L’OPINIONE – MANOVRA 2027
Il nodo è conciliare risorse limitate e richieste su salari, fisco e pensioni. Governo alla scelta tra misure temporanee e interventi strutturali, tutelando occupazione e sostenibilità previdenziale.
La Manovra 2027 entra in fase decisiva. Con il solito problema che rischia di condizionare ogni scelta: le richieste sono tante, le risorse limitate. Sul tavolo c’è, innanzitutto, il recupero del potere d’acquisto; e poi la riduzione della pressione fiscale, gli incentivi all’occupazione e una nuova flessibilità sui pensionamenti. Obiettivi condivisibili, ma difficili da conciliare in una Legge di Bilancio che, secondo il Documento programmatico di bilancio, vale circa 23,5 miliardi di euro. Una cifra importante, per questo accompagnata dal rischio che esca non una manovra delle grandi riforme, ma una manovra delle scelte obbligate.
Capitolo lavoro
Sul fronte del lavoro, una delle questioni più immediate riguarda la possibile proroga della tassazione sostitutiva al 5% sugli aumenti retributivi derivanti da rinnovi contrattuali. La misura, già operativa per l’anno 2026 a favore dei dipendenti del settore privato, potrebbe assumere un rilievo particolare nel prossimo anno 2027, quando sono attesi numerosi rinnovi collettivi. Tra questi, quello del commercio e servizi, che interessa una platea particolarmente ampia di lavoratori: oltre 2,5 milioni di addetti. La platea complessiva dei lavoratori che vedrà scadere il proprio contratto collettivo nel corso dell’anno 2027 è stimata in 6,5 milioni, per 42 Ccnl che arriveranno al capolinea nel solo settore privato. La proroga della misura fiscale consentirebbe di sostenere il netto della busta-paga e così rendere più percepibili gli aumenti riconosciuti dalla contrattazione. Il punto da chiarire è se il Governo intenda limitarsi a prolungare un’agevolazione annuale oppure a costruire uno strumento più stabile di sostegno alla crescita delle retribuzioni. Resta, inoltre, il problema della platea di beneficiari. Una soglia reddituale bassa rischia di escludere lavoratori che non sono benestanti; una soglia più elevata amplia la copertura, ma aumenta anche il costo per l’erario.
Capitolo pensioni
Sul terreno previdenziale il confronto appare più delicato. Dal 2027 è previsto, a legislazione vigente, un aumento di un mese dei requisiti pensionistici per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita. La pensione di vecchiaia passerà a 67 anni e 1 mese; la pensione anticipata ordinaria a 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e a 41 anni e 11 mesi per le donne, ferme restando le deroghe previste per determinate categorie. Le richieste sul tavolo sono essenzialmente due: bloccare quest’incremento e una nuova ipotesi di flessibilità in uscita. Tra le ipotesi figura la possibilità di accedere alla pensione a 64 anni anche per i lavoratori che hanno contributi anteriori all’anno 1996, con ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. A rendere ancora più impegnativo il quadro è la dinamica della spesa pensionistica. Secondo il Documento programmatico di finanza pubblica nell’anno 2027 la spesa è stimata a circa 366,5 miliardi di euro, con un aumento di 14,7 miliardi rispetto all’anno 2026. Una parte rilevante dell’incremento è collegata alla rivalutazione degli assegni per l’inflazione, per preservare il potere d’acquisto dei pensionati.
Capitolo occupazione
Sul versante occupazione, il Governo dovrà stabilire quali incentivi privilegiare e con quale orizzonte temporale. Gli interventi rivolti ai giovani e alle assunzioni possono contribuire a migliorare l’accesso al mercato del lavoro, ma la loro efficacia non si misura solo nel numero di rapporti agevolati: contano la stabilità dei contratti, la durata dell’occupazione una volta che è terminato lo sgravio, la qualità delle mansioni e la capacità di sostenere la produttività delle imprese.
Il vincolo delle risorse
La Manovra 2027, insomma, nella consapevolezza che non potrà risolvere ogni problema del lavoro e della previdenza, imporrà una scelta tra interventi spot, cioè temporanei e immediati, e misure strutturali.
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