COMMENTO
DI FRANCESCA BICICCHI – STUDIO NEVIO BIANCHI & PARTNERS | 23 GIUGNO 2026
Con la Nota n. 4227/2026 , l’INL avvia una nuova campagna straordinaria di vigilanza nel settore agricolo finalizzata a rafforzare il contrasto al caporalato mediante controlli mirati e azioni coordinate tra le amministrazioni coinvolte.
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) torna a porre il contrasto al caporalato al centro delle proprie priorità operative. Con la Nota prot. n. 4227 del 9 giugno 2026 , indirizzata agli uffici territoriali e alle principali amministrazioni coinvolte nelle attività di controllo, la Direzione generale dell’INL ha disposto l’avvio di una campagna straordinaria di vigilanza nel settore agricolo, destinata a svilupparsi durante la stagione estiva.
Il contesto dell’intervento
La decisione trae origine dagli esiti della riunione convocata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali il 5 giugno 2026 presso l’Ispettorato d’area metropolitana di Reggio Calabria. In quella sede è emersa l’esigenza di un ulteriore rafforzamento delle azioni di contrasto al caporalato, esigenza condivisa da INL, Arma dei Carabinieri, INPS e INAIL. Tale convergenza costituisce uno degli elementi più significativi della nota, che insiste più volte sulla necessità di un approccio coordinato e integrato tra le amministrazioni.
L’iniziativa viene presentata come prosecuzione delle campagne ispettive straordinarie realizzate negli anni precedenti, ma anche come un ulteriore passaggio nel rafforzamento della capacità di presidio del territorio. La Direzione generale richiama i risultati ottenuti nel 2025, anno in cui il settore agricolo ha registrato oltre diecimila ispezioni, con un incremento del 13,5% rispetto al 2024. Nonostante tale crescita, il fenomeno continua a essere sufficientemente diffuso da giustificare un’ulteriore intensificazione delle verifiche.
L’INL riconosce, dunque, implicitamente che l’aumento quantitativo dell’attività ispettiva, pur importante, non può essere considerato risolutivo.
La duplice finalità della campagna
La Nota n. 4227/2026 attribuisce alla nuova iniziativa una duplice funzione.
Da un lato, vi è l’obiettivo repressivo e preventivo, consistente nel rafforzare il contrasto ai fenomeni di sfruttamento lavorativo. L’attenzione è rivolta in particolare ai periodi con maggiore impiego di manodopera stagionale, quando il rischio di pratiche elusive e condizioni lavorative irregolari tende ad aumentare.
Dall’altro lato, l’INL attribuisce alla campagna una valenza istituzionale e simbolica. La vigilanza straordinaria deve rappresentare un segnale visibile dell’impegno coordinato dello Stato contro il caporalato, attraverso l’azione congiunta di Ispettorato, INPS, INAIL e Arma dei Carabinieri. La valorizzazione del modello multi-agenzia risponde alla necessità di affrontare fenomeni complessi che raramente si esauriscono nella mera violazione di obblighi lavoristici. Gli interventi potranno essere svolti con iniziative congiunte tra personale di INL, INPS, INAIL e Arma dei Carabinieri. Particolare attenzione viene riservata ai militari già operanti presso gli Ispettorati territoriali del lavoro (ITL), con la possibilità di coinvolgere ulteriori unità dei reparti territoriali dell’Arma attraverso il coordinamento del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro.
Il documento richiama l’esperienza delle task force sperimentate nelle precedenti campagne ispettive. In particolare, è incoraggiata la costituzione di “gruppi misti” composti da personale proveniente dalle diverse amministrazioni con presenza contestuale di competenze differenti per verificare simultaneamente molteplici profili, accanto ai quali vi è la possibilità di task force interprovinciali.
Tempistiche e durata delle attività
La campagna straordinaria prende avvio a giugno 2026 e proseguirà per il trimestre estivo, coinvolgendo luglio, agosto e settembre. L’INL precisa, inoltre, che le attività potranno essere estese ulteriormente laddove le esigenze operative lo rendano opportuno, richiamando quanto avvenuto in precedenti esperienze di vigilanza straordinaria.
I mesi estivi coincidono con numerose campagne di raccolta e con i picchi di utilizzo della manodopera agricola stagionale. In tale fase si concentrano le maggiori criticità legate a organizzazione del lavoro, regolarità dei rapporti occupazionali e condizioni di impiego dei lavoratori.
L’intervento programmato appare, dunque, orientato a intercettare i momenti nei quali il rischio di sfruttamento è statisticamente più elevato, privilegiando un approccio preventivo rispetto a una logica esclusivamente repressiva successiva al verificarsi delle violazioni.
La selezione degli obiettivi ispettivi
Uno degli aspetti più interessanti della nota riguarda i criteri di programmazione delle attività. L’INL stabilisce che la pianificazione dovrà tener conto di tre elementi fondamentali: colture stagionali e relativi fabbisogni di manodopera, aree territoriali maggiormente esposte ai fenomeni di caporalato e informazioni disponibili attraverso fonti istituzionali e attività di intelligence territoriale.
L’indicazione conferma la progressiva evoluzione delle tecniche di vigilanza verso modelli basati sull’analisi del rischio. Non si tratta di distribuire uniformemente gli accessi ispettivi sul territorio nazionale, ma di concentrare le risorse sui contesti che presentano maggiori indici di criticità. In questa prospettiva assume particolare rilievo il riferimento all’intelligence territoriale. Il documento valorizza, infatti, la raccolta e l’elaborazione preventiva delle informazioni disponibili, con l’obiettivo di individuare gli obiettivi ispettivi maggiormente esposti a irregolarità.
La logica è quella di un controllo sempre più selettivo e mirato, fondato sull’incrocio di dati e informazioni provenienti da fonti diverse piuttosto che sulla casualità delle verifiche.
Il coinvolgimento degli attori territoriali
Pur mantenendo la centralità dell’azione ispettiva, l’INL sottolinea l’importanza di una collaborazione estesa a tutti i soggetti presenti sul territorio. Gli Ispettorati interregionali e territoriali sono chiamati a garantire il raccordo con le sedi locali di INPS e INAIL e possono acquisire elementi informativi anche attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali e con i soggetti impegnati nell’assistenza ai lavoratori. L’indicazione è particolarmente significativa poiché riconosce il ruolo delle reti territoriali nella rilevazione delle situazioni di vulnerabilità. In molti casi, infatti, le organizzazioni sindacali, gli enti del terzo settore e le associazioni che operano a contatto con i lavoratori rappresentano i primi interlocutori in grado di intercettare condizioni di sfruttamento o situazioni di particolare fragilità.
Naturalmente la Nota non attribuisce a tali soggetti alcuna funzione ispettiva, ma ne valorizza il contributo informativo nell’ambito della costruzione delle strategie di vigilanza.
Analisi del rischio e utilizzo delle banche dati
Un ulteriore profilo di interesse riguarda il ruolo assegnato agli strumenti informativi. L’INL raccomanda che la programmazione degli interventi sia fondata su analisi del rischio, attività di intelligence territoriale e concentrazione degli accessi nei periodi e nelle fasce orarie maggiormente significative. Per raggiungere tale obiettivo viene richiesto il pieno utilizzo delle banche dati disponibili, con particolare riferimento al Portale Nazionale del Sommerso previsto dall’articolo 10 del D.Lgs. n. 124/2004, nonché agli archivi informativi detenuti da INL, INPS, INAIL e Arma dei Carabinieri.
La previsione conferma la crescente centralità dell’analisi preventiva dei dati come strumento per orientare l’azione ispettiva. L’efficacia dei controlli viene sempre più collegata alla capacità di individuare ex ante gli obiettivi a maggiore rischio di irregolarità e l’utilizzo integrato delle banche dati permette di ridurre la dispersione delle risorse e di incrementare la probabilità che gli accessi ispettivi si concentrino nei contesti effettivamente problematici.
Monitoraggio e obiettivi quantitativi
La campagna straordinaria introduce anche specifici meccanismi di monitoraggio. La Direzione generale stabilisce, infatti, che dovrà essere assicurato un numero minimo di iniziative ispettive, la cui quantificazione sarà successivamente comunicata dalla Direzione centrale vigilanza lavoro e sicurezza. La ripartizione degli obiettivi tra i diversi territori dovrà essere effettuata dagli Ispettorati interregionali tenendo conto sia della rilevanza del fenomeno sia della capacità operativa degli uffici.
Agli stessi Ispettorati interregionali viene attribuito il compito di monitorare l’andamento delle attività, mentre gli uffici territoriali sono invitati a garantire una puntuale tracciabilità degli interventi svolti e a comunicare tempestivamente le operazioni più significative. Si tratta di indicazioni che evidenziano la volontà dell’Amministrazione di accompagnare l’attività di vigilanza con strumenti di misurazione e rendicontazione dei risultati.
Una priorità strategica per l’estate 2026
Nella parte finale della Nota l’INL definisce espressamente la campagna di vigilanza straordinaria come una “priorità strategica” per il periodo estivo 2026. Il successo dell’iniziativa viene collegato alla capacità delle amministrazioni di assicurare integrazione operativa, concentrazione degli sforzi nelle aree più esposte e uniformità di azione sul territorio nazionale. La scelta di qualificare l’intervento in termini di priorità strategica conferma la centralità che il contrasto al caporalato ricopre nell’agenda istituzionale.
Non si tratta semplicemente di un incremento stagionale dei controlli, ma di una precisa linea di indirizzo che mira a rafforzare la presenza dello Stato nei contesti più vulnerabili del settore agricolo.
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