COMMENTO
DI GERARDO URTI | 29 MAGGIO 2026
FonARCom rafforza il sostegno alla formazione continua con la pubblicazione dell’Avviso 01/2026 “Piani Quadro – UCS”, stanziando una dotazione economica complessiva pari a 5 milioni di euro destinata al finanziamento di percorsi formativi rivolti alle imprese aderenti al Fondo. L’iniziativa si inserisce nel più ampio scenario di trasformazione digitale, organizzativa ed energetica che sta interessando il sistema produttivo italiano, con l’obiettivo di sostenere l’aggiornamento delle competenze e accompagnare le aziende nei processi di innovazione e crescita competitiva.
Premessa
L’Avviso introduce un modello particolarmente innovativo basato sui Piani Quadro, strumenti che consentono di superare la tradizionale logica dei singoli progetti formativi rigidamente definiti sin dalla fase iniziale.
Il Fondo punta invece su una progettazione flessibile e progressiva, capace di adattarsi ai fabbisogni reali delle imprese durante tutta la fase attuativa del Piano.
L’impianto della misura evidenzia chiaramente le nuove priorità strategiche del mercato del lavoro e delle imprese. Almeno il 60% del contributo richiesto dovrà infatti essere destinato a percorsi formativi relativi a:
- digitalizzazione d’impresa;
- intelligenza artificiale (AI);
- cybersecurity e data analysis;
- internazionalizzazione;
- innovazione dei processi aziendali;
- sostenibilità ambientale, economica e sociale;
- transizione energetica;
- nuovi modelli organizzativi e manageriali.
Il Fondo prevede inoltre un contributo massimo di 1 milione di euro per Piano Formativo e per Soggetto Proponente, con attività valorizzate tramite il sistema delle Unità di Costo Standard (UCS).
La scelta delle UCS punta a semplificare le procedure amministrative e di rendicontazione, garantendo al contempo maggiore uniformità nella gestione economica dei progetti.
Di particolare interesse è anche l’obiettivo di ampliare la platea delle imprese beneficiarie. Almeno il 25% del contributo dovrà infatti essere destinato ad aziende neoaderenti a FonARCom oppure ad imprese che non abbiano beneficiato recentemente di formazione finanziata.
L’Avviso 01/2026 si presenta quindi come uno strumento strategico non soltanto per gli enti formativi e i consulenti specializzati, ma anche per le PMI che intendono investire nello sviluppo delle competenze come leva di competitività, innovazione e crescita organizzativa.
La nuova logica dei Piani Quadro: formazione più flessibile e vicina alle imprese
Uno degli elementi più innovativi dell’Avviso riguarda la struttura stessa dei Piani Quadro, che rappresentano un’evoluzione significativa rispetto ai tradizionali strumenti di formazione finanziata.
FonARCom evidenzia infatti la volontà di superare il modello basato su singole proposte formative rigidamente definite, introducendo invece una logica fondata sul finanziamento di “pacchetti di attività” suscettibili di essere adattati progressivamente ai fabbisogni reali delle imprese coinvolte.
Si tratta di un’impostazione che riflette in maniera molto chiara le trasformazioni del mercato del lavoro.
Oggi le aziende, soprattutto le PMI, operano in contesti caratterizzati da:
- cambiamenti tecnologici estremamente rapidi;
- evoluzione continua dei modelli organizzativi;
- necessità di aggiornare frequentemente le competenze;
- crescente pressione competitiva internazionale.
In questo scenario, una progettazione formativa “chiusa” rischia spesso di diventare rapidamente obsoleta. Il modello del Piano Quadro consente invece di sviluppare percorsi progressivi e modulabili, permettendo agli enti attuatori di adattare contenuti, metodologie e competenze sulla base delle reali esigenze che emergono durante la vita del Piano.
Per le imprese questo approccio rappresenta un vantaggio particolarmente rilevante. La formazione continua non viene più interpretata esclusivamente come attività episodica o obbligatoria, ma come strumento di:
- sviluppo organizzativo;
- rafforzamento manageriale;
- aggiornamento tecnologico;
- supporto ai processi di crescita;
- accompagnamento alla trasformazione aziendale.
Non a caso FonARCom sottolinea la necessità di:
- stimolare la domanda di formazione;
- leggere le dinamiche economiche territoriali;
- sostenere le imprese di dimensioni minori;
- favorire l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori.
Il Piano Quadro dovrà inoltre coinvolgere aziende localizzate in almeno 3 regioni italiane, confermando la volontà del Fondo di sostenereiniziative con impatto territoriale ampio e capacità di diffusione nazionale.
Le risorse disponibili: fino a 1 milione di euro per Piano
L’Avviso 01/2026 dispone di una dotazione economica complessiva pari a 5 milioni di euro.
FonARCom si riserva inoltre la possibilità di incrementare successivamente le risorse disponibili o prorogare le scadenze previste, previa comunicazione ufficiale sul proprio sito istituzionale.
L’importo massimo richiedibile è particolarmente significativo:
- 1.000.000 euro per ciascun Piano Formativo;
- 1.000.000 euro per ciascun Soggetto Proponente.
Questi massimali consentono la costruzione di programmi formativi articolati, multisettoriali e multiregionali, con un impatto potenzialmente molto elevato sul tessuto produttivo.
Le attività saranno valorizzate tramite il sistema delle Unità di Costo Standard (UCS), metodologia ormai sempre più diffusa nella formazione finanziata perché consente:
- maggiore standardizzazione dei costi;
- semplificazione amministrativa;
- riduzione degli oneri documentali;
- controlli più immediati;
- maggiore trasparenza nella gestione economica.
Tra le principali valorizzazioni previste:
- 180 euro/ora per la formazione d’aula;
- 200 euro/ora per percorsi con messa in trasparenza delle competenze;
- 145 euro/ora per training on the job;
- 105 euro/ora per attività one to one;
- 18 euro/ora allievo per la FAD asincrona.
La scelta di FonARCom appare coerente con la crescente esigenza di semplificare la gestione dei fondi interprofessionali, riducendo il peso burocratico senza compromettere la qualità e la tracciabilità delle attività.
AI, cybersecurity e sostenibilità: le nuove priorità della formazione finanziata
Uno degli aspetti più interessanti dell’Avviso riguarda la forte focalizzazione sulle competenze considerate strategiche per il futuro delle imprese italiane.
FonARCom stabilisce infatti che almeno il 60% del contributo richiesto debba essere destinato a specifiche aree prioritarie.
Tra queste emergono con particolare evidenza:
- intelligenza artificiale (AI);
- cybersecurity;
- data analysis;
- digitalizzazione dei processi aziendali;
- internazionalizzazione;
- sostenibilità ESG;
- economia circolare;
- innovazione tecnologica;
- nuovi modelli organizzativi;
- diversity management;
- lavoro agile.
La centralità attribuita all’AI e alla cybersecurity rappresenta un passaggio particolarmente significativo. Le imprese italiane stanno infatti affrontando una fase di trasformazione digitale accelerata nella quale:
- la gestione dei dati;
- la sicurezza informatica;
- l’automazione dei processi;
- l’utilizzo di strumenti intelligenti
diventano elementi determinanti per la competitività.
Allo stesso tempo, FonARCom chiarisce che non rientrano nelle tematiche prioritarie i corsi di informatica standard, come il semplice utilizzo del pacchetto Office. Il Fondo intende quindi privilegiare percorsi realmente evoluti e ad elevato valore aggiunto.
Molto importante anche il focus sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale, coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030 e con le nuove normative europee in materia ESG. Sempre più imprese sono infatti chiamate a integrare processi sostenibili nei propri modelli organizzativi e produttivi, con la conseguente necessità di sviluppare nuove competenze manageriali e tecniche.
L’Avviso valorizza inoltre i percorsi legati alla transizione intergenerazionale delle competenze, favorendo il trasferimento di know-how tra lavoratori senior e neoassunti attraverso attività di tutoraggio e accompagnamento.
I soggetti che possono presentare i Piani
L’Avviso si rivolge esclusivamente a soggetti dotati di elevata capacità gestionale e consolidata esperienza nella formazione finanziata.
Possono presentare domanda:
- Enti di Formazione accreditati;
- ATS tra Enti di Formazione accreditati iscritti all’Albo Referenti FonARCom come soggetti “attivi”.
I requisiti richiesti risultano particolarmente selettivi. I soggetti proponenti devono aver gestito, nel periodo 2023-2025, attività formative FonARCom per almeno 1 milione di euro.
È inoltre necessario:
- aver operato in almeno 5 regioni italiane;
- documentare accordi di partenariato con almeno un Ente Bilaterale Regionale.
La scelta di FonARCom appare orientata a garantire elevati standard qualitativi e una forte capacità organizzativa dei soggetti attuatori, limitando l’accesso a operatori realmente strutturati.
Imprese beneficiarie e strategia di ampliamento della platea
Possono beneficiare delle attività formative le aziende aderenti a FonARCom al momento dell’inserimento nel Piano Formativo.
Ogni impresa, identificata tramite codice fiscale, potrà partecipare ad un solo Piano Quadro finanziato a valere sull’Avviso.
Uno degli aspetti più strategici della misura riguarda però l’obiettivo di ampliare la platea delle aziende coinvolte nella formazione continua.
L’Avviso stabilisce infatti che almeno il 25% del contributo concesso debba riguardare:
- aziende aderenti a FonARCom dal 1° settembre 2025;
- oppure imprese che non abbiano beneficiato di formazione FonARCom dal 1° settembre 2023.
Questa previsione evidenzia la volontà del Fondo di:
- incentivare nuove adesioni,
- aumentare la diffusione della formazione finanziata,
- coinvolgere imprese meno strutturate e
- favorire l’accesso delle PMI ai percorsi di aggiornamento professionale.
Per enti formativi e consulenti ciò implica anche una maggiore attività di networking territoriale e analisi dei fabbisogni aziendali, con l’obiettivo di intercettare nuove imprese potenzialmente interessate ad investire nella formazione.
I massimali di beneficio per singola azienda sono così definiti:
- 10.000 euro per le microimprese;
- 15.000 euro per le piccole imprese;
- 20.000 euro per le medie imprese;
- 25.000 euro per le grandi imprese.
Modalità formative e qualità degli apprendimenti
FonARCom conferma una forte attenzione alla qualità della formazione e alla certificazione delle competenze.
Sono ammesse differenti modalità formative:
- aula frontale;
- aula sincrona a distanza;
- training on the job;
- one to one;
- FAD/e-learning asincrona.
La crescente apertura verso modalità ibride e digitali riflette le profonde trasformazioni intervenute negli ultimi anni nei modelli di apprendimento aziendale. La formazione a distanza, in particolare, consente: maggiore flessibilità organizzativa, riduzione dei costi logistici ma anche coinvolgimento di aziende distribuite sul territorio e personalizzazione dei percorsi.
L’Avviso dedica inoltre particolare attenzione alla tracciabilità delle attività e alla misurabilità degli apprendimenti.
Ogni percorso dovrà prevedere:
- test finali di apprendimento;
- rilascio di attestazioni trasparenti e spendibili;
- valorizzazione delle competenze secondo standard nazionali ed europei.
Le attestazioni dovranno contenere informazioni dettagliate relative:
- al destinatario;
- alle competenze acquisite;
- alla durata del percorso;
- agli standard di riferimento utilizzati.
La centralità attribuita alla validazione delle competenze dimostra come la formazione continua stia evolvendo verso sistemi sempre più orientati alla certificazione e alla spendibilità professionale degli apprendimenti.
Delega, partenariati e limiti operativi
L’Avviso disciplina in maniera molto dettagliata il ricorso a Soggetti Delegati e Partner, introducendo specifici limiti quantitativi e operativi.
Le attività delegate non possono superare il 30% del contributo FonARCom, mentre la somma tra attività delegate e attività affidate a partner non può eccedere il 40% del contributo riconosciuto.
È inoltre previsto un limite massimo pari a 140.000 euro per gli incarichi complessivamente affidabili ad un medesimo soggetto terzo.
FonARCom chiarisce inoltre che attività di:
- direzione;
- coordinamento didattico;
- amministrazione;
- segreteria amministrativa;
non possono essere delegate.
L’obiettivo è evidentemente quello di evitare fenomeni di eccessiva esternalizzazione e garantire che la responsabilità gestionale rimanga effettivamente in capo ai soggetti attuatori.
Conclusioni
L’Avviso 01/2026 “Piani Quadro – UCS” rappresenta una misura particolarmente rilevante per il sistema della formazione continua e per il tessuto produttivo italiano.
FonARCom conferma una visione della formazione sempre più orientata a sostenere:
- innovazione;
- digitalizzazione;
- sviluppo organizzativo;
- transizione energetica;
- competitività delle imprese.
La forte attenzione verso AI, cybersecurity, sostenibilità ESG e innovazione dei processi aziendali dimostra come i Fondi Interprofessionalistiano progressivamente evolvendo da semplici strumenti di rimborso della formazione a veri acceleratori di competitività per le imprese.
Il modello dei Piani Quadro introduce inoltre una modalità operativa più moderna, dinamica e flessibile, capace di adattarsi ai fabbisogni reali delle aziende e alle trasformazioni del mercato del lavoro.
Per enti formativi, consulenti e imprese aderenti, l’Avviso rappresenta quindi un’importante opportunità per costruire percorsi di sviluppo delle competenze coerenti con le nuove sfide economiche, tecnologiche e organizzative che caratterizzeranno i prossimi anni.
Riferimenti normativi:
FonARCom, avviso 01/2026 – Piani Quadro UCS.
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