CIRCOLARE MONOGRAFICA
Aperto un tavolo di confronto istituzionale sulla semplificazione della dichiarazione fiscale
DI CARLA DE LUCA | 6 OTTOBRE 2026
La dichiarazione dei redditi potrebbe cambiare struttura e calendario. Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio, ha annunciato che è aperto un tavolo con Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Economia per valutare lo sdoppiamento dell’attuale dichiarazione fiscale: un primo modello, da presentare entro luglio, destinato esclusivamente alla determinazione della base imponibile e dell’imposta; un secondo, entro fine novembre, contenente le informazioni richieste dall’Amministrazione finanziaria per monitoraggio e controllo. Non si tratta ancora di una modifica normativa approvata, ma di una proposta in fase di confronto. L’obiettivo dichiarato è restituire alla dichiarazione la sua funzione originaria e alleggerirla dai numerosi dati informativi accumulatisi negli anni. La vera sfida, tuttavia, sarà evitare che dallo sdoppiamento nascano semplicemente due dichiarazioni al posto di una.
Una dichiarazione per calcolare le imposte e una per le informazioni
La dichiarazione dei redditi potrebbe essere destinata a cambiare profondamente.
Nel corso di un incontro con la stampa specializzata del 24 settembre 2026, Elbano de Nuccio, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, ha reso noto il lavoro avviato con Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Economia per arrivare a uno sdoppiamento della dichiarazione fiscale.
L’ipotesi sulla quale si sta lavorando prevede un primo invio entro luglio, limitato ai dati necessari alla determinazione dell’imponibile e delle imposte, e un secondo modello entro fine novembre, dedicato alle informazioni necessarie per le attività di monitoraggio e controllo dell’Amministrazione finanziaria.
È importante chiarirlo subito: allo stato non siamo ancora davanti a una nuova disciplina definitivamente approvata. Si tratta di un progetto oggetto di confronto istituzionale. Parlare oggi di dichiarazione “sdoppiata” significa quindi descrivere la direzione nella quale si sta lavorando, non una nuova scadenza già entrata in vigore.
L’idea, però, intercetta uno dei problemi più evidenti dell’attuale sistema dichiarativo.
Nel tempo la dichiarazione dei redditi ha progressivamente perso la sua funzione essenziale di documento destinato alla determinazione del reddito imponibile e dell’imposta, trasformandosi anche in un contenitore di informazioni utilizzate per finalità molto diverse:
- aiuti di Stato,
- crediti d’imposta,
- agevolazioni,
- bonus edilizi e
- numerosi altri dati richiesti per finalità di monitoraggio.
È proprio questo fenomeno che de Nuccio ha indicato come causa dell’appesantimento della compilazione e dell’aumento del rischio di errore.
Come funzionerebbe il nuovo sistema
Lo schema prospettato può essere sintetizzato così:
Tabella 1 – Struttura ipotizzata del nuovo sistema dichiarativo
| Adempimento | Termine ipotizzato | Contenuto |
| Dichiarazione fiscale | Entro luglio | Reddito imponibile, elementi necessari al calcolo dell’imposta e imposte dovute |
| Modello informativo | Entro fine novembre | Dati richiesti per monitoraggio, controllo e altre esigenze informative dell’Amministrazione |
Il primo modello tornerebbe quindi ad avere una funzione strettamente fiscale: determinare quanto il contribuente deve pagare. La scadenza di luglio sarebbe coerente, nell’impostazione prospettata, con il momento di determinazione del saldo e del primo acconto.
Il secondo adempimento avrebbe invece una funzione differente. Non servirebbe a determinare nuovamente l’imposta, ma raccoglierebbe le informazioni che oggi appesantiscono la dichiarazione pur non essendo direttamente necessarie alla liquidazione del tributo. De Nuccio ha parlato espressamente di una significativa riduzione delle informazioni richieste nel secondo modello.
Ed è probabilmente proprio su questa “sforbiciata” che si giocherà la riuscita della riforma.
La scansione temporale ipotizzata – luglio per il calcolo fiscale, novembre per le informazioni:
Il problema dell’attuale dichiarazione: troppi obiettivi nello stesso modello
Il punto di partenza della proposta è condivisibile sul piano tecnico: una dichiarazione fiscale dovrebbe innanzitutto dichiarare il reddito e determinare l’imposta.
Negli anni, invece, i modelli dichiarativi sono diventati strumenti attraverso i quali l’Amministrazione acquisisce una quantità crescente di informazioni che non sempre incidono direttamente sul risultato fiscale.
Il fenomeno ha almeno tre conseguenze:
- la prima è evidente: aumenta il numero dei quadri, dei righi, dei codici e delle verifiche necessarie;
- la seconda è meno visibile ma forse più importante: cresce il rischio che un errore meramente informativo venga trascinato all’interno di un adempimento avente natura fiscale, con conseguenze che devono poi essere ricostruite sul piano delle integrative, delle sanzioni e dei controlli;
- la terza riguarda il calendario: finché nello stesso modello devono convivere la determinazione delle imposte e una grande quantità di dati aventi altre finalità, il professionista è costretto a completare l’intera raccolta informativa prima di poter considerare chiusa la dichiarazione.
Separare i due momenti potrebbe quindi avere una logica.
Ma due invii non significano necessariamente meno adempimenti
Qui emerge però il vero punto critico.
Uno sdoppiamento può essere una semplificazione oppure può produrre l’effetto esattamente contrario.
Se l’attuale dichiarazione venisse semplicemente divisa in due parti, lasciando invariati tutti i dati oggi richiesti, si passerebbe da un adempimento complesso a due adempimenti complessi.
La riforma avrebbe senso soltanto se il secondo modello fosse accompagnato da una vera revisione delle informazionirichieste.
Il principio dovrebbe essere semplice: l’Amministrazione non dovrebbe chiedere al contribuente ciò che possiede già nelle proprie banche dati:
- fatture elettroniche,
- corrispettivi telematici,
- dati dei versamenti, certificazioni,
- comunicazioni relative ai crediti e
- numerose altre informazioni
sono già acquisite attraverso diversi flussi telematici. Lo sdoppiamento costituisce quindi un’occasione per interrogarsi non soltanto su quando chiedere i dati, ma soprattutto su quali dati abbia ancora senso chiedere.
È lo stesso de Nuccio a collegare la proposta alla necessità di ridurre duplicazioni e di utilizzare maggiormente le informazioni già disponibili all’Amministrazione.
Tabella 2 – Quando lo sdoppiamento semplifica e quando rischia di complicare
| Semplificazione reale | Semplificazione solo apparente |
| Riduzione dei dati richiesti nel secondo modello | Stessi dati di oggi semplicemente distribuiti su due invii |
| Eliminazione delle informazioni già presenti nelle banche dati pubbliche | Duplicazione di informazioni già trasmesse con altri flussi |
| Separazione netta tra calcolo dell’imposta e monitoraggio | Due modelli reciprocamente dipendenti |
| Regole distinte per errori sostanziali e informativi | Stesso rischio sanzionatorio per dati di natura diversa |
Il mese di luglio diventerebbe ancora più importante
La prima dichiarazione dovrebbe essere trasmessa entro luglio.
Si tratta di un cambiamento organizzativo tutt’altro che secondario.
Il professionista dovrebbe arrivare entro quella data alla definizione degli elementi sostanziali della posizione fiscale:
- risultato imponibile,
- variazioni fiscali,
- eventuali agevolazioni che incidono sull’imposta,
- crediti e
- più in generale, tutti i dati indispensabili per determinare correttamente il debito tributario.
Questo potrebbe produrre un effetto positivo: separare il momento nel quale si determina l’imposta da quello nel quale si completa l’informativa fiscale.
Ma richiederà anche una forte razionalizzazione delle scadenze che precedono luglio.
Se i dati necessari per la determinazione dell’imposta continuassero infatti a dipendere da provvedimenti, chiarimenti, software e specifiche tecniche disponibili a ridosso della scadenza, l’anticipazione della parte sostanziale della dichiarazione rischierebbe semplicemente di concentrare ulteriormente il lavoro nei primi sette mesi dell’anno.
La riforma del modello, pertanto, non può essere separata dalla riforma del calendario fiscale.
Non è casuale che, nello stesso intervento, de Nuccio abbia proposto anche di spostare a settembre le scadenze fiscali oggi collocate nel mese di agosto.
Tabella 3 – Impatto organizzativo del nuovo calendario
| Fase | Obiettivo operativo | Punto di attenzione |
| Gennaio – luglio | Definire imponibile, variazioni fiscali, crediti e imposte | Dati, software e chiarimenti devono arrivare con sufficiente anticipo |
| Agosto – novembre | Completare le informazioni di monitoraggio | Il secondo invio deve essere davvero più leggero e autonomo |
La questione decisiva: quale rapporto tra i due modelli?
Vi sono poi alcuni aspetti tecnici che il futuro intervento dovrà necessariamente disciplinare e sui quali, allo stato delle informazioni pubbliche disponibili, il progetto non risulta ancora definito nei dettagli.
Che cosa accadrà, ad esempio, se nel modello informativo di novembre emerge un dato che modifica l’imponibile dichiarato a luglio?
• Sarà necessario presentare un’integrativa della prima dichiarazione?
• Quale dei due invii rappresenterà, dal punto di vista giuridico, la vera “dichiarazione dei redditi”?
• Come verranno disciplinati gli errori contenuti soltanto nel secondo modello?
• Quale sarà il rapporto con il ravvedimento operoso e con il sistema sanzionatorio?
• E ancora: quali informazioni saranno considerate indispensabili per la determinazione dell’imposta di luglio e quali potranno essere differite a novembre?
Sono domande decisive perché lo sdoppiamento non deve produrre due dichiarazioni reciprocamente dipendenti, costringendo il contribuente a correggere la prima ogni volta che viene modificata un’informazione contenuta nella seconda.
La separazione deve essere anche giuridica, non soltanto cronologica.
Tabella 4 – Le questioni tecniche ancora da disciplinare
| Questione aperta | Perché è decisiva |
| Dato di novembre che incide sull’imponibile | Stabilire quando serve la dichiarazione integrativa |
| Natura giuridica dei due invii | Individuare la dichiarazione dei redditi in senso proprio |
| Errori nel solo modello informativo | Prevedere regole coerenti con dati non liquidatori |
| Ravvedimento e sanzioni | Distinguere violazioni sostanziali e informative |
| Confine luglio / novembre | Evitare sovrapposizioni e dipendenze |
Anche le sanzioni dovrebbero seguire la diversa natura degli adempimenti
Un ulteriore tema riguarda il sistema sanzionatorio.
Se il primo modello contiene gli elementi destinati alla quantificazione del reddito e dell’imposta, mentre il secondo contiene prevalentemente informazioni di monitoraggio, appare necessario che anche le conseguenze degli errori siano coerenti con questa distinzione.
Un errore che determina una minore imposta non ha la stessa natura di un’omissione relativa a un dato puramente informativo.
Uno degli effetti positivi della riforma potrebbe quindi essere proprio quello di rendere più evidente la differenza tra violazione sostanziale e violazione informativa, evitando che la crescente complessità del modello finisca per confondere i due piani.
Ma anche in questo caso tutto dipenderà dalla disciplina concreta che accompagnerà il nuovo sistema.
La vera semplificazione sarebbe chiedere ogni dato una volta sola
L’idea dello sdoppiamento coglie quindi un problema reale.
Ma forse il punto più innovativo non consiste nella previsione di due scadenze.
Consiste nell’affermazione di un principio diverso: la dichiarazione dei redditi non deve essere utilizzata come contenitore universale delle informazioni che lo Stato vuole acquisire.
Se un’informazione serve per determinare l’imposta, deve trovare spazio nella dichiarazione fiscale.
Se serve esclusivamente per il monitoraggio, può essere collocata altrove.
Se è già conosciuta dall’Amministrazione finanziaria, dovrebbe invece essere eliminata dagli obblighi dichiarativi.
È questa la sequenza logica che potrebbe trasformare lo sdoppiamento da una semplice modifica del calendario in una vera operazione di semplificazione.
Il criterio guida – ogni informazione dovrebbe avere una sola destinazione dichiarativa:
Una riforma da giudicare sui dati che saranno eliminati, non sulle nuove scadenze
La proposta annunciata da de Nuccio ha quindi un merito: rimette al centro la funzione della dichiarazione.
Il contribuente presenta una dichiarazione dei redditi principalmente per rappresentare la propria posizione fiscale e determinare l’imposta dovuta.
Tutto ciò che viene aggiunto per altre finalità dovrebbe essere valutato separatamente.
La formula “luglio per le imposte, novembre per le informazioni” è intuitiva e può rappresentare un importante cambio di impostazione.
Tabella 5 – I quattro test per capire se sarà vera semplificazione
| Test | Domanda |
| 1. Riduzione | Quanti dati oggi richiesti verranno realmente eliminati? |
| 2. Non duplicazione | I dati già disponibili all’Amministrazione saranno esclusi dai nuovi obblighi? |
| 3. Autonomia | Il modello di novembre potrà essere corretto senza riaprire automaticamente quello di luglio? |
| 4. Coerenza | Calendario, integrative e sanzioni saranno allineati alla diversa funzione dei due invii? |
Ma la bontà della riforma non potrà essere misurata contando il numero dei modelli.
Se da una dichiarazione se ne ricaveranno semplicemente due, la semplificazione sarà soltanto apparente. Se invece lo sdoppiamento sarà accompagnato dall’eliminazione dei dati duplicati, dalla riduzione delle informazioni non necessarie, da regole chiare sugli errori e da un calendario coerente, allora potrà davvero cambiare il modo di concepire l’adempimento dichiarativo.
La vera novità, insomma, non sarebbe avere due dichiarazioni.
Sarebbe finalmente avere una dichiarazione fiscale che torni a fare soprattutto il suo mestiere: determinare le imposte.
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