2° Contenuto Riservato: OpenRI: online la rateizzazione degli indebiti pensionistici e da prestazioni

COMMENTO

DI DANIELE BONADDIO | 8 MAGGIO 2026

Con il Messaggio n. 1337 del 21 aprile 2026, l’INPS ha annunciato la messa a regime del servizio “OpenRI”, che consente agli utenti di richiedere online l’autorizzazione alla rateizzazione del pagamento degli indebiti pensionistici e da prestazioni. Il nuovo assetto si colloca nell’ambito del progetto “Gestione Integrata Indebiti”, sviluppato dall’Istituto nel quadro delle iniziative di digitalizzazione dei servizi pubblici previste dal PNRR.

Il Messaggio segna il passaggio dalla fase sperimentale a una operatività generalizzata del servizio: non più una funzionalità limitata ad alcune tipologie di indebito, ma uno strumento online utilizzabile per tutte le tipologie di indebito, salvo eccezioni riferite a casistiche particolari per le quali resta necessario rivolgersi alle Strutture territoriali dell’Istituto. La novità è rilevante non solo sul piano della semplificazione amministrativa, ma anche sotto il profilo sostanziale: l’utente può oggi consultare la propria posizione debitoria, simulare diverse soluzioni di rientro e sottoscrivere la richiesta di rateazione direttamente online, con accesso tramite SPID, CIE, CNS o eIDAS.

Premessa

Il Messaggio n. 1337/2026 ricostruisce espressamente il percorso evolutivo del servizio. In una prima fase, l’INPS aveva rilasciato il servizio “Recupero indebiti”, illustrato con il Messaggio n. 2457 del 30 giugno 2023, che consentiva agli utenti di consultare e monitorare la propria posizione debitoria relativa a somme indebitamente percepite a titolo di prestazioni pensionistiche, assistenziali o di ammortizzatori sociali.

Successivamente, con il Messaggio n. 4068 del 16 novembre 2023, era stata introdotta in via sperimentale la funzionalità per la presentazione telematica delle domande di rateizzazione, ma limitatamente a specifiche tipologie di indebito, selezionate in base alla natura della prestazione e alle cause che avevano determinato l’insorgenza del debito.

Il Messaggio n. 1337 completa quindi il percorso, portando a regime il servizio e ampliandone l’ambito applicativo. Il risultato è un ambiente digitale nel quale l’utente non si limita più a “vedere” il debito, ma può anche gestirne il rientro in forma rateale, in modo strutturato e consapevole.

Tabella 1 – Evoluzione del progetto

FaseAtto INPSFunzione principale
Prima faseMessaggio n. 2457 del 30 giugno 2023Consultazione e monitoraggio degli indebiti
Fase sperimentaleMessaggio n. 4068 del 16 novembre 2023Richiesta online di rateizzazione per specifiche tipologie
Messa a regimeMessaggio n. 1337 del 21 aprile 2026Richiesta online di rateizzazione per tutte le tipologie di indebito, salvo eccezioni

La logica del progetto è chiaramente quella di spostare l’asse della gestione degli indebiti da un modello prevalentemente cartaceo o di sportello a un modello digitale, tracciabile e assistito, nel quale il cittadino può conoscere la propria esposizione debitoria e attivarsi direttamente per la definizione del piano di rientro.

La messa a regime del servizio OpenRI

Il cuore del Messaggio n. 1337/2026 sta nella comunicazione della messa a regime del servizio. L’INPS precisa che, da questo momento, gli utenti possono richiedere online l’autorizzazione alla rateizzazione del pagamento di tutte le tipologie di indebito, senza la necessità di recarsi presso le strutture territoriali competenti, salvo le eccezioni riferite a casi particolari.

Il servizio è accessibile dal portale istituzionale INPS digitando nella barra di ricerca la parola “Indebiti”, previa autenticazione con identità digitale. In particolare, sono ammessi:

  • SPID almeno di livello 2;
  • CIE di livello 3;
  • CNS;
  • eIDAS.

Attraverso il servizio, l’utente può:

  • consultare la propria posizione debitoria;
  • simulare diverse soluzioni di rateizzazione;
  • procedere alla sottoscrizione della richiesta di rateazione.

La vera novità del 2026 non è semplicemente la disponibilità della domanda online, ma la sua estensione generalizzata all’intero perimetro degli indebiti INPS, superando i limiti della fase sperimentale del 2023.

Il Messaggio n. 1337/2026 non afferma che ogni singolo indebito possa essere sempre definito online senza eccezioni. Resta espressamente fermo che per alcune casistiche particolari è comunque necessario rivolgersi alle Strutture territoriali dell’Istituto.

Le tipologie di indebito richiamate dal messaggio

Per consentire un utilizzo corretto e consapevole del servizio, il Messaggio n. 1337 richiama la disciplina dei criteri e delle modalità di gestione del recupero dei crediti INPS nelle fasi antecedenti all’iscrizione a ruolo, contenuta nel Regolamento adottato con la determinazione presidenziale n. 123 del 26 luglio 2017, attuato con la Circolare n. 47 del 16 marzo 2018.

In base a tale impianto, gli indebiti si distinguono in tre tipologie:

  • indebiti propri, derivanti da motivazioni oggettive, come errori nel calcolo della prestazione o accertamenti reddituali che ne modificano o revocano il diritto;
  • indebiti civili, determinati da fattori esterni al procedimento di liquidazione che incidono sul diritto alla prestazione;
  • indebiti di condotta, conseguenti a un comportamento del beneficiario che, per omissione o dichiarazione incompleta di informazioni rilevanti, ha determinato il pagamento non dovuto della prestazione.

Tabella 2 – Tipologie di indebito

TipologiaDescrizione
Indebiti propriErrori oggettivi nel calcolo o accertamenti reddituali che modificano/revocano la prestazione
Indebiti civiliFattori esterni al procedimento di liquidazione che incidono sul diritto
Indebiti di condottaComportamento omissivo o dichiarazione incompleta del beneficiario

La distinzione tra le tre categorie non è solo classificatoria. Essa incide direttamente sulle opzioni di rateizzazione disponibili per l’utente e, più in generale, sul trattamento amministrativo del credito da parte dell’Istituto. Per questo il messaggio insiste sul fatto che la conoscenza della tipologia di indebito è indispensabile per scegliere un piano di recupero adeguato.

I limiti massimi di rateizzazione

Il Messaggio n. 1337/2026 collega espressamente le tre tipologie di indebito ai relativi limiti di rateizzazione. In particolare, il servizio OpenRI consente di individuare piani di recupero nel rispetto dei seguenti tetti massimi:

  • fino a 72 rate per gli indebiti propri;
  • fino a 36 rate per gli indebiti civili;
  • fino a 24 rate per gli indebiti di condotta.

Questa articolazione rende evidente che il sistema premia maggiormente le situazioni in cui il debito deriva da errori oggettivi o da fattori non riconducibili a una condotta del beneficiario, mentre restringe il margine di dilazione nei casi in cui l’indebito sia riconducibile a comportamenti omissivi o dichiarativi dell’utente.

Tabella 3 – Limiti di rateazione

Tipologia di indebitoNumero massimo di rate
Indebiti propri72
Indebiti civili36
Indebiti di condotta24

limiti indicati dal messaggio sono massimi. Non equivalgono automaticamente al numero di rate che sarà sempre accordato, ma individuano il perimetro entro cui l’utente può orientarsi e simulare la soluzione di rientro più adeguata.

Il servizio OpenRI consente la simulazione di diverse soluzioni di rateizzazione. Questo aspetto è particolarmente utile in fase di consulenza, perché permette di valutare ex ante la sostenibilità del piano prima della sottoscrizione della richiesta.

Accesso digitale e centralità dell’autenticazione

L’accesso al servizio avviene esclusivamente con identità digitale. Anche questo profilo è coerente con la logica PNRR e con l’evoluzione dei servizi INPS verso un modello pienamente digitale e personalizzato. Il Messaggio n. 1337/2026 richiede l’autenticazione tramite SPID almeno di livello 2CIE di livello 3CNS o eIDAS.

Sul piano pratico, questo comporta che la gestione della posizione debitoria e la richiesta di rateazione entrino stabilmente nell’ecosistema dei servizi individuali MyINPS, con un livello di responsabilizzazione diretta del cittadino molto più alto rispetto al passato. La rateizzazione non è più solo un esito di confronto con la sede territoriale, ma diventa una procedura che può essere iniziata, simulata e sottoscritta direttamente dall’interessato.

Il servizio OpenRI porta a compimento una trasformazione importante: la gestione degli indebiti non è più solo “informata” digitalmente, ma è digitalmente azionabile dall’utente, almeno per le casistiche ammesse a regime.

Riflessi operativi per consulenti del lavoro e professionisti

Per i professionisti dell’area lavoro e previdenza, il Messaggio n. 1337/2026 ha una rilevanza pratica immediata.

→ In primo luogo, occorre prestare attenzione alla qualificazione dell’indebito. La natura del debito – proprio, civile o di condotta – non è un dettaglio teorico, ma determina il diverso margine massimo di dilazione e quindi l’effettiva percorribilità di un determinato piano di rientro.

→ In secondo luogo, il servizio consente una valutazione preventiva della sostenibilità del piano. Questo permette al professionista di assistere il cliente non solo nella comprensione del debito, ma anche nella scelta della soluzione rateale più coerente con la sua situazione economica e con i limiti consentiti.

→ In terzo luogo, resta fondamentale ricordare che, per alcune posizioni particolari, la digitalizzazione non elimina il rapporto con la struttura territoriale. Il professionista deve quindi saper distinguere i casi pienamente gestibili online da quelli che richiedono ancora un’interlocuzione con la sede INPS.

Dal punto di vista organizzativo, OpenRI rafforza l’idea di una gestione degli indebiti basata su trasparenzasimulazione e tracciabilità. Questo riduce l’asimmetria informativa tra Istituto e utente e rende più leggibile il percorso di rientro dal debito.

Il raccordo con la disciplina del recupero crediti INPS

Il Messaggio n. 1337/2026 richiama in modo esplicito il Regolamento sui criteri, termini e modalità di recupero dei crediti INPS nelle fasi antecedenti all’iscrizione a ruolo, adottato con la Determinazione presidenziale n. 123/2017, nonché la Circolare n. 47/2018  che ne ha fornito attuazione operativa.

Questo richiamo è importante perché chiarisce che OpenRI non costituisce un regime autonomo o derogatorio. Il servizio online si inserisce dentro una disciplina già esistente, di cui diventa lo strumento operativo digitale. La rateizzazione online, quindi, non cambia i criteri sostanziali del recupero crediti, ma ne facilita l’attuazione e la gestione da parte dell’utente.

La digitalizzazione del servizio non sostituisce il quadro regolamentare di fondo: i criteri del recupero crediti INPS restano quelli del regolamento richiamato dal Messaggio e della Circolare n. 47/2018 .

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