COMMENTO
DI CARLA DE LUCA | 14 LUGLIO 2026
La scelta di aderire al concordato preventivo biennale richiede un’analisi attenta, che tenga conto non soltanto delle prospettive reddituali del contribuente, ma anche degli effetti fiscali e previdenziali prodotti nel biennio. Il software in cloud “Concordato preventivo biennale persone fisiche 2026-2027”, è stato realizzato per supportare i Professionisti nella valutazione della convenienza ad aderire alla proposta formulata dall’Agenzia delle Entrate.
Il confronto tra reddito atteso e reddito concordato
La valutazione dell’adesione al concordato preventivo biennale per le persone fisiche richiede un confronto puntuale tra il carico fiscale e contributivo derivante dalla tassazione ordinaria del reddito atteso e quello determinato sulla base della proposta formulata dall’Agenzia delle Entrate.
L’applicativo cloud MySolution “Concordato preventivo biennale persone fisiche 2026-2027“consente di effettuare tale confronto considerando due scenari:
- la tassazione ordinaria applicata al reddito che il contribuente prevede di conseguire;
- la tassazione applicabile al reddito concordato proposto dall’Agenzia delle Entrate.
Il calcolo comprende non soltanto l’IRPEF e le relative addizionali, ma anche, quando rilevanti, i contributi previdenziali. Questi ultimi possono incidere in misura significativa sul risultato complessivo e devono pertanto essere inclusi nella valutazione di convenienza.
Gli elementi da considerare nel calcolo
Ai fini della simulazione assumono particolare rilievo tre aspetti:
- l’aliquota della sostitutiva sull’eccedenza dipende dal punteggio ISA relativo al periodo d’imposta 2024:
- 10% per ISA ≥ 8,
- 12% per ISA tra 6 e 7,99,
- 15% sotto 6;
- la soglia degli 85.000 euro: la parte di reddito concordato eccedente tale importo è tassata con IRPEF ordinaria (aliquota marginale 43%), non con la sostitutiva;
- i contributi si calcolano sul reddito concordato solo se la Cassa dà rilevanza a tale reddito.
Per le Casse private che non attribuiscono rilevanza al reddito concordato, i campi contributivi vanno lasciati vuoti e il carico previdenziale non entra nel confronto di convenienza fiscale.
Un esempio di valutazione
Un’ipotesi particolarmente significativa si verifica quando il reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate risulta inferiore a quello che il contribuente prevede effettivamente di conseguire. In tale situazione, ferma restando la necessità di valutare tutti gli altri elementi, l’adesione può determinare un vantaggio fiscale, poiché il reddito eccedente quello concordato non assume ordinariamente rilevanza ai fini delle imposte sui redditi.
Si consideri un professionista iscritto a una Cassa privata che non attribuisce rilevanza contributiva al reddito concordato, con un punteggio ISA pari a 9 e, conseguentemente, un’aliquota dell’imposta sostitutiva del 10%.
| Voce | Valore |
| Reddito storico di riferimento (2025) | 60.000 € |
| Reddito effettivamente atteso 2026 | 90.000 € |
| Reddito da CPB proposto 2026 | 75.000 € |
| Contributi previdenziali | ancorati al reddito effettivo → esclusi dal confronto |
Il confronto si concentra sulle sole imposte (IRPEF + addizionali).
Scenario A – tassazione ordinaria (sul reddito effettivo atteso di 90.000 €):
IRPEF ~31.340 € + addizionali ~2.277 € → totale ≈ 33.617 €
Scenario B – adesione al CPB con opzione imposta sostitutiva (reddito concordato 75.000 €):
Eccedenza rispetto al reddito 2025: 15.000 €, interamente entro la soglia degli 85.000 € → sostitutiva 10% = 1.500 €
IRPEF ordinaria sulla base storica (60.000 €) + addizionali ≈ 19.958 €
Totale ≈ 21.458 €
Scenario B1 – concordato senza opzione sostitutiva (tutto a IRPEF ordinaria su 75.000 €): totale ≈ 26.788 €
Il confronto dei risultati
| Scenario | Imposte (IRPEF + addizionali) |
| A. Ordinario (su effettivo 90.000 €) | 33.617 € |
| B. Concordato + sostitutiva (su 75.000 €) | 21.458 € |
| B1. Concordato senza sostitutiva (su 75.000 €) | 26.788 € |
Due conclusioni operative emergono con chiarezza:
- quando la proposta è inferiore al reddito atteso, il concordato diventa nettamente conveniente: aderendo con l’opzione sostitutiva si risparmiano circa 12.159 euro rispetto alla tassazione ordinaria sul reddito effettivo. Il vantaggio nasce da un duplice effetto – si tassa un imponibile più basso (75.000 euro anziché 90.000 euro) e la differenza tra reddito concordato e reddito 2025 sconta il 10% anziché l’aliquota marginale;
- anche in questo scenario l’opzione per la sostitutiva resta premiante: fa risparmiare ulteriori 5.330 euro rispetto al concordato tassato in via ordinaria. È la funzione “Scelta Migliore Imposta Sostitutiva” del software a individuare automaticamente lo scenario ottimale annualità per annualità.
La valutazione non può limitarsi al risparmio fiscale
Il risultato numerico costituisce soltanto uno degli elementi sui quali fondare la decisione. Devono essere valutati anche l’attendibilità delle previsioni reddituali per il biennio, l’andamento prospettico dell’attività e la possibile presenza di cause di cessazione o decadenza dal concordato.
La simulazione consente quindi di quantificare gli effetti fiscali e contributivi delle diverse alternative, ma deve essere inserita in una valutazione professionale complessiva della posizione del contribuente.
Anche quando il reddito effettivo previsto risulta superiore a quello concordato, l’adesione deve essere esaminata tenendo conto della correttezza e della coerenza dei dati dichiarati, nonché del rispetto delle condizioni previste dalla disciplina. Il CPB non può pertanto essere considerato esclusivamente come uno strumento per ridurre il reddito imponibile.
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