3° Contenuto Riservato: Tutto Quesiti: Dichiarazione Redditi ENC 2026

CIRCOLARE TUTTOQUESITI

Le risposte alle domande dei professionisti

DI FABRIZIO G. POGGIANI | 23 GIUGNO 2026

Si presentano le risposte ai quesiti pervenuti in occasione della 7ª giornata Percorso Dichiarativi dal titolo “Dichiarazione Redditi ENC 2026”.
Il corso offre un inquadramento completo e operativo del modello Redditi ENC 2026, con particolare attenzione alle peculiarità del Terzo settore e alle principali novità normative introdotte per il periodo d’imposta 2025. Attraverso un’analisi puntuale dei quadri dichiarativi e delle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, sono approfonditi temi di grande attualità quali il concordato preventivo biennale, l’agevolazione IRES premiale e la disciplina delle cripto-attività, oltre agli aspetti più tecnici legati alla compilazione e trasmissione della dichiarazione. Ampio spazio è dedicato anche ai profili operativi, dalle modalità di versamento alle dichiarazioni integrative, fino ai requisiti per il visto di conformità e alle cause di esclusione dagli ISA. Un appuntamento fondamentale per i professionisti che operano con gli enti non commerciali e intendono affrontare con sicurezza e precisione un adempimento complesso e in continua evoluzione.

Quesito n. 1 – ASD che svolge esclusivamente attività istituzionale: non è obbligata a presentare la dichiarazione dei redditi

Domanda

ASD senza partita IVA (iscritta al RASD) che effettua corsi di ballo nei confronti ai soli tesserati (attività istituzionale) quindi non commerciale è obbligata a presentare la dichiarazione dei redditi?

Risposta

Un’ASD che svolge esclusivamente attività istituzionale, come corsi di ballo riservati ai soli tesserati, non è obbligata a presentare la dichiarazione dei redditi.

Le quote versate dagli associati per scopi istituzionali sono escluse da tassazione.

Tuttavia, l’esonero decade (e scatta l’obbligo del modello Redditi – enti non commerciali) in presenza di alcune condizioni ovvero se l’associazione effettua raccolte fondi pubbliche, vende beni a terzi o organizza eventi aperti a non tesserati, se l’ASD percepisce altre entrate, come rendite catastali (per esempio, se possiede un immobile) o proventi finanziari ovvero se l’associazione ha erogato compensi a lavoratori sportivi, dipendenti o professionisti, sorge l’obbligo di presentare il Modello 770 (come sostituto d’imposta), anche senza partita IVA.

Quesito n. 2 – ODV: in conformità alle proprie finalità statutarie non è soggetta ad IRES

Domanda

ODV casa-famiglia: emette fattura all’ASL per il servizio di assistenza e alloggi di ragazzi svantaggiati esente art. 10. L’attività è istituzionale quindi non soggetta ad IRES, corretto?

Risposta

Le attività svolte dalle organizzazioni di volontariato (ODV) in conformità alle proprie finalità statutarie e di interesse generale non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini IRES.

rimborsi spese e i corrispettivi legati a convenzioni con enti pubblici (come l’ASL) per lo svolgimento di attività istituzionali di assistenza sociale non sono considerati proventi commerciali.

L’attività deve rientrare tra quelle di interesse generale previste dall’art. 5 del Codice del Terzo settore (CTS) e non deve configurarsi come una pura attività commerciale di mercato svolta con modalità lucrative.

Stride, come affermato nel corso dell’evento, l’acquisizione della partita IVA e l’emissione di fattura non ritenendo talune attività commerciali in assenza di una rapporto sinallagmatico.

Quesito n. 3 – Onlus attività de-commercializzate

Domanda

Una associazione Onlus svolge attività sanitaria in accreditamento e si è iscritta al RUNTS a settembre 2025 come ETS. Per il 2025 fruisce ancora del regime di de-commercializzazione delle Onlus (non compilando quindi il quadro reddito di impresa modello Redditi ENC) o va tassata secondo le regole dell’art. 79 del CTS?

Risposta

Per il periodo d’imposta 2025, la Onlus che si è iscritta nel RUNTS a settembre 2025 continua a beneficiare del regime di de-commercializzazione proprio delle Onlus. L’ente non deve compilare il quadro del reddito d’impresa (modello Redditi ENC) per le attività istituzionali, poiché il nuovo regime fiscale degli ETS ex art. 79 del CTS è entrato in vigore a partire dal periodo d’imposta successivo (1° gennaio 2026).

Quesito n. 4 – ASD senza redditi imponibili è obbligata alla presentazione della dichiarazione redditi

Domanda

Una ASD con partita IVA, che ha optato per la Legge n. 398/1991, se nell’anno 2025 non ha percepito redditi imponibili ma solo redditi per attività istituzionale, è obbligata a presentare la dichiarazione dei redditi, anche se a zero?

Risposta

Sì, una ASD con partita IVA in regime 398/1991 è sempre tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi tramite il modello Redditi enti non commerciali (ENC), anche se nell’anno d’imposta ha percepito esclusivamente entrate istituzionali e dichiara zero redditi imponibili o commerciali.

L’obbligo sussiste per motivi precisi in quanto l’apertura della partita IVA impone la presentazione della dichiarazione, poiché l’Agenzia delle Entrate deve poter riscontrare l’effettivo volume d’attività e la corretta gestione contabile e la compilazione e trasmissione del modello rappresentano l’atto con cui si dichiara di aver applicato la Legge n. 398/1991 e di aver mantenuto i requisiti; l’omissione può comportare la decadenza dalle agevolazioni.

Quesito n. 5 – ASD: chiarimento su presentazione della dichiarazione dei redditi

Domanda

ASD senza partita IVA che fa corsi di ballo ai soli tesserati con pagamento delle quota associativa e un corrispettivo per il corso in questo caso deve fare la dichiarazione?

Risposta

Le ASD che incassano corrispettivi specifici per i corsi (anche se riservati ai soli soci/tesserati) svolgono un’attività di natura commerciale. Di conseguenza, hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi. Anche se l’associazione opera solo con il codice fiscale, dovrà presentare la dichiarazione tramite il modello Redditi enti non commerciali (ENC). Se si tratta di quote associative, si ritiene che l’obbligo non sussista.

Quesito n. 6 – ASD con esercizio a cavallo d’anno e cessata attività al 31 dicembre

Domanda

ASD, con esercizio a cavallo dell’anno solare, ha chiuso l’attività il 31 dicembre 2025, va fatta dichiarazione ENC 2026? Quella per anni 2024-2025 è già stata trasmessa.

Risposta

Sì, la dichiarazione Redditi ENC 2026 (relativa all’anno d’imposta 2025) va presentata, a patto che l’associazione sportiva dilettantistica abbia svolto attività commerciale nel 2025 o possedesse una partita IVA attiva in quell’anno.

Quesito n. 7 – APS con applicazione del regime forfetario prima del 1° gennaio 2026

Domanda

Salve, abbiamo acquisito da poco un APS a cui è stata applicato il regime ex art. 86 prima dell’entrata in vigore (ovvero quest’anno) procediamo con integrativa?

Risposta

Il regime forfetario speciale per le APS (art. 86 del D.Lgs. n. 117/2017) è applicabile se i ricavi commerciali dell’anno precedente non superano gli 85.000 euro ma dal 1° gennaio 2026 non prima.

L’opzione si esercita tramite comportamento concludente (per esempio, fatture emesse senza IVA) e si formalizza nella dichiarazione annuale dei redditi.

Se l’APS ha adottato il regime in continuità a partire dal 2026, potrebbe essere necessario procedere con una dichiarazione integrativa a seconda di come avete emesso i documenti fiscali.

Procedete con l’invio di un’integrativa se nei primi mesi di quest’anno (dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni) avete emesso fatture con applicazione dell’IVA ordinaria invece di operare fuori campo IVA (con indicazione del regime ex art. 86, utilizzando il codice natura N2.2), non avete provveduto alla rettifica della detrazione dell’IVA sugli acquisti per i beni non ammortizzati, necessaria per chi passa al forfetario o avete continuato a presentare le liquidazioni periodiche IVA (LIPE) o la dichiarazione IVA annuale pur non avendone più i requisiti o l’obbligo.

Se invece le operazioni sono state eseguite correttamente fin da subito, l’opzione andrà semplicemente confermata e perfezionata nella dichiarazione dei redditi in scadenza, senza presentare alcuna dichiarazione integrativa.

Il regime di cui all’art. 86 del CTS è applicabile dal 1° gennaio 2026, quindi, se applicato nel 2025 si rende necessario procedere con una dichiarazione integrativa a correzione.

Quesito n. 8 – ENC non rientrano nella proroga al 20 luglio

Domanda

Considerata la proroga al 20 luglio per le partite IVA ed i forfetari, anche gli ENC rientrano nella proroga?

Risposta

La proroga al 20 luglio 2026 riguarda esclusivamente i contribuenti soggetti agli ISA e i forfetari. Gli enti non commerciali (ENC), seguendo le regole ordinarie IRES, non rientrano in questa proroga specifica.

Quesito n. 9 – Quadro dichiarazione per regime forfetario APS

Domanda

Gli ETS iscritti al RUNTS con la qualifica di APS, che adottano il regime forfetario 3% delle APS, quale quadro della dichiarazione dei redditi ENC devono compilare?

Risposta

Gli ETS iscritti al RUNTS con la qualifica di APS, che applicano il regime forfetario di cui all’art. 86 del Codice del terzo settore (ex Legge n. 398/1991) con il coefficiente di redditività al 3%, devono compilare il quadro RG del modello Redditi ENC. Il quadro RG è infatti destinato agli enti non commerciali che determinano il reddito d’impresa in regime forfetario.

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