COMMENTO
DI GERARDO URTI | 15 GIUGNO 2026
Con l’Avviso n. 1/2026 il Fondo Conoscenza mette a disposizione delle imprese aderenti una dotazione iniziale di 2 milioni di euro destinata al finanziamento di Piani formativi aziendali, territoriali e settoriali. L’intervento si inserisce nell’ambito delle politiche di sviluppo delle competenze e mira a sostenere percorsi di formazione in ingresso, aggiornamento professionale, riqualificazione, sviluppo e riconversione delle competenze dei lavoratori. L’Avviso si rivolge alle aziende aderenti al Fondo e agli enti di formazione accreditati, prevedendo la possibilità di finanziare iniziative capaci di accompagnare i processi di innovazione organizzativa, digitale e tecnologica delle imprese. Particolare attenzione è riservata alle attività formative collegate alla sostenibilità ambientale, alla transizione energetica, all’intelligenza artificiale, alla parità di genere, alla sicurezza sul lavoro, al welfare aziendale e ai temi ESG. I Piani potranno essere presentati dal 7 aprile al 18 dicembre 2026, secondo specifiche finestre temporali di candidatura e fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Premessa
L’Avviso n. 1/2026 di Fondo Conoscenza mette a disposizione delle aziende aderenti risorse dedicate alla realizzazione di percorsi formativifinalizzati non soltanto all’aggiornamento delle competenze esistenti, ma anche alla riqualificazione professionale, alla riconversione delle figure lavorative e all’inserimento di nuove professionalità.
L’Avviso si rivolge alle aziende aderenti al Fondo e agli enti di formazione accreditati, prevedendo la possibilità di finanziare iniziative capaci di accompagnare i processi di innovazione organizzativa, digitale e tecnologica delle imprese. Particolare attenzione è riservata alle attività formative collegate alla sostenibilità ambientale, alla transizione energetica, all’intelligenza artificiale, alla parità di genere, alla sicurezza sul lavoro, al welfare aziendale e ai temi ESG.
Tra gli elementi di maggiore interesse emerge l’apertura verso percorsi destinati a cittadini stranieri residenti in Paesi terzi, rifugiati e apolidi, nonché la possibilità di finanziare interventi di formazione in ingresso rivolti a soggetti disoccupati o inoccupati che le aziende intendano assumere successivamente.
L’Avviso valorizza inoltre le imprese che non hanno ancora attivato il Conto Formazione Aziendale e favorisce il coinvolgimento di categorie considerate strategiche, quali donne, giovani, lavoratori over 50 e lavoratori sospesi.
I Piani potranno essere presentati dal 7 aprile al 18 dicembre 2026, secondo specifiche finestre temporali di candidatura e fino a esaurimento delle risorse disponibili. Il contributo massimo concedibile per ciascun Piano è pari a 40.000 euro, con limiti differenziati in funzione della dimensione aziendale.
L’iniziativa rappresenta una nuova opportunità per imprese, consulenti e operatori della formazione che intendono utilizzare la leva della formazione continua per rafforzare competitività, innovazione e crescita sostenibile del capitale umano.
Chi può presentare i Piani e chi può beneficiarne
L’Avviso prevede la possibilità di presentare Piani formativi aziendali, territoriali e settoriali attraverso due diverse tipologie di soggetti proponenti:
- le aziende aderenti a Fondo Conoscenza e
- gli Enti di formazione accreditati presso il Fondo, che possono operare su incarico delle imprese beneficiarie.
I Piani possono essere presentati sia in forma singola sia associata e possono essere realizzati direttamente dal soggetto proponente oppure da un diverso soggetto attuatore accreditato.
Sul fronte dei beneficiari, l’Avviso si rivolge alle imprese aderenti a Fondo Conoscenza per le quali risulti attiva l’adesione nel database INPS e che rispettino una serie di requisiti di regolarità amministrativa, contributiva e contrattuale.
Tra i requisiti richiesti figurano in particolare:
- adesione attiva a Fondo Conoscenza;
- applicazione del contratto collettivo nazionale di riferimento;
- regolarità contributiva e previdenziale;
- rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro;
- assenza delle cause di esclusione previste dal Codice dei Contratti Pubblici.
Un aspetto particolarmente importante riguarda il mantenimento dell’adesione al Fondo per tutta la durata del Piano e fino alla conclusione delle attività di rendicontazione.
L’eventuale revoca dell’adesione può infatti determinare la perdita del finanziamento ottenuto.
I destinatari della formazione e l’attenzione ai nuovi ingressi
L’Avviso n. 1/2026 adotta una definizione molto ampia dei destinatari delle attività formative.
Possono partecipare ai percorsi finanziati i lavoratori dipendenti delle aziende aderenti, inclusi operai, impiegati e quadri, ma anche apprendisti, lavoratori stagionali, dipendenti in cassa integrazione e lavoratori assunti con contratti di inserimento o reinserimento.
Particolarmente interessante risulta la possibilità di coinvolgere nei percorsi formativi cittadini stranieri residenti in Paesi terzi, rifugiati e apolidi, nell’ambito di programmi finalizzati al successivo inserimento lavorativo in Italia.
L’Avviso dedica inoltre uno specifico spazio alla cosiddetta formazione in ingresso, consentendo il finanziamento di percorsi rivolti a disoccupati, inoccupati e soggetti percettori di misure di sostegno al reddito che l’impresa intenda assumere successivamente.
Si tratta di una previsione che può risultare particolarmente utile per le aziende che incontrano difficoltà nel reperimento di figure professionali adeguatamente qualificate e che intendono investire preventivamente nella formazione dei futuri lavoratori.
Le attività finanziabili e le modalità formative ammesse
Uno degli elementi di maggiore flessibilità dell’Avviso riguarda la tipologia di attività finanziabili.
I Piani possono infatti comprendere sia attività formative sia attività non formative strettamente collegate alla progettazione e gestione dell’intervento.
Tra le attività accessorie finanziabili rientrano:
- analisi dei fabbisogni formativi;
- progettazione degli interventi;
- monitoraggio e valutazione;
- diffusione dei risultati.
Dal punto di vista metodologico, Fondo Conoscenza consente l’utilizzo di un ampio ventaglio di modalità formative, tra cui:
- formazione in aula;
- formazione a distanza (FAD);
- training on the job;
- coaching;
- action learning;
- affiancamento;
- realtà virtuale e realtà aumentata;
- attività seminariali.
Particolarmente significativa è la possibilità di finanziare anche la formazione obbligatoria prevista dalla normativa, inclusa quella in materia di salute e sicurezza sul lavoro, purché le imprese optino per il regime di aiuti “de minimis”.
Le priorità strategiche dell’Avviso 2026
L’Avviso attribuisce specifiche premialità ai Piani che sviluppano contenuti coerenti con alcune aree considerate strategiche per la crescita delle imprese e del capitale umano.
Tra le priorità individuate dal Fondo assumono particolare rilievo:
- welfare aziendale e benessere organizzativo;
- sostenibilità ambientale, transizione energetica ed economia circolare;
- salute e sicurezza sul lavoro attraverso percorsi non obbligatori;
- innovazione digitale e tecnologica;
- intelligenza artificiale e tecnologie connesse;
- parità di genere e diversity management;
- competenze ESG e rendicontazione di sostenibilità;
- mentoring e reverse mentoring intergenerazionale.
La presenza di tali tematiche riflette chiaramente le direttrici lungo cui si stanno sviluppando gli investimenti in competenze da parte delle imprese italiane e delle istituzioni europee.
Le opportunità per le imprese nell’era dell’intelligenza artificiale e della sostenibilità
Tra gli aspetti più interessanti dell’Avviso 1/2026 emerge la forte attenzione dedicata alle competenze che saranno determinanti per la competitività delle imprese nei prossimi anni. Le aree prioritarie individuate da Fondo Conoscenza non sono infatti casuali, ma riflettono le principali direttrici di trasformazione che stanno interessando il sistema produttivo italiano ed europeo.
Particolarmente significativo è il riferimento esplicito all’intelligenza artificiale, che compare tra gli ambiti oggetto di premialità.
Accanto alla digitalizzazione, l’Avviso attribuisce un’importanza crescente ai temi della sostenibilità ambientale, della transizione energetica e dei criteri ESG, ormai sempre più centrali nelle strategie aziendali.
Un ulteriore elemento di interesse riguarda l’attenzione dedicata al welfare aziendale, alla parità di genere e alla valorizzazione del capitale umano.
L’Avviso 1/2026 conferma, dunque, una visione della formazione non più limitata all’aggiornamento tecnico delle competenze, ma sempre più orientata a supportare le imprese nei processi di trasformazione organizzativa, tecnologica e culturale richiesti dall’attuale contesto economico.
Dotazione finanziaria e contributi concedibili
Per l’Avviso 1/2026 Fondo Conoscenza ha stanziato una dotazione iniziale pari a 2 milioni di euro, a valere sulle risorse del Conto Sistema.
Il contributo massimo finanziabile per ciascun Piano è pari a 40.000 euro, mentre l’importo effettivamente ottenibile da ciascuna impresa varia in funzione della dimensione aziendale.
I massimali previsti sono:
- microimpresa: fino a 3.000 euro;
- piccola impresa: fino a 6.000 euro;
- media impresa: fino a 20.000 euro;
- grande impresa: fino a 40.000 euro.
La determinazione del contributo avviene attraverso il sistema delle Unità di Costo Standard (UCS).
Presentazione delle domande e calendario delle scadenze
Le candidature possono essere trasmesse a partire dal 7 aprile 2026 e fino alle ore 24:00 del 18 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.
Le principali scadenze previste sono fissate al 30 aprile, 29 maggio, 30 giugno, 31 luglio, 30 settembre, 30 ottobre e 18 dicembre 2026. Per ciascuna finestra il Fondo ha individuato una specifica sessione di valutazione che consentirà di esaminare le proposte pervenute e procedere all’eventuale approvazione dei finanziamenti.
La presentazione deve avvenire esclusivamente attraverso la piattaforma informatica di Fondo Conoscenza, mediante accesso all’area riservata del portale.
Dal punto di vista operativo, particolare attenzione dovrà essere prestata alla corretta predisposizione della documentazione richiesta. Oltre all’istanza di finanziamento e al formulario progettuale, occorre allegare la documentazione relativa ai beneficiari, agli eventuali soggetti attuatori, alla scelta del regime di aiuto e alla condivisione sindacale del Piano.
L’Avviso prevede inoltre la possibilità per il Fondo di richiedere integrazioni documentali e chiarimenti nel corso della fase istruttoria.
Valutazione dei Piani e criteri di premialità
L’accesso al finanziamento non dipende esclusivamente dalla correttezza formale della domanda, ma anche dalla capacità del Piano di dimostrare una reale coerenza con gli obiettivi strategici individuati dal Fondo.
I Piani ammessi all’istruttoria vengono infatti sottoposti a una valutazione articolata su criteri quantitativi e qualitativi per un punteggiomassimo complessivo pari a 1.000 punti.
Per ottenere il finanziamento è necessario raggiungere almeno 650 punti.
Per i Piani presentati direttamente dalle imprese, invece, vengono premiati principalmente:
- il coinvolgimento di donne;
- la partecipazione di lavoratori over 50;
- la presenza di lavoratori sospesi o stranieri;
- il coinvolgimento di giovani tra i 18 e i 29 anni;
- l’assenza di un Conto Formazione Aziendale attivo.
Particolare attenzione viene riservata alla coerenza tra fabbisogni formativi, obiettivi, contenuti e risultati attesi, nonché alla capacità del Piano di produrre effetti concreti sulla competitività aziendale e sullo sviluppo delle competenze dei lavoratori.
Gestione, rendicontazione e controlli
Una volta ottenuta l’approvazione, il soggetto proponente è tenuto ad avviare le attività entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione a finanziamento.
L’Avviso prevede che i Piani debbano essere conclusi entro un termine di 12 mesi dalla data di avvio, garantendo così una realizzazione relativamente rapida degli interventi finanziati.
Dal punto di vista amministrativo, la gestione delle attività dovrà rispettare le procedure previste dalle Linee Guida del Fondo, con particolare riferimento alle modalità di monitoraggio, registrazione delle attività e raccolta della documentazione probatoria.
La rendicontazione dovrà essere effettuata esclusivamente attraverso il sistema delle Unità di Costo Standard (UCS), che consente di semplificare notevolmente gli adempimenti amministrativi rispetto ai tradizionali sistemi basati sulla rendicontazione analitica dei costi sostenuti.
Particolare rilevanza assume inoltre il tema dei controlli. I soggetti finanziati si impegnano infatti ad accettare verifiche sia in itinere sia ex post, finalizzate a controllare la corretta realizzazione delle attività, la partecipazione effettiva dei destinatari, il rispetto delle norme sugli aiuti di Stato e la regolarità della documentazione amministrativa.
Conclusioni
L’Avviso 1/2026 di Fondo Conoscenza rappresenta una delle principali opportunità disponibili nel corso dell’anno per le imprese che intendono investire nello sviluppo delle competenze e nell’aggiornamento professionale dei propri lavoratori.
La disponibilità di 2 milioni di euro, l’ampia platea di destinatari coinvolgibili, la flessibilità delle modalità formative e la possibilità di finanziare temi particolarmente attuali come intelligenza artificiale, sostenibilità, ESG, welfare aziendale e innovazione digitale rendono questo strumento particolarmente interessante sia per le aziende sia per gli enti di formazione.
Per consulenti del lavoro, commercialisti e professionisti che affiancano le imprese nella gestione delle politiche formative, l’Avviso costituisce inoltre un’occasione concreta per supportare i clienti nella costruzione di percorsi capaci di generare valore nel medio-lungo periodo.
Riferimenti normativi:
- Fondo Conoscenza, Avviso n. 1/2026.
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