarsi un momento a distinguere tre categorie di strumenti che spesso vengono confuse tra loro nel dibattito comune.

Il chatbot classico – ChatGPT, Claude, Gemini nella loro versione base – funziona in modo sincrono e monodirezionale. Riceve una domanda, elabora una risposta, si ferma. Ogni interazione è un atto a sé. Se vuoi fare qualcosa di più complesso, devi frammentare tu il problema in più domande, tenere traccia tu dei risultati intermedi, e assemblare tu il tutto alla fine.

L’agente tradizionale è un passo avanti: può eseguire una sequenza di azioni in autonomia, leggere file, fare ricerche, compilare form. Ma di solito lavora con un singolo modello, ha capacità limitate di coordinamento e richiede supervisione frequente. È come avere un collaboratore capace ma che deve tornare da te ogni dieci minuti per confermare il passo successivo.

Perplexity Computer è una terza categoria. Riceve un obiettivo, non un compito singolo. Crea autonomamente i sotto-agenti necessari per raggiungerlo. Assegna a ciascuno il modello più adatto. Gestisce le dipendenze logiche tra i vari passaggi. Contatta l’utente solo quando è strettamente necessario – ad esempio per una decisione che richiede giudizio umano, o per un’approvazione su un’azione particolarmente critica. Per il resto, lavora in autonomia.

La distinzione pratica è rilevante per noi professionisti. Un chatbot ti aiuta a scrivere una lettera. Un agente potrebbe raccogliere i dati necessari per scriverla. Computer potrebbe ricevere l’obiettivo “prepara la comunicazione periodica ai clienti sull’aggiornamento normativo X”, raccogliere autonomamente le fonti aggiornate, strutturare il documento, adattare il tono a diversi profili di destinatario e consegnarti una bozza quasi definitiva per la tua revisione finale.

Quanto costa e come si accede

Prima di parlare di casi d’uso pratici, è importante essere chiari sul costo, perché non è una variabile trascurabile.

Perplexity ha una struttura di abbonamenti articolata:

PianoCosto mensileAccesso a ComputerNote
FreeGratuitoNoRicerca base con citazioni
Procirca 17 €/meseCrediti prova limitati4.000 crediti prova (scad. maggio 2026)
Maxcirca 200 €/meseSì, completoAccesso pieno a tutti i modelli e workflow
Enterprise Maxcirca 325 €/posto/meseSì, con governancePer organizzazioni, con audit trail e compliance

Il dato che salta subito all’occhio è il costo del piano Max: 200 euro al mese è una cifra significativa, non paragonabile alle sottoscrizioni base degli altri strumenti AI. È un posizionamento deliberato: Perplexity non sta cercando di acquisire utenti di massa, sta puntando a professionisti e aziende che fanno “decisioni che spostano il PIL”, come ha dichiarato pubblicamente la stessa azienda.

Va detto che Computer funziona con un sistema a crediti, non con un numero fisso di operazioni. Ogni workflow consuma crediti in base alla sua complessità e alla durata. Un’analisi parallela su cinque fonti diverse che produce un report di 18 pagine in PDF ha richiesto, nei test condotti da revisori indipendenti, circa 810 crediti e quasi 15 minuti di elaborazione. Fermare un workflow a metà, peraltro, consuma anch’esso crediti – un aspetto che vale la pena tenere presente nella pianificazione.

Per uno studio professionale che voglia sperimentare con attenzione, il suggerimento pratico è di partire con il piano Pro durante il periodo di prova con crediti gratuiti, usarlo su workflow reali ma non critici, misurare il consumo effettivo di crediti, e solo allora valutare se il piano Max è giustificato dal valore generato. Non è uno strumento da adottare alla cieca.

Cosa può fare concretamente per il tuo studio: quattro scenari reali

La domanda che ogni professionista deve porsi non è “Perplexity Computer è potente?” – la risposta è sì, chiaramente. La domanda giusta è: “Ha senso nel mio lavoro quotidiano?” Proviamo a rispondere con scenari concreti, non con esempi generici.

Scenario 1 – Monitoraggio normativo automatizzato e continuativo

Uno dei compiti più logoranti per chi gestisce uno studio professionale è tenersi aggiornati in modo sistematico. Non basta leggere le circolari dell’Agenzia delle Entrate quando arrivano: bisogna capire cosa cambia rispetto alla normativa precedente, quali clienti ne sono impattati e preparare comunicazioni adeguate per ciascun profilo.

Computer può essere impostato per eseguire questo workflow su base periodica, ad esempio settimanale. Non una ricerca manuale ogni volta, ma un processo che si attiva da solo, raccoglie le fonti pertinenti (circolari, risoluzioni, prassi consolidata, commenti autorevoli), le confronta con un archivio di riferimento, identifica le novità materiali, le classifica per area di impatto e produce una sintesi strutturata pronta per essere revisionata dal professionista.

Esempio di prompt operativo – Monitoraggio normativo settimanale
“Sei il mio assistente di monitoraggio normativo fiscale. Ogni lunedì mattina esegui questo workflow: (1) Cerca tutte le circolari, risoluzioni e comunicati dell’Agenzia delle Entrate, del MEF e del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti pubblicati negli ultimi 7 giorni. (2) Per ciascun documento, identifica: area normativa di riferimento (IRPEF, IVA, società, lavoro autonomo, ecc.), novità rispetto alla normativa previgente, categorie di clienti potenzialmente impattate. (3) Produci un report settimanale in formato Word con: sommario esecutivo (max 1 pagina), schede normative per ciascun documento rilevante, semaforica di urgenza (Alta/Media/Bassa) per ciascuna novità. (4) Invia il report alla mia email. Usa solo fonti ufficiali e verifica sempre la data di pubblicazione.”

Il valore non è nella velocità del singolo compito – anche un collaboratore esperto potrebbe fare questa ricerca.

Il valore è nella consistenza: il workflow si esegue ogni volta allo stesso modo, senza dimenticanze, senza variazioni di qualità legate alla stanchezza o al carico di lavoro del giorno.

Scenario 2 – Analisi parallela di documenti multipli per operazioni straordinarie

Chi ha seguito clienti in operazioni di fusione, acquisizione, o anche semplicemente nella due diligence prima di un passaggio generazionale, sa quanto sia onerosa la fase di analisi documentale. Decine di contratti di fornitura, decine di visure, bilanci pluriennali, atti societari: tutto deve essere letto, classificato e riportato in una tabella di sintesi che evidenzi i rischi.

Qui la capacità di Computer di eseguire analisi parallele su documenti multipli diventa particolarmente rilevante. Non si tratta di caricare un documento e chiedere un riassunto – quello lo fanno già i chatbot. Si tratta di caricare trenta contratti contemporaneamente, definire una griglia di analisi e ricevere una tabella strutturata dove ciascuna riga rappresenta un contratto e ciascuna colonna un fattore di rischio.

Esempio di prompt operativo – Due diligence contrattuale
“Ho caricato 28 contratti di fornitura della società Target s.r.l.. Obiettivo: produrre la tabella di due diligence per la valutazione di acquisizione. Analizza ciascun contratto e crea una tabella Excel con le seguenti colonne: (1) Fornitore, (2) Data di stipula, (3) Data di scadenza, (4) Valore annuo stimato in euro, (5) Presenza di clausola Change of Control – se sì, specifica se richiede consenso preventivo del fornitore, (6) Penale per recesso anticipato, (7) Rinnovo automatico – se sì, con quanti giorni di preavviso per il diniego, (8) Note critiche. Per ogni campo incerto o ambiguo, scrivi “DA VERIFICARE” invece di inventare dati. Alla fine della tabella, aggiungi una sezione di sintesi con i 5 contratti a rischio più elevato e la motivazione.”

Nei test condotti da revisori indipendenti, un workflow di questo tipo – 5 agenti paralleli che raccolgono e sintetizzano dati per produrre un report di 18 pagine – ha richiesto circa 15 minuti di elaborazione. Il confronto con il tempo umano necessario per lo stesso compito è evidente.

Un avvertimento fondamentale: Computer può sbagliare nell’interpretare clausole ambigue e può non riconoscere costruzioni contrattuali non standard. La tabella che produce è una bozza avanzata, non un parere professionale. La responsabilità professionale dell’analisi rimane interamente in capo al commercialista o all’avvocato che la firma.

Scenario 3 – Preparazione di comunicazioni personalizzate ai clienti

Uno dei servizi a più alto valore percepito per il cliente – e uno dei più logoranti in termini di tempo per lo studio – è la comunicazione personalizzata in occasione di novità normative rilevanti. Non la circolare generica che nessuno legge, ma la lettera che spiega al cliente Mario Rossi, imprenditore con reddito X e struttura societaria Y, cosa cambia concretamente per lui.

Computer può supportare questo processo in modo strutturato. Non sostituisce il giudizio professionale sulla situazione specifica del cliente, ma può azzerare il tempo di redazione della bozza una volta che il professionista ha definito i parametri di segmentazione.

Esempio di prompt operativo – Comunicazione IRPEF personalizzata
“Ho caricato un file Excel con i dati fiscali dei miei 45 clienti principali: regime fiscale, tipologia di reddito prevalente, fascia di reddito, presenza di familiari a carico, oneri detraibili stimati. Ho anche caricato il testo degli articoli rilevanti della Legge di Bilancio 2026 sulle nuove aliquote IRPEF e il prospetto delle detrazioni. Esegui il seguente workflow: (1) Classifica i clienti in 4 segmenti in base all’impatto atteso della riforma: Impatto alto positivo, Impatto basso positivo, Impatto neutro, Impatto negativo. (2) Per ciascun segmento, redigi un template di lettera di comunicazione in italiano professionale, con tono diretto ma non allarmistico. (3) Per i clienti nel segmento “Impatto negativo”, aggiungi un paragrafo specifico che suggerisce di fissare un appuntamento per una pianificazione fiscale personalizzata. (4) Produci un file Word per ciascun template, con i campi variabili indicati tra parentesi quadre [NOME CLIENTE], [IMPORTO STIMATO], ecc.”

Questo tipo di workflow elimina le ore di redazione manuale e garantisce coerenza di messaggio tra tutti i clienti dello stesso segmento. Il professionista rivede e personalizza dove necessario, ma parte da una bozza già strutturata e contestualizzata.

Scenario 4 – Ricerca e benchmarking per consulenza aziendale

Molti studi professionali offrono, oltre ai servizi fiscali e contabili tradizionali, forme di consulenza aziendale e di business advisory. In questo contesto, la capacità di raccogliere rapidamente dati di mercato, benchmark settoriali e analisi comparative è spesso determinante per la qualità del servizio.

Computer è particolarmente adatto a questo tipo di workflow perché può combinare ricerca web in tempo reale, accesso a database specializzati (il piano Enterprise integra fonti come Statista, CB Insights e PitchBook) e produzione di output strutturati in formati professionali.

Esempio di prompt operativo – Analisi settoriale per business plan
“Il mio cliente vuole aprire una società di servizi logistici specializzata nell’ultimo miglio nella provincia di Milano. Devo supportarlo nella redazione del business plan. Esegui il seguente workflow di ricerca: (1) Raccogliere dati aggiornati sul mercato della logistica dell’ultimo miglio in Italia: dimensione del mercato 2025-2026, tasso di crescita atteso, principali player nazionali e locali. (2) Identificare i principali KPI di settore: margini operativi medi, costo medio per consegna, tasso di resa, numero medio di consegne giornaliere per operatore. (3) Analizzare i principali fattori di rischio settoriale: normativa ambientale sulle ZTL, costi carburante, concorrenza delle piattaforme internazionali. (4) Produrre un report in Word di 8-10 pagine con tabelle e dati citati alla fonte, strutturato secondo lo schema: Executive Summary / Analisi di mercato / Analisi competitiva / Fattori di rischio / Fonti.”

Anche in questo caso, il professionista resta il garante della qualità e dell’accuratezza del documento finale. Computer produce la struttura e raccoglie i dati; il commercialista verifica, integra con la conoscenza specifica del cliente e firma il documento.

Come si posiziona rispetto agli altri strumenti che già usiamo

Una domanda legittima a questo punto è: se ho già ChatGPT, o Claude, o il vecchio Perplexity, cosa cambia davvero con Computer? Vale la pena spendere due parole su questo, senza fare classifiche inutili ma cercando di essere concreti.

StrumentoCosa fa beneCosa non faCosto orientativo
Perplexity (base/Pro)Ricerca rapida con fonti citate, aggiornamento in tempo realeWorkflow complessi, parallelismo, azioni autonomeGratuito / ~17€/ mese
ChatGPT (GPT-5.2)Versatilità generalista, creatività, coding, ecosistema MicrosoftOrchestrazione multi-modello, workflow asincroni lunghi~20-30€ / mese (Pro)
Claude (Sonnet/Opus)Testi complessi, analisi documentale lunga, ragionamento prudenteRicerca web nativa integrata in workflow autonomi~20€ / mese (Pro)
Perplexity ComputerWorkflow multi-step, orchestrazione 19 modelli, azioni asincroneSostituire il giudizio professionale, calcoli attuariali complessi~200€ / mese (Max)

La scelta non è “Computer invece di Claude” o “Computer invece di Perplexity”. È piuttosto una questione di livello di complessità del compito.

Per una risposta rapida su una norma fiscale, Perplexity base o Claude vanno benissimo. Per un workflow che dura ore, coordina più fonti, produce un output strutturato e si ripete ogni settimana in automatico, Computer ha un valore che gli altri strumenti non hanno.

Ambiente sicuro e governance: aspetti critici per il professionista

Per chi lavora con dati riservati – e lo studio professionale di un commercialista lavora quasi esclusivamente con dati riservati – la questione della sicurezza non è accessoria. È centrale.

Perplexity dichiara che Computer opera in un ambiente isolato nel cloud (sandbox), con le seguenti caratteristiche di sicurezza che meritano di essere conosciute:

  • Ogni sessione di lavoro avviene in un ambiente computazionale separato, senza accesso ai dati di sessioni precedenti o di altri utenti.
  • Le azioni considerate sensibili – invio di email, modifica di file, accesso a connettori esterni – richiedono approvazione esplicita dell’utente prima di essere eseguite.
  • Ogni sessione genera un audit trail completo, con registro delle azioni eseguite, dei modelli utilizzati, e dei dati acceduti.
  • È presente un meccanismo di interruzione immediata (kill switch) per fermare un workflow in qualsiasi momento.

Questi meccanismi sono necessari, ma non sufficienti per una piena conformità GDPR in ambito professionale.

Alcune considerazioni pratiche che ogni commercialista dovrebbe tenere presenti prima di usare Computer con dati reali dei clienti:

  • Anonimizzazione preventiva: prima di caricare qualsiasi documento su Computer, rimuovi o sostituisci i dati identificativi dei clienti (codici fiscali, indirizzi, denominazioni sociali) con identificatori fittizi. Questo vale anche per i piani Enterprise, che offrono maggiori garanzie ma non azzerano il rischio.
  • Verifica della base contrattuale: il GDPR richiede che il trasferimento di dati personali a un sistema esterno sia supportato da una base giuridica adeguata. Se il tuo studio non ha già una DPA (Data Processing Agreement) con Perplexity, non usare Computer con dati identificativi dei clienti.
  • Linee guida del Garante Privacy: il Garante per la Protezione dei Dati personali ha emesso indicazioni crescenti sull’uso di sistemi AI da parte di professionisti con accesso a dati sensibili. Prima dell’adozione, è opportuno verificare le linee guida aggiornate e, se necessario, consultare il DPO dello studio.
  • Piano Enterprise vs Max: se lo studio conta più di 5-10 professionisti che usano regolarmente Computer, il piano Enterprise Max (circa 325 euro per posto al mese) offre garanzie significativamente più robuste in termini di governance, audit e conformità. Il costo è più elevato, ma giustificato in contesti professionali strutturati.

I limiti attuali che bisogna conoscere

Vediamo ora alcuni dei limiti che vanno conosciuti a Perplexity Computer.

Le allucinazioni non sono scomparse

Computer orchestra modelli linguistici, e i modelli linguistici producono ancora, seppur con frequenza molto ridotta rispetto al passato, risposte errate o inventate.

In un workflow complesso con più agenti in parallelo, un errore in un passaggio intermedio può propagarsi e infettare il risultato finale in modo meno evidente di quanto accadrebbe con un singolo chatbot.

Ogni output di Computer deve essere trattato come bozza avanzata soggetta a revisione professionale, non come risultato definitivo.

I calcoli numerici complessi non sono il suo punto di forza

Computer è un sistema di orchestrazione linguistica. Può impostare la logica di un calcolo, può descrivere la formula da usare, può interpretare il risultato. Ma per calcoli fiscali complessi – pro-rata IVA, calcoli attuariali, simulazioni finanziarie articolate, indici di bilancio su dataset grandi – l’esecuzione numerica effettiva va affidata agli strumenti dedicati (Excel, software gestionali).

Usare Computer per calcoli critici senza validazione numerica indipendente è un rischio che non vale la pena correre.

La qualità dell’output dipende dalla qualità dell’input

Computer è molto più potente di un chatbot, ma vale ancora il principio fondamentale del prompt engineering: garbage in, garbage out.

Un obiettivo definito in modo vago produce un workflow vago. Un obiettivo ben strutturato, con contesto adeguato e output esplicitamente specificato, produce risultati notevolmente migliori.

Questo significa che c’è una curva di apprendimento non banale: i primi workflow che costruirai probabilmente non saranno ottimali, e avrai bisogno di iterare.

Il costo può diventare significativo su workflow intensivi

Il sistema a crediti è flessibile ma rende difficile prevedere con precisione il costo mensile effettivo.

Workflow lunghi e complessi consumano molti crediti. Fermare un workflow consuma crediti. Cambiare obiettivo a metà percorso consuma crediti. Per uno studio che usa Computer in modo intensivo su più workflow settimanali, il costo del piano Max da 200 euro al mese potrebbe non essere sufficiente.

Prima di impegnarsi su abbonamenti a lungo termine, è prudente un periodo di test controllato.

La versione Windows è ancora assente

Alla data di questo art.icolo la versione Personal Computer (quella con accesso ai file locali del dispositivo) è disponibile solo su Mac.

Gli utenti Windows possono accedere alla versione cloud, ma non all’integrazione con file locali.

Per gli studi che lavorano interamente in ambiente Windows – che in Italia sono la maggioranza – questo è un limite operativo concreto, destinato a essere risolto ma ancora presente.

Cosa cambia davvero nel lavoro quotidiano dello studio

Al netto delle singole funzionalità, la domanda più importante è: se adotto Computer in modo intelligente, cosa cambia nella struttura del mio lavoro?

La risposta onesta è che cambia il rapporto tra tempo di esecuzione e tempo di supervisione.

Oggi, per la maggior parte dei compiti di analisi e redazione, il professionista dedica gran parte del suo tempo all’esecuzione – cercare fonti, leggere documenti, scrivere testi, assemblare report. Con Computer, quella quota si riduce.

Quello che rimane, e che è irreducibile, è la supervisione e il giudizio: verificare che il workflow abbia prodotto qualcosa di corretto, integrare le conoscenze specifiche del cliente che il sistema non può avere e firmare il risultato assumendosene la responsabilità professionale.

Questo spostamento non è automaticamente un vantaggio per tutti.

Per i professionisti che basano il loro valore percepito sulla quantità di lavoro visibile – le ore fatturate, i documenti prodotti – la compressione dei tempi di esecuzione può creare un problema di posizionamento. Per chi invece ha costruito il proprio valore sulla qualità del giudizio e della consulenza, libera risorse preziose.

C’è poi una questione di competitività. Le grandi società di consulenza stanno già sperimentando sistemi di questo tipo su scala enterprise. Non è detto che lo strumento che usano sia Perplexity Computer – ci sono competitor diretti come OpenClaw, Microsoft Copilot in versione agente e soluzioni enterprise costruite su API proprietarie. Ma il punto è che la direzione è chiara: i workflow di analisi documentale e ricerca normativa saranno sempre più automatizzati. Chi arriva prima sviluppa vantaggio competitivo; chi arriva tardi dovrà fare i conti con aspettative di mercato già cambiate.

Il suggerimento pratico, per uno studio di medie dimensioni, non è adottare Computer immediatamente su scala piena. È identificare uno o due workflow specifici – quelli più ripetitivi, quelli dove la variabilità qualitativa è il problema principale, quelli dove il tempo di esecuzione è sproporzionato rispetto al valore generato – e sperimentare su quelli durante il periodo di prova. Misurare il risultato in termini concreti: ore risparmiate, qualità percepita dell’output, crediti consumati. E poi decidere con dati in mano.

Il panorama degli agenti AI nel 2026: dove si colloca Computer

Perplexity Computer non è l’unico sistema di questo tipo sul mercato, e sarebbe intellettualmente disonesto presentarlo come tale. Vale la pena avere un quadro di riferimento, anche sommario, per capire il posizionamento.

OpenClaw, il progetto open source dell’austriaco Peter Steinberg, ha guadagnato visibilità proprio in questo periodo come alternativa radicale: un agente che opera direttamente sul computer locale dell’utente, con pieno accesso a file e applicazioni. Il vantaggio è la flessibilità e il costo zero; lo svantaggio è che richiede competenze tecniche significative per essere configurato e gestito in sicurezza e che ha prodotto in alcuni casi danni irreversibili ai sistemi degli utenti meno esperti. Non è uno strumento adatto a uno studio professionale senza supervisione IT dedicata.

Microsoft Copilot nella versione agente è integrato nell’ecosistema Office 365 e Teams. Per chi vive già in quel mondo, è la scelta naturale. Non ha la flessibilità di orchestrazione multi-modello di Computer, ma ha il vantaggio dell’integrazione nativa con gli strumenti già in uso.

Google ha risposto con agenti integrati in Workspace, con un approccio più conservativo ma più accessibile per chi non vuole affrontare una curva di apprendimento significativa.

Perplexity Computer si distingue per la filosofia multi-modello e per la capacità di orchestrazione su workflow lunghi e complessi. Il CEO Srinivas ha dichiarato che “il multi-modello è il futuro”, e i dati interni di Perplexity sembrano confermarlo: nella loro base clienti enterprise, nessun singolo modello supera il 25% di utilizzo – un segnale che la specializzazione dei modelli è già una realtà, non una previsione.

Conclusione: né paura né entusiasmo – solo valutazione informata

Perplexity Computer è uno strumento reale, non un annuncio. Fa cose che prima non era possibile fare con strumenti commerciali accessibili. Costa significativamente più degli strumenti che abbiamo usato finora. Ha limiti concreti che non vanno minimizzati. Richiede una curva di apprendimento e un investimento iniziale di tempo per essere usato in modo efficace.

Per il commercialista italiano del 2026, la domanda non è se ignorarlo – il mercato si muove troppo velocemente per permettersi questa posizione. La domanda è come valutarlo in modo informato, senza cedere all’entusiasmo acritico né alla resistenza preconcetta.

Il criterio di valutazione più utile è questo: pensa ai due o tre workflow del tuo studio che ti costano più tempo rispetto al valore che generano. Sono analisi documentali ripetitive? Sono comunicazioni periodiche ai clienti che richiedono ricerca e personalizzazione? Sono report di monitoraggio normativo? Se sì, Computer merita una sperimentazione controllata.

Se invece il tuo lavoro è prevalentemente relazionale, di consulenza strategica, di mediazione tra interessi diversi – allora il valore di Computer per te è marginale, almeno nell’uso quotidiano diretto. Potrebbe comunque essere utile come strumento di supporto per collaboratori più junior dello studio.

La tecnologia non cambia cosa siamo come professionisti. Cambia quanto tempo dedichiamo a ciascuna parte del nostro lavoro. E questo, in un’epoca in cui il tempo è la risorsa più scarsa, è già abbastanza per prenderla sul serio.

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