1° Contenuto riservato: Fondoprofessioni: pubblicato l’Avviso 5/2026 “Piani formativi pluriaziendali promossi dai Titolari di Rete”

CIRCOLARE MONOGRAFICA

Le risorse stanziate ammontano complessivamente ad euro 135.400, destinate alla realizzazione di piani formativi pluriaziendali

A CURA DI STUDIOMARINI.NET | 21 MAGGIO 2026

In data 22 aprile 2026, Fondoprofessioni ha pubblicato l’Avviso 5/2026 “Piani formativi pluriaziendali promossi dai Titolari di Rete”, che intende finanziare interventi formativi erogati in presenza o in modalità sincrona a distanza. I destinatari dei corsi di formazione sono i dipendenti degli studi professionali e delle aziende aderenti al Fondo, con contratti di lavoro subordinato o di apprendistato.

Possono presentare domanda i titolari di rete, cioè i soggetti accreditati presso Fondoprofessioni che rappresentano una rete di studi professionali e/o aziende aderenti.

Le risorse stanziate ammontano complessivamente ad euro 135.400, destinate alla realizzazione di piani formativi pluriaziendali.

Sebbene l’importo possa apparire contenuto, la logica dell’avviso non è quella della distribuzione diffusa, bensì della selezione qualitativa di interventi ad alto impatto. Inoltre, la possibilità di rifinanziamento in occasione del secondo sportello introduce un elemento di flessibilità, legato alla capacità delle reti di attivare adesioni e progettualità.

Il sistema di finanziamento è basato su unità di costo standard, che garantiscono trasparenza e semplificazione amministrativa. In particolare: durata dei progetti compresa tra 4 e 40 ore; numero di partecipanti tra 4 e 20; costo pari ad euro 23 ora/allievo per la formazione in presenza ed euro 22 per la FAD sincrona.

Dal punto di vista operativo, tali parametri impongono una progettazione attenta, in grado di ottimizzare il rapporto tra durata, numero di partecipanti e contenuti formativi, evitando dispersioni e garantendo la sostenibilità economica degli interventi.

Premessa

Com’è noto, Fondoprofessioni finanzia la formazione continua dei dipendenti degli Studi/Aziende, individuando forme di semplificazione nell’accesso ai contributi e rispondendo alle specifiche esigenze di sviluppo delle competenze.

Il suddetto Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua negli Studi professionali e nelle Aziende collegate – istituito a seguito dell’Accordo interconfederale del 7 novembre 2003 tra Confprofessioni, Confedertecnica, Cipa e Cgil, Cisl, Uil e riconosciuto dal Ministero del Lavoro con Decreto n. 408/03 del 29 dicembre 2003 – opera nel rispetto della Circolare ANPAL n. 1/2018 e della vigente normativa.

Il Consiglio di Amministrazione di Fondoprofessioni – con delibera del 22 aprile 2026 – ha approvato la pubblicazione dell’Avviso 5/2026, denominato “Piani formativi pluriaziendali promossi dai Titolari di Rete”.

L’Avviso introduce un nuovo strumento di finanziamento orientato alla promozione di piani formativi pluriaziendali promossi dai titolari di rete, rafforzando il ruolo delle reti quale snodo centrale per l’aggregazione della domanda formativa.

Nell’analisi che segue, si dettaglieranno le specifiche dell’Avviso 5/2026.

Obiettivi dell’Avviso ed ambiti di intervento

L’Avviso 5/2026 si configura come uno strumento volto a finanziare piani formativi pluriaziendali promossi dai titolari di rete accreditati, con l’obiettivo di rafforzare la dimensione collettiva e mutualistica della formazione continua. In particolare, l’intervento mira a favorire l’aggregazione della domanda formativa e a migliorare la capacità delle reti di interpretare e anticipare i fabbisogni professionali emergenti.

Gli interventi finanziati rientrano nelle tipologie settoriali, territoriali o aziendali previste dalla normativa vigente e devono essere progettati per obiettivi di apprendimento, prevedendo sistemi di valutazione delle competenze e rilascio di attestazioni spendibili. Questo approccio orientato ai risultati rappresenta un elemento qualificante, in quanto consente di misurare concretamente l’efficacia della formazione.

Parametri di finanziamento

Le risorse stanziate ammontano complessivamente ad euro 135.400, destinate alla realizzazione di piani formativi pluriaziendali. Il sistema di finanziamento è basato su unità di costo standard, che garantiscono trasparenza e semplificazione amministrativa.

In particolare:

  • durata dei progetti compresa tra 4 e 40 ore;
  • numero di partecipanti tra 4 e 20;
  • costo pari a 23 euro/ora/allievo per la formazione in presenza e 22 euro per la FAD sincrona.

Dal punto di vista operativo, tali parametri impongono una progettazione attenta, in grado di ottimizzare il rapporto tra durata, numero di partecipanti e contenuti formativi, evitando dispersioni e garantendo la sostenibilità economica degli interventi.

Soggetti coinvolti: beneficiari, destinatari ed attuatori

Sono soggetti beneficiari degli interventi in commento esclusivamente gli studi professionali e le aziende aderenti a Fondoprofessioni, mediante la destinazione del contributo di cui all’art. 12, Legge n. 160/1975.

L’adesione al Fondo deve risultare attiva prima dell’avvio delle attività formative e deve essere mantenuta per tutta la durata del piano, almeno sino alla conclusione delle verifiche rendicontative.

La verifica dell’adesione avviene tramite il Cassetto previdenziale INPS, ed è onere dell’Ente attuatore accertarne la regolarità.

destinatari dei piani formativi ammissibili sono i dipendenti con contratto a tempo determinato/indeterminato o di apprendistato, provenienti dagli Studi/Aziende aderenti al Fondo.

È possibile coinvolgere nelle attività formative, come “uditori” dello Studio/Azienda in formazione, i datori di lavoro, i collaboratoricoordinati e in regime di partita IVA.
Tali figure, laddove presenti, non determineranno alcun incremento d’importo, poiché il contributo è calcolato sui soli destinatari ammissibili, che compongono il gruppo d’aula.

I datori di lavoro che applicano il Ccnl Studi professionali e aderiscono integralmente alla bilateralità possono chiedere ad Ebipro (l’Ente bilaterale di settore), il rimborso del 100% della retribuzione sostenuta dei dipendenti in formazione, fino a un massimo di 40 ore annue a dipendente, nel caso di partecipazione ai piani formativi finanziati tramite Fondoprofessioni.

L’Ente proponente è il singolo Studio/Azienda che richiede contributi per la partecipazione del proprio personale ai corsi presenti all’interno di cataloghi formativi approvati dal Fondo, scegliendo tra le iniziative programmate.

L’Ente proponente coincide con l’Ente beneficiario.

L’Ente proponente deve essere regolarmente aderente a Fondoprofessioni, attraverso la destinazione del contributo, ex art. 12, Legge n. 160/1975, così come modificato dall’art. 25, Legge quadro n. 845/1978 e s.m.i., prima dell’avvio dell’attività formativa. Il Fondo non erogherà risorse in mancanza dei suddetti requisiti.

L’Ente attuatore è inteso come il titolare del catalogo formativo accreditato. Tutti i cataloghi formativi dell’ente attuatore presentati e le eventuali integrazioni mensili di corsi, sono oggetto di valutazione qualitativa di conformità da parte di una Commissione, con successiva comunicazione/pubblicazione degli esiti da parte del Fondo.

L’Ente attuatore ha la responsabilità di verificare, tramite il “Cassetto previdenziale”, che l’Ente proponente abbia effettivamente aderito nei termini previsti dall’Avviso. In caso di mancato rispetto dei termini, il piano formativo non potrà essere finanziato.

È previsto un limite massimo di euro 20.000 complessivi presentabili da ciascun ente attuatore sull’avviso. Il superamento di tale soglia determina l’ammissibilità dei piani secondo l’ordine cronologico di presentazione fino a concorrenza dell’importo consentito.

Inoltre, è possibile coinvolgere nella realizzazione del piano formativo:

  • Enti delegati, laddove siano previsti interventi che richiedano il ricorso ad attività specialistiche. L’Ente attuatore dovrà prevedere l’eventuale delega di parte dell’attività a terzi nella fase di presentazione del piano formativo, rispettando quanto stabilito dal Consiglio di Stato e richiamato all’interno della Circolare ANPAL n. 1/2018
  • Enti partner che, operando fuori dal regime di delega, possano arricchire e rafforzare l’attività dell’Ente attuatore, rappresentando un valore aggiunto per il piano formativo.

Nel caso di Ente/soggetto qualificato o partner, l’Ente Attuatore ne definirà in fase progettuale di presentazione le aree di attività e l’entità economica.

piani formativi finanziati a valere sull’Avviso 5/2026 rientrano nell’ambito della disciplina sugli Aiuti di Stato, con conseguente obbligo di individuare, in fase di presentazione, il regime di aiuto applicabile.

L’ente attuatore deve indicare espressamente nel formulario il regime prescelto tra quelli ammessi dall’avviso, che comprendono:

La scelta del regime non è un adempimento formale, ma incide in modo sostanziale sulle condizioni di accesso al contributo, sugli obblighi documentali e sulle modalità di gestione finanziaria del piano.

Termini e modalità di presentazione dei piani formativi

La procedura di presentazione prevede una fase di condivisione con le Parti sociali e il rispetto di tempistiche precise, articolate in due sportelli nel corso del 2026.

Dal punto di vista operativo, è fondamentale pianificare con anticipo le attività, in particolare la raccolta della documentazione e la formalizzazione degli accordi.

La valutazione si basa su criteri qualitativi, con un punteggio massimo di 100 e soglia minima di 60. Particolare rilievo è attribuito all’analisi dei fabbisogni, alla coerenza degli obiettivi e alla qualità dei contenuti formativi. Ciò implica la necessità di una progettazione approfondita e non meramente formale.

Gli esiti sono deliberati dal CdA e comunicati agli interessati, con pubblicazione delle graduatorie. Il criterio cronologico, in caso di parità, rende rilevante anche la tempestività di presentazione.

È prevista la possibilità di presentare ricorso entro 10 giorni dalla comunicazione dell’esito, garantendo così un presidio di trasparenza e tutela procedurale.

La gestione dei piani richiede il rispetto di precisi obblighi amministrativi e temporali. Le attività devono concludersi entro dodici mesi e possono beneficiare di un anticipo fino al 90% del finanziamento, previa fideiussione.

La rendicontazione, basata su costi standard, è sottoposta a verifica ex post da parte di revisori, a garanzia della correttezza nell’utilizzo delle risorse.

Il sistema di controllo prevede monitoraggi continui e verifiche sia in itinere che ex post, attraverso visite ispettive e controlli documentali.

Questo impianto garantisce un elevato livello di accountability e contribuisce a rafforzare l’efficacia complessiva dell’intervento.

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