COMMENTO
DI FRANCESCA BICICCHI – STUDIO NEVIO BIANCHI & PARTNERS | 27 LUGLIO 2026
Dal 30 giugno 2026 sono operativi il servizio di reportistica e quello di pubblicazione degli esiti delle valutazioni: due strumenti che vale la pena conoscere per chi segue pratiche di agevolazione alle imprese.
Entrambi danno attuazione all’articolo 3 del Codice degli incentivi (D.Lgs. n. 184/2025), la norma che elenca i servizi digitali del cosiddetto “sistema Incentivi Italia” collegato al Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) ed entrati in vigore dal 30 giugno 2026.
Premessa
Il 26 giugno 2026 il Direttore generale per gli incentivi alle imprese del MIMIT ha firmato due decreti direttoriali che, pur essendo tecnicamente distinti, vanno letti insieme.
Entrambi danno attuazione all’articolo 3 del Codice degli incentivi (D.Lgs. n. 184/2025), la norma che elenca i servizi digitali del cosiddetto “sistema Incentivi Italia” collegato al Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA).
Entrambi sono entrati in vigore il 30 giugno 2026.
→ Per chi ogni giorno gestisce pratiche di agevolazione per conto di imprese e associazioni di categoria, sono due novità operative da tenere d’occhio, anche se con implicazioni pratiche diverse.
Il primo servizio: dati per chi istruisce le pratiche
Il primo decreto attiva il servizio di reportistica. In pratica, chi è accreditato al RNA come Autorità responsabile o Soggetto concedente può ora interrogare il Registro ed estrarre dati utili a costruire le valutazioni ex ante richieste prima di attivare un nuovo regime di aiuto.
Possono accedervi anche altri soggetti che si occupano di valutazione, ma solo presentando una richiesta motivata all’ufficio competente del Ministero.
Per uno studio o un consulente che segue direttamente le imprese beneficiarie, questo servizio non porta effetti immediati: resta uno strumento riservato alle amministrazioni. Ma è comunque utile saperlo, perché segnala che le amministrazioni avranno più facilmente accesso a dati storici sugli incentivi concessi, e questo potrebbe tradursi, nei prossimi bandi, in criteri di selezione più affinati o controlli più mirati basati su serie storiche reali.
Il secondo servizio: gli esiti delle valutazioni diventano pubblici
Il secondo decreto è quello con la ricaduta pratica più immediata in quanto attiva un archivio, all’interno del sistema Incentivi Italia, dove confluiranno gli esiti delle valutazioni ex ante, in itinere ed ex post sui vari incentivi.
→ La norma di riferimento è l’articolo 21, comma 2 , del Codice degli incentivi, che impone alle amministrazioni di rendere pubblici i risultati delle valutazioni condotte con criteri di autonomia e indipendenza.
L’archivio sarà consultabile da chiunque, senza bisogno di registrarsi o autenticarsi.
Non serve più, in altre parole, presentare un accesso agli atti per sapere come è andato un determinato regime di aiuto, quali obiettivi ha raggiunto, quali criticità sono emerse. Un vantaggio concreto per chi deve orientare verso lo strumento agevolativo più adatto, potendo valutare anche l’effettiva efficacia di misure analoghe già chiuse.
Il 30 giugno 2026 segna l’avvio della fase in cui le amministrazioni iniziano a caricare i dati nell’archivio, non necessariamente la data da cui l’archivio sarà consultabile dal pubblico. Il decreto rinvia questa seconda data a una comunicazione separata, da pubblicare sullo stesso sistema Incentivi Italia.
Vale la pena monitorare gli aggiornamenti, perché tra “i dati iniziano a essere caricati” e “i dati sono consultabili” può passare un margine di tempo non scontato.
Chi gestisce i due servizi
Su questo punto i due decreti sono identici: la gestione resta in capo alla Direzione generale per gli incentivi alle imprese del MIMIT, che si appoggia a Invitalia per gli aspetti operativi.
Anche le modalità pratiche di utilizzo – login, formati, procedure – sono rimandate a guide tecniche pubblicate sul sito del RNA, non ancora contenute nei decreti stessi. Chi ha necessità di operare concretamente su questi servizi farà bene a tenere sotto controllo quella sezione del sito.
Un aggancio con la pratica quotidiana
Vale la pena ricordare che questi strumenti non nascono per restare teorici: si innestano su un flusso di bandi e decreti che continua a produrre casi concreti.
Possiamo pensare, ad esempio, al decreto ministeriale del 18 marzo 2026 che ha stanziato oltre 447 milioni di euro per le PMI delle Regioni meno sviluppate: un intervento di questa portata è il tipo di misura i cui esiti valutativi, una volta conclusa la fase attuativa, potranno finire nell’archivio pubblico appena istituito.
Per chi segue clienti operanti in quei territori, tenere d’occhio l’evoluzione di questi servizi significa avere, in prospettiva, uno strumento in più per argomentare scelte e aspettative con basi più solide.
Conclusioni
Due decreti, stessa data, stesso impianto: uno strumento di lavoro riservato alle amministrazioni e uno strumento di trasparenza aperto a tutti.
Per la pratica professionale quotidiana, il secondo è quello da seguire con più attenzione, soprattutto in vista della comunicazione che ne fisserà l’apertura effettiva al pubblico.
Riferimenti normativi:
- D.Lgs. 27 novembre 2025, n. 184, art. 3
- Decreto direttoriale 26 giugno 2026 – Incentivi Italia. Servizio di reportistica
- Decreto direttoriale 26 giugno 2026 – Incentivi Italia. Servizio di pubblicazione delle valutazioni
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