CIRCOLARE MONOGRAFICA
Procedure semplificate, maggiore apertura agli investitori e nuovi requisiti per l’incentivo dedicato alle start-up innovative
DI GERARDO URTI | 16 SETTEMBRE 2026
Il Decreto MIMIT 13 luglio 2026 aggiorna la disciplina di Smart&Start Italia, l’incentivo destinato alla nascita e allo sviluppo delle start-up innovative. Le modifiche adeguano la misura alla nuova disciplina delle start-up innovative e intervengono su diversi aspetti operativi, dalla valutazione dei piani d’impresa agli investimenti nel capitale di rischio che consentono la conversione di una quota del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto. Restano centrali il finanziamento a tasso zero, che può coprire fino al 90% delle spese ammissibili in presenza di specifiche condizioni, e i servizi di tutoraggio per le imprese più giovani. Quali sono le novità e cosa devono verificare start-up e professionisti per accedere alle agevolazioni?
In sintesi
Smart&Start Italia mantiene la propria struttura di fondo, ma il Decreto 13 luglio 2026 aggiorna alcuni aspetti rilevanti per start-up, investitori e professionisti. Ecco cosa cambia rispetto alla disciplina precedente e quali elementi della misura restano confermati.
| Cosa verificare | Prima del Decreto | Dopo il Decreto 13 luglio 2026 |
| Chi può accedere | L’accesso faceva riferimento alla precedente disciplina delle start-up innovative | I requisiti vengono allineati alla nuova disciplina introdotta dalla Legge n. 193/2024 e al quadro aggiornato dell’art. 25 del D.L. n. 179/2012 |
| Dimensione delle imprese | Beneficiari individuati secondo il precedente quadro applicabile | La disciplina aggiornata individua start-up innovative micro, piccole e medie |
| Come vengono valutati i progetti | Le domande erano sottoposte alla verifica dei requisiti e alla valutazione del piano d’impresa | Sono previste ulteriori semplificazioni nelle procedure di valutazione |
| Ingresso di nuovi investitori | Era già possibile collegare gli investimenti in equity alla conversione di una parte del finanziamento | Vengono precisate le caratteristiche degli investimenti nel capitale di rischio rilevanti per ottenere la conversione |
| Quanto può essere convertito | Possibile conversione fino al 50% degli apporti, entro il limite del 50% delle agevolazioni concesse | La possibilità viene confermata, nel rispetto delle condizioni aggiornate sugli investimenti rilevanti |
| Tutoraggio | Servizi di accompagnamento riconosciuti secondo la precedente disciplina | Tutoraggio tecnico-gestionale da 10.000 euro per start-up costituite da non più di 36 mesi |
| Importo dei progetti | Piani da 100.000 euro a 1,5 milioni di euro | Gli importi non cambiano |
| Copertura delle spese | Finanziamento a tasso zero dell’80%, elevabile al 90% in determinati casi | Percentuali confermate |
| Presentazione delle domande | Procedura a sportello attraverso Invitalia | La procedura a sportello rimane operativa |
Finalità della misura
Smart&Start Italia sostiene la nascita e la crescita delle start-up innovative ad alto contenuto tecnologico sull’intero territorio nazionale. Il Decreto 13 luglio 2026 aggiorna la disciplina della misura senza modificarne l’impianto generale.
Cosa cambia con il Decreto 13 luglio 2026
Il Decreto 13 luglio 2026 interviene sulla disciplina di Smart&Start Italia aggiornando alcuni aspetti che incidono direttamente sull’accesso e sulla gestione delle agevolazioni, senza modificare l’impianto generale della misura.
Il primo elemento riguarda il coordinamento con la nuova disciplina delle start-up innovative, modificata dalla Legge n. 193/2024. I requisiti richiesti per accedere a Smart&Start vengono quindi adeguati al quadro normativo previsto dall’art. 25 del D.L. n. 179/2012 per le imprese iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese.
Il Decreto interviene inoltre sulle procedure di valutazione dei piani d’impresa, introducendo ulteriori semplificazioni nell’istruttoria delle domande, e precisa la disciplina degli investimenti nel capitale di rischio rilevanti ai fini della conversione di una parte del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto. Quest’ultimo aspetto assume particolare interesse per le start-up che affiancano al sostegno pubblico l’ingresso di nuovi investitori nel capitale sociale.
Chi può accedere alle agevolazioni
Il Decreto 13 luglio 2026 coordina la disciplina di Smart&Start Italia con il nuovo quadro normativo delle start-up innovative, conseguente alle modifiche introdotte dalla Legge n. 193/2024.
L’accesso alla misura è pertanto collegato al possesso dei requisiti previsti dall’art. 25 del D.L. n. 179/2012 per l’iscrizione e la permanenza nella sezione speciale del Registro delle imprese.
Il MIMIT indica tra i beneficiari le start-up innovative riconducibili alle micro, piccole e medie imprese.
La misura resta accessibile anche alle persone fisiche che intendono costituire una start-up innovativa. In questo caso, la società deve essere costituita entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni. Possono inoltre accedere le imprese straniereche possiedono i requisiti richiesti, a condizione che si impegnino a istituire almeno una sede operativa in Italia.
Piani d’impresa e spese finanziabili
Smart&Start Italia sostiene piani d’impresa compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, destinati alla produzione di beni o servizi ad alto contenuto tecnologico e innovativo, allo sviluppo di soluzioni nell’economia digitale, nell’intelligenza artificiale, nella blockchain e nell’Internet of Things, nonché alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca. I programmi possono essere realizzati anche in collaborazione con:
- organismidi ricerca,
- incubatori,
- acceleratori e
- Digital Innovation Hub.
Tra le spese ammissibili rientrano:
- impianti e attrezzature tecnologiche,
- brevetti,
- marchi,
- licenze e
- know-how,
- servizi specialistici e
- costi del personale impiegato nel progetto.
È inoltre finanziabile il capitale circolante entro il limite del 20% delle spese.
I programmi devono essere
- avviati dopo la presentazione della domanda e
- conclusi entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.
Finanziamento a tasso zero fino al 90%
L’agevolazione principale prevista da Smart&Start Italia consiste in un finanziamento senza interessi pari all’80% delle spese ammissibili, con una durata massima di 10 anni.
La copertura può essere elevata al 90% quando la start-up è interamente costituita da donne e/o da giovani di età non superiore a 35 annioppure quando ricorrono le condizioni previste per la presenza di almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca o equivalente, conseguito da non più di sei anni, che abbia svolto stabilmente all’estero attività di ricerca o didattica per almeno un triennio.
È previsto un trattamento più favorevole per le start-up innovative localizzate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In questi territori il finanziamento agevolato deve essere restituito soltanto in misura pari al 70% dell’importo concesso per le spese del piano d’impresa, determinando quindi un beneficio corrispondente alla quota non soggetta a restituzione.
Tutoraggio e sostegno alle start-up più giovani
Per le start-up costituite da non più di 36 mesi alla data della domanda sono previsti servizi di tutoraggio tecnico-gestionale del valore di 10.000 euro, destinati ad accompagnare le imprese più giovani nello sviluppo dell’iniziativa.
Investitori: quando il finanziamento diventa contributo a fondo perduto
Smart&Start Italia consente alle start-up innovative che attraggono nuovi capitali di convertire una quota del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto. Il meccanismo riguarda gli investimenti nel capitale di rischio effettuati da investitori terzi o da soci persone fisiche.
La conversione può essere riconosciuta fino al 50% delle somme apportate dagli investitori o dai soci e, comunque, entro il limite del 50% delle agevolazioni complessivamente concesse.
Su questo aspetto interviene il Decreto 13 luglio 2026, introducendo specificazioni sugli investimenti nel capitale di rischio rilevanti ai fini della conversione. Per le start-up che intendono affiancare al finanziamento Smart&Start l’ingresso di nuovi investitori diventa quindi importante verificare preventivamente che caratteristiche, modalità e tempistiche dell’operazione di equity rispettino le condizioni previste dalla misura.
Presentazione e valutazione delle domande
Le domande devono essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia, allegando il piano d’impresa e la documentazione richiesta.
Smart&Start Italia opera con una procedura a sportello, senza graduatorie né scadenze periodiche, con valutazione delle richieste secondo l’ordine cronologico di presentazione.
L’istruttoria considera
- le competenze
- tecniche,
- organizzative e
- gestionali del team,
- il carattere innovativo dell’iniziativa,
- la sostenibilità economico-finanziaria e
- la fattibilità tecnologica e operativa del progetto.
Il Decreto interviene su questo processo introducendo ulteriori semplificazioni nelle procedure di valutazione dei piani d’impresa.
Secondo le indicazioni operative di Invitalia, la valutazione si conclude entro 60 giorni dalla presentazione della domanda completa, fatti salvi i tempi necessari per eventuali integrazioni documentali.
Quando diventano operative le nuove disposizioni
Il Decreto ministeriale 13 luglio 2026 è stato pubblicato sul sito del MIMIT il 2 settembre 2026. Alla data di pubblicazione, il relativo comunicato risulta ancora in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Per start-up e professionisti sarà quindi necessario verificare le indicazioni operative del Ministero e di Invitalia relative all’applicazione delle modifiche introdotte nel 2026. Nel frattempo, lo sportello Smart&Start Italia rimane aperto e le domande possono essere presentate attraverso la piattaforma di Invitalia.
Conclusioni
Il Decreto 13 luglio 2026 aggiorna Smart&Start Italia adeguando la misura alla nuova disciplina delle start-up innovative e intervenendo su valutazione dei progetti e investimenti nel capitale di rischio.
Per le start-up che programmano nuovi investimenti resta quindi centrale verificare requisiti di accesso, caratteristiche del progetto e condizioni dell’agevolazione, con particolare attenzione alle operazioni di equity che possono consentire la conversione di una quota del finanziamento in contributo a fondo perduto.
Riferimenti normativi:
- L. 16 dicembre 2024, n. 193,
- D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, conv. dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221, art. 25;
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy, D.Dirett. 13 luglio 2026.
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Comunicato (G.U. 14 settembre 2026, n. 213)
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