4° Contenuto Riservato: Banche, PMI e sostenibilità: il ruolo del VSME e della digitalizzazione

L’OPINIONE

DI ALESSANDRO PESCARI | 28 APRILE 2026

Il recente Documento del CNDCEC-FNC (marzo 2026) dal titolo “Digitalizzazione, intelligenza artificiale e fattori ESG – Framework di raccolta dati per il report di sostenibilità con particolare riferimento alla rendicontazione volontaria VSME”, pone in evidenza a tutti gli operatori l’importanza di un ecosistema che valorizzi tali fattori anche da parte delle PMI.

Il VSME come standard volontario e ponte informativo per le PMI

Il processo di riforma della rendicontazione di sostenibilità in ambito europeo è entrato in una fase di consolidamento che modifica profondamente il quadro degli obblighi e, al tempo stesso, amplia quello delle aspettative di mercato.

La Direttiva UE n. 2026/470 ha innalzato le soglie dimensionali della CSRD (1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato), determinando l’uscita formale di una vasta platea di PMI dall’ambito di applicazione degli ESRS. Tale esclusione, tuttavia, è solo apparente: il sistema bancario, le filiere produttive e gli investitori continuano a richiedere informazioni ESG strutturate, attendibili e comparabili.

In questo contesto si inserisce il VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs), sviluppato da EFRAG e adottato con Raccomandazione UE n. 2025/1710, che si configura non come un adempimento normativo ma come uno standard di mercato. La sua funzione è quella di introdurre un linguaggio condiviso per la rendicontazione volontaria, riducendo la frammentazione delle richieste informative e i conseguenti oneri amministrativi per le imprese.

Il VSME si colloca in posizione complementare rispetto agli ESRS

Mentre gli ESRS presidiano la rendicontazione obbligatoria delle grandi imprese, il VSME estende i principi di trasparenza e comparabilità all’intero tessuto produttivo, contribuendo alla costruzione di un ecosistema informativo coerente e interoperabile.

Dal punto di vista operativo, lo standard si articola in una struttura modulare che risponde a esigenze di proporzionalità.

Il Modulo base rappresenta il livello minimo di rendicontazione, particolarmente adatto a microimprese e PMI in fase iniziale. Si fonda su un set limitato di informazioni, prevalentemente qualitative o desumibili da dati già disponibili (consumi energetici, forza lavoro, sicurezza). Il Modulo completo, invece, è destinato a realtà più strutturate o maggiormente esposte a rischi ESG e introduce indicatori quantitativi, KPI, obiettivi misurabili e un rafforzamento delle informative di governance. La logica sottostante è quella di un percorso graduale, che consente alle imprese di evolvere nel tempo senza sostenere costi organizzativi eccessivi.

Un elemento qualificante del VSME è la forte integrazione con strumenti digitali. L’EFRAG ha infatti reso disponibile un Digital Templatestrutturato, accompagnato da una tassonomia XBRL che consente la marcatura e la lettura automatizzata dei dati ESG. Questo approccio favorisce l’interoperabilità delle informazioni, la loro comparabilità su scala europea e l’integrazione nei processi di analisi degli stakeholder, in particolare degli intermediari finanziari.

Digitalizzazione, credito e nuovo ruolo del commercialista nell’ecosistema ESG

Parallelamente, in ambito domestico, il Documento “Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche”,  promosso dal MEF (aggiornato a dicembre 2025), svolge una funzione complementare: traduce il linguaggio standard del VSME in un set informativo coerente con le esigenze del sistema creditizio. Le informazioni richieste alle imprese non sono discrezionali, ma rispondono a obblighi regolamentari delle banche, tra cui quelli connessi al Pillar 3 dell’EBA, al calcolo del Banking Book Taxonomy Alignment Ratio (BTAR) e agli adempimenti previsti dal regolamento SFDR. In tale prospettiva, il dato ESG diventa un elemento rilevante nella valutazione del merito creditizio.

La crescente complessità del processo di raccolta, gestione e analisi dei dati di sostenibilità rende centrale il ruolo della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale. Come evidenziato dal CNDCEC-FNC, l’adozione di tecnologie avanzate consente di automatizzare la raccolta dei dati da fonti eterogenee (sistemi ERP, HR, contatori energetici), migliorare l’affidabilità delle informazioni e abilitare sistemi di monitoraggio continuo delle performance ESG.

Il ciclo operativo ESG può essere ricondotto a quattro fasi integrate: raccolta e gestione dei dati, analisi delle performance, reporting e pianificazione strategica.

In particolare, l’intelligenza artificiale introduce capacità predittive che permettono di stimare l’evoluzione di variabili critiche (come le emissioni di CO₂ o l’esposizione a rischi ambientali), favorendo un approccio forward-looking alla gestione aziendale.

Il novellato ruolo del professionista

In questo scenario, il ruolo del commercialista è destinato a evolvere in modo significativo. Non più limitato alla funzione contabile, il professionista assume una posizione centrale nell’accompagnare le PMI nei percorsi di integrazione ESG. L’utilizzo del VSME consente di strutturare le informazioni di sostenibilità, supportare il dialogo con il sistema bancario e contribuire alla definizione di sistemi di pianificazione e controllo che incorporino stabilmente i fattori ESG.

Alla luce delle nuove soglie della CSRD, un numero crescente di imprese “out of scope” si orienterà verso strumenti volontari per rispondere alle richieste del mercato. In questo contesto, la rendicontazione ESG si configura non come un onere amministrativo, ma come una leva competitiva. Migliora l’accesso al credito, rafforza la resilienza operativa, supporta il posizionamento sul mercato e consente una gestione più consapevole dei rischi.

La chiave risiede nella capacità di integrare strumenti e approcci: il VSME come standard informativo, il framework MEF come interfaccia con il sistema bancario e le tecnologie digitali come fattore abilitante. In un contesto economico sempre più orientato alla trasparenza e alla sostenibilità, la qualità dell’informazione ESG diventa uno spaccato determinante per la crescita e la continuità aziendale.

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