2° Contenuto: Rilasciato il software “Il tuo ISA 2026 CPB”: quadro definitivo per gli Indici, ancora incognite per il Concordato

COMMENTO

DI SANDRA PENNACINI | 14 MAGGIO 2026

Con il rilascio del software “Il tuo ISA 2026 CPB”, prende ufficialmente avvio la campagna dichiarativa per il periodo d’imposta 2025. Il software risulta essere aggiornato agli ultimi correttivi introdotti e consente anche il calcolo della proposta di concordato preventivo biennale 2026/2027. Il quadro giunge così a compimento dopo un articolato iter di decreti e provvedimenti attuativi. Permangono tuttavia criticità legate a ulteriori, possibili, modifiche al CPB.

Premessa

L’Agenzia delle entrate, avvalendosi del supporto tecnologico di Sogei, ha rilasciato in data 13 maggio 2026 la versione 1.0.0 del software “Il tuo ISA 2026 CPB“. Il motore provvede sia al calcolo degli indicatori sintetici di affidabilità fiscale che alla formulazione della proposta di concordato. Sul punto giova ricordare che le scadenze sono differenziate: i dati ISA devono essere trasmessi in allegato ai modelli Redditi, entro la scadenza ordinaria del 31 ottobre (quest’anno prorogata al 2 novembre poiché festivo), per quanto la loro elaborazione sia essenziale prima di tale termine, nell’ottica di un eventuale adeguamento in sede di dichiarazione. L’eventuale accettazione della proposta di concordato preventivo biennale per i periodi d’imposta 2026-2027, invece, deve essere espressa tassativamente entro il 30 settembre (salvo successive proroghe). A tal fine l’adesione può avvenire anche “in via autonoma”, svincolata dall’invio del dichiarativo.

Il rilascio dell’applicativo rappresenta quello che dovrebbe essere il passaggio finale del complesso percorso normativo e procedurale che ogni anno caratterizza ISA e CPB, salvo ulteriori novità che potrebbero essere introdotte in corso d’opera.

Il quadro normativo degli ISA 2026: dalla modulistica ai dati precalcolati

L’impianto primario degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale si fonda sull’articolo 9-bis del D.L. n. 50/2017. Con il Provvedimento direttoriale del 27 febbraio 2026 , l’Agenzia delle entrate ha approvato i 173 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli ISA e l’apposito modello per l’elaborazione della proposta di CPB 2026-2027. Un ulteriore tassello è stato posto con il Provvedimento direttoriale del 13 aprile 2026 , il quale ha definito le regole per l’acquisizione degli “ulteriori dati” (le variabili precalcolate) necessari al calcolo degli indici e della proposta di concordato. Tale disposizione ha introdotto l’integrazione piena della procedura di acquisizione informatica con la “delega unica”, superando la logica della delega “manuale” e della richiesta da parte dell’intermediario comprovata tramite la comunicazione dei dati di riscontro.

I correttivi straordinari e il regime premiale

A completare l’impianto di base, il legislatore è intervenuto per adeguare le stime al mutato scenario macroeconomico. Con il D.M. 15 aprile 2026 è stata approvata la revisione congiunturale straordinaria, strutturata su cinque allegati tecnici, finalizzata a neutralizzare le ricadute negative derivanti dalle perduranti tensioni geopolitiche e dai conseguenti rincari energetici, inflazione e andamento dei tassi di interesse. A tal fine, il software esegue un confronto storico sui margini di redditività: qualora emerga una contrazione nel rapporto tra ricavi e costi intermedi del 2025 rispetto al biennio precedente, il coefficiente individuale di stima subisce un abbattimento proporzionale. Le funzioni tengono conto anche delle dinamiche territoriali, attraverso l’applicazione degli indici di concentrazione della domanda e dell’offerta su base locale, e delle variabili macroeconomiche diramate dall’ISTAT e dalla Banca d’Italia. Subito dopo l’approvazione dei correttivi, il quadro si è completato con la pubblicazione del Provvedimento direttoriale n. 123160/2026 del 22 aprile 2026, che ha individuato i livelli di affidabilità fiscale necessari per l’accesso ai benefici del regime premiale, come l’esonero dal visto di conformità e l’esclusione dagli accertamenti presuntivi, confermando le soglie già previste lo scorso anno.

La metodologia del CPB

L’ultimo intervento in ordine cronologico, propedeutico al rilascio del software, è rappresentato dal D.M. 11 maggio 2026, che ha approvato la metodologia in base alla quale l’Agenzia delle entrate elabora la proposta di CPB per il biennio 2026-2027.

Tale decreto ha altresì disposto l’introduzione di una nuova causa di cessazione del patto con il Fisco, includendo gli impatti economici negativi correlati ai conflitti armati e alla situazione geopolitica nell’area mediorientale tra le cause straordinarie che consentono di considerare conclusi gli effetti del concordato. Affinché si possa invocare l’uscita anticipata dal patto, questa esimente richiede la compresenza di due requisiti: deve verificarsi un calo reddituale o del valore della produzione netta effettivi superiore al 30% rispetto ai valori concordati, il quale deve essere necessariamente comprovato da un incremento nell’anno dell’indice dei prezzi superiore al 5%. 

Occorre rilevare che la tempestiva messa a disposizione del motore di calcolo rappresenta una variabile inattesa e probabilmente non del tutto gradita sotto il profilo organizzativo. Come evidenziato in precedenti analisi, le indiscrezioni relative a imminenti e rilevanti modifiche al CPB (ad esempio l’introduzione di nuovi tetti massimi agli incrementi di reddito a favore dei contribuenti meno affidabili e il loro dimezzamento in caso di rinnovo) lasciavano presagire un posticipo nel rilascio del software. Tale ritardo avrebbe verosimilmente determinato, a cascata, una proroga della scadenza per il versamento delle imposte. La disponibilità immediata del programma informatico, invece, sembra chiudere le porte a questa eventualità e lascia irrisolti i dubbi in merito alla effettiva possibile ulteriore modifica dei criteri di formulazione delle nuove proposte concordatarie.

Conclusioni

In conclusione, se il quadro inerente agli indicatori ISA risulta a oggi delineato e definitivo, lo stesso non può dirsi con riferimento al CPB, il cui assetto parrebbe essere, almeno secondo le intenzioni dichiarate, ancora lontano dall’essere compiutamente definito. Da ciò discende la necessità di approcciare il nuovo CPB con cautela, poiché l’attuale versione del software potrebbe non rivelarsi quella definitiva, laddove dovesse riproporsi lo scenario già vissuto nella precedente campagna dichiarativa, che aveva visto l’introduzione in corsa del “calmiere” alla proposta reddituale a favore dei contribuenti risultati più affidabili. Se tali circostanze dovessero ripetersi, i professionisti si troverebbero nuovamente nella condizione di dover rivedere le posizioni calcolate e già analizzate con i propri assistiti.

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